>> Torna al sito
>> Arretrati
>> Versione PDF


Fabio Menicanti
Vice President
South Region Europe
& General Manager
Business Objects Italia

Sebastiano Missineo
Direttore Insight


Intervista di copertina.
La business intelligence per conoscere e gestire la spesa sanitaria
Intervista ad Attilio Befera,
direttore centrale dell’Agenzia delle Entrate


Gruppo Maggiore
Informazioni intelligenti per offerte più competitive
Intervista a Gianlorenzo Manuti, technology leader, area data warehouse Maggiore
Utensilerie Associate S.p.A.
L’integrazione dei dati per una business intelligence più efficace
Intervista a Massimo Procino, amministratore delegato, direttore approvvigionamenti, logistica e sistemi informativi
Capitalia
La business intelligence a servizio di Basilea II
Intervista a Daniele Moscato, responsabile rating intelligence
FRO – AIR LIQUIDE Welding
La BI come standard di gruppo
Intervista a Paola Simoncelli,
direttore dei sistemi informativi di FRO
Finsiel – Ministero della Salute
L’importanza dell’integrazione dei dati: il progetto di SLA Management
Intervista a Cristina Bellini e Pietro Gioia, di Finsiel
Sayerlack – Arch Coatings Italia
Dalla business intelligence al business performance management
Intervista a Gianni Raspanti, responsabile information technology di Arch Coatings Italia
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
L’integrazione dei dati per la gestione della complessità
Intervista ad Alessandro Musumeci, direttore generale dei sistemi informativi
Sirap – Gema
L’espansione internazionale di una media azienda: il valore della business intelligence
Intervista a Claudia Bagatta,
IT manager
Credem
Gestione strategica delle risorse umane
Intervista a Paolo Boni,
responsabile personale e intranet dei sistemi informativi di Credem
Linea
La migrazione a XI: pochi oneri e molti vantaggi
Intervista a Massimiliano Maggi, responsabile dei sistemi informativi di Linea



Utensilerie Associate SpA

L'integrazione dei dati per una business intelligence più efficace Intervista a Massimo Procino,
amministratore delegato,
direttore approvvigionamenti,
logistica e sistemi Informativi
 




Il progetto in sintesi
L’esigenza
- Sfruttare appieno le capacità di reporting di Business Objects
- Fornire risposte a query complesse in pochi secondi
- Aggregare e omogeneizzare i dati provenienti da documenti diversi
-Riuscire a fare analisi aggregate su sei linee di business mantenendo diversi sistemi operativi
La soluzione
- Data warehouse su MS SQLserver, creato ed alimentato con Business Objects Data Integrator
- BusinessObjects Client/Server per il front-end
I benefici
- Estrazione automatica ed omogeneizzazione di tutti i dati aziendali
- Riduzione dei tempi di risposta a pochi secondi
- Responsabilizzazione delle persone del business
- Utilizzo della business intelligence progressivamente esteso ad altre aree aziendali
Durata
- 3 mesi
Fattori critici di successo
- Precisa identificazione delle esigenze, anche attraverso un percorso di apprendimento all'uso degli strumenti Business Objects per “prove-ed-errori”
- Coinvolgimento e partecipazione attiva del personale interno per tutta la durata del progetto
- Competenza e commitment di TEN sulla consegna dei risultati nei tempi stabiliti
- Potenza e flessibilità di Data Integrator

Cinque marchi, una rete commerciale diffusa in 50 paesi del mondo, 500 dipendenti operanti presso le sedi di Monvalle e Gemonio (VA) e un giro d'affari di oltre 83 milioni di euro: Utensilerie Associate SpA, nota attraverso marchi leader come USAG, FACOM e PASTORINO, costituisce un importante polo nel mercato dell'utensileria a mano.
La gestione di cinque diversi brand comporta una serie di problematiche relative alla gestione delle informazioni, che provengono da fonti diverse e disomogenee: l'introduzione della business intelligence ha richiesto quindi un'attenzione particolare al processo di integrazione dei dati. Ne abbiamo parlato con Massimo Procino, direttore dei sistemi informativi.

Il progetto di business intelligence ha visto fasi successive: da cosa siete partiti?
In previsione di introdurre la business intelligence in azienda, a fine 2003 avevamo costruito il nuovo data warehouse su AS400. Nel maggio 2004 siamo partiti con Business Objects, iniziando la realizzazione del primo universo, relativo agli aspetti commerciali. In corso di sviluppo ci siamo trovati in una impasse che ci ha costretto ad affrontare il progetto in modo più globale.

Che genere di problemi avete riscontrato e perché?
I limiti della nostra infrastruttura non ci permettevano di sfruttare appieno le enormi capacità di reporting di Business Objects: le funzionalità più semplici erano soddisfacenti, mentre per le query più complesse – che coinvolgevano milioni di dati – i tempi di elaborazione erano inaccettabili per gli utilizzatori del sistema. Si trattava di un problema di sincronizzazione dei dati, che provenivano da fonti diverse e che creavano problemi di riconoscimento. Ci siamo subito mossi con un'attenta analisi per risolvere il problema. Anche perché avevamo dei vincoli precisi.

Quali?
I cinque marchi che gestiamo sono frutto di progressive aggregazioni di società, quindi non si tratta solo di brand commerciali ma di sei divisioni, i cui sistemi informativi sono strutturati in modo diverso, con anagrafiche prodotti e clienti separate. La nostra esigenza era quella di mantenere queste diversità per non perdere la storicità, che è essenziale in un mercato in cui la comprensione dei trend e delle evoluzioni è determinante per una corretta gestione del business, soprattutto in questo periodo. D'altra parte però avevamo l'esigenza di analisi su dati aggregati, per esempio conoscere l'andamento delle vendite per area geografica su tutti i marchi.

La soluzione?
Omogeneizzare i dati tramite gli strumenti di estrazione di Business Objects, che ci hanno permesso di superare i problemi.

In che modo?
Dal punto di vista del supporto hardware e software, abbiamo posizionato il data warehouse su server Sql, e Business Objects su un server con maggiori performance. Già questo cambiamento ha dato dei primi risultati. Poi abbiamo preso in esame l'architettura: intanto abbiamo creato i data mart, che definiscono meglio il perimetro di alcune query e quindi rendono più performante il sistema; il passo decisivo – che ha modificato sostanzialmente il progetto – ha riguardato l'utilizzo di Data Integrator come strumento di estrazione dati da origini differenti. Avevamo già un prodotto simile, ma le potenzialità di Data Integrator andavano oltre l'aspetto economico immediato.

Quali sono i vantaggi di Data Integrator?
È un vero e proprio strumento di sviluppo, non qualcosa di preconfezionato, ed è ricco di elementi di personalizzazione che non vanno peraltro a scapito della flessibilità d'uso: Rispetto agli estrattori custom che avevamo prima, consente di creare, alimentare e manutenere gli oggetti del nostro datawarehouse in una frazione del tempo prima impiegato.

Che cosa siete in grado di fare oggi?
Data Integrator ci permette l'estrazione automatica ma anche l'omogeneizzazione dei dati. Prima il sistema si bloccava perché i dati erano presenti in varie tipologie di documento (fogli excel, access, word ecc) che non venivano riconosciuti. Data Integrator, in abbinamento alla migrazione in ambiente Sql, permette di intercettare e omogeneizzare tutte queste tabelle. In questo modo oggi siamo in grado – in pochi secondi - di aggregare i dati in modi prima impensabili e utilizzare al meglio le informazioni. D'altro canto l'introduzione della business intelligence ha rappresentato un'ottima occasione per ottimizzare la produzione di documenti, riorganizzare i processi e responsabilizzare gli utilizzatori delle informazioni: l'estrazione del dato oggi non è più delegata ai sistemi informativi, ma sono le stesse persone del business che alimentano il data base e sono in grado di utilizzare lo strumento: la business intelligence è un sistema e non soltanto un prodotto.

Il ruolo dei sistemi informativi?
Sono i project leader, e sono loro a dover trovare le soluzioni alle esigenze del business. Ma oggi partiamo da bisogni degli utenti già definiti.

Le modalità di interazione tra le funzioni?
È stato creato un team di progetto composto da persone dei sistemi informativi, delle reti e del business. Abbiamo iniziato con il marketing, ma stiamo già lavorando per espandere il sistema in ambito supply chain e soprattutto controllo di gestione.

Per il ridisegno delle architetture vi siete avvalsi della consulenza di un partner certificato di Business Objects, TEN Tecnologie & Networking. Qual è stato il suo contributo?
In una prima fase di analisi, TEN ci ha supportato nella definizione di obiettivi concreti e realistici e nel disegno di una soluzione completa di business intelligence, sia di back-end che di front-end, in grado di rispondere alle esigenze emerse.
In fase d'implementazione poi TEN ha fornito il supporto per il disegno logico e fisico dei data marts nel datawarehouse, con l'obiettivo di garantire query più performanti e scalabilità in vista di futuri sviluppi, salvaguardando al tempo stesso quanto era già stato da noi sviluppato lato front-end con Business Objects; il tutto si è svolto nei tempi stabiliti e con perfetta integrazione con il nostro personale. Business Objects ha avuto con noi un approccio fortemente collaborativo, volto a supportare fattivamente la crescita della società in fase di implementazione e utilizzo dei prodotti. Allo stesso modo ha operato TEN: è stata la società che ci ha dato la maggiore disponibilità a risolvere il problema insieme a noi. Non ci hanno proposto un problem solving preconfezionato bensì una vera partnership. D'altronde a noi non interessava un pacchetto di soluzioni ma qualcosa che accrescesse la nostra cultura.