Agenzia delle Entrate
La BI per conoscere e gestire la spesa sanitaria.
Intervista ad Attilio Befera, direttore centrale dell’Agenzia
delle Entrate.
La spesa sanitaria è la seconda voce di spesa nel Bilancio dello Stato, ed è in costante crescita. Nel 2004 in Italia sono stati spesi in totale 110 miliardi di euro per la salute (pari all’8,2% del PIL), 86 dei quali a carico dello Stato e 24 a carico delle famiglie.
Spesa quindi estremamente rilevante per il bilancio dello Stato e delle famiglie, per di più distribuita su tutto il territorio e quindi difficile da monitorare.
Le nuove tecnologie, supportate dalla business intelligence, permettono di andare oltre il controllo per stime attualmente in uso e di rilevare con maggiore precisione e tempestività l’effettivo andamento della spesa sanitaria a livello locale, regionale e nazionale.
Questi sono gli obiettivi del progetto “Monitoraggio della spesa sanitaria”; ne abbiamo parlato con Attilio Befera, direttore centrale dell’Agenzia delle Entrate, l’ente a cui è stata affidata la regia operativa del progetto.
Tutto parte dal Decreto legge 269/2003, che ha fissato gli obiettivi da raggiungere…
L’articolo 50 del decreto prevede che vengano collegati in rete gli operatori della sanità, in modo da garantire una rapida raccolta dei dati relativi all’erogazione di farmaci e prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Collegata a questa operazione è la distribuzione della tessera sanitaria, attualmente in corso, con cui il cittadino potrà accedere alle prestazioni erogate dalla sanità pubblica.
Quali sono gli obiettivi strategici?
Conoscere in modo puntuale e con tempi ridottissimi l’andamento della spesa per consentire agli operatori - Stato, Regioni e Asl - di prendere provvedimenti in termini di contenimento e soprattutto di appropriatezza nell’allocazione delle risorse.
Contenimento - ci tengo a precisare - non significa banalmente riduzione della spesa, ma capacità di spendere meglio i fondi a disposizione. Finora avevamo solo stime incomplete, e questo rendeva più facili gli sprechi, accentuando il malessere tra gli operatori. Questa procedura permette di porre sotto controllo i fenomeni, e al tempo stesso può agire da deterrente nei confronti di cattive gestioni.
Perché l’Agenzia delle Entrate?
Titolare della procedura è la Ragioneria Generale dello Stato cui è affidato il compito, nell’ambito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di rilevare la spesa sanitaria e di garantirne la coerenza rispetto al bilancio dello Stato.
Un ruolo importante svolgono inoltre il Ministero della Salute e le Regioni che più direttamente governano la spesa sanitaria locale.
All’Agenzia delle Entrate è stata affidata l’attività di coordinamento proprio per la capacità e l’espe-rienza consolidate nella gestione di progetti complessi con molteplici attori coinvolti ed ingenti volumi di dati: gestire l’intera struttura fiscale italiana significa mantenere rapporti con 56 milioni di cittadini e 5 milioni di partite IVA ed acquisire, per lo più telematicamente, tutte le informazioni connesse alla dichiarazione dei redditi ed alla riscossione del gettito fiscale.
Alla Sogei, che è partner tecnologico dell’Agenzia ed ha quindi maturato una lunga esperienza di governo di problemi tecnologicamente complessi, è stata assegnata la realizzazione tecnica del progetto.
A che punto siamo dell’implementazione del progetto?
È stato completato il percorso normativo che consente l’attuazione dell’articolo 50: è stata ricondotta ad un unico modello, già operativamente in uso dal 2005, la gran parte delle diverse tipologie di ricette in circolazione, e sono state definite tutte le modalità operative che consentono di tracciare telematicamente il percorso della ricetta dal momento della stampa, all’assegnazione al medico, all’utilizzo in sede di erogazione delle prestazioni sanitarie.
In alcune Regioni è già oggi possibile, e sarà a breve esteso ad ulteriori Regioni, raccogliere le informazioni sanitarie e renderle disponibili a ciascuna delle strutture interessate - Asl, Regione, Ministeri - perché possano svolgere le proprie attività istituzionali.
Stiamo inoltre completando la distribuzione a tutti i cittadini italiani delle nuove tessere sanitarie che, ricordo, garantiscono la copertura assicurativa sanitaria nei paesi della comunità europea.
Alla fine del processo ci sarà quindi un allineamento totale delle informazioni.
Questo è uno dei vantaggi più significativi: tutte le anagrafi comunali sono collegate con l’anagrafe tributaria e, attraverso queste informazioni, è stato possibile bonificare ed informatizzare le anagrafi degli assistiti possedute dalle Asl italiane.
Abbiamo quindi un sistema in cui tre mondi si parlano continuamente, si scambiano informazioni e si aggiornano in tempo reale; questo dà luogo a risparmi ingenti per la pubblica amministrazione, quantificabili anche in svariati milioni di euro.
Quali altre criticità state affrontando?
Le difficoltà che incontriamo sono dovute sostanzialmente a due fattori: la numerosità degli attori e la forte differenziazione che esiste - da Regione a Regione e da Asl ad Asl - nel livello di automazione del monitoraggio della spesa: questo crea la necessità di adattare i processi alle singole realtà.
Anche i vantaggi sono da quantificare diversamente…
Per le regioni che dispongono già di un sistema valido di monitoraggio della spesa sanitaria, il valore aggiunto è costituito dalla disponibilità di un benchmark a livello nazionale, dalle economie di scala per la centralizzazione delle procedure e dalla normalizzazione delle informazioni in possesso delle Asl. Per le regioni che invece non hanno una forte automazione, il risparmio è notevole e valutabile nell’ordine di decine di milioni di euro che possono essere reimmessi nel circuito sanitario.
La convergenza delle varie informazioni rende possibile una serie pressoché inesauribile di statistiche, analisi e report (per la cui realizzazione è stato scelto Business Objects come partner).
La business intelligence diventa quindi un fattore chiave di successo del progetto.
Da un lato ampliamo la capacità di analisi delle Asl che possono eseguire tutti i controlli di natura amministrativo - contabile meglio di quanto possano fare oggi ed a costi sicuramente ridotti.
Poi c’è il ruolo fondamentale della sintesi delle informazioni che avviene a diversi livelli: Asl, Regioni, Ministero della Salute e Ragioneria Generale dello Stato potranno avvalersi di una visione univoca, tempestiva, sintetica ed allo stesso tempo analizzabile delle proprie realtà.
La messa a fattor comune delle informazioni consente paragoni e confronti fino ad oggi impensabili.
Ad esempio la valutazione dei picchi di spesa, le variazioni di spesa fra enti omogenei consentiranno al Ministero della Salute di avere una visione completa delle esigenze dei cittadini in materia di salute con indicazioni sulle differenze geografiche, demografiche e di stagionalità nelle diverse aree del Paese. Questo significa avere in mano in modo serio, preciso e puntuale - quindi non semplicemente a livello di stima - tutte le informazioni che i diversi attori sono autorizzati ad acquisire ed elaborare.
Con attenzione alla privacy dei cittadini…
Siamo in un campo in cui la privacy ha una rilevanza elevatissima, e quindi tutto viene realizzato in accordo con il garante della privacy: vengono prese tutte le precauzioni a livello centrale perché non sia mai possibile risalire al singolo soggetto, e perché ciascuno abbia visibilità esclusivamente sulle informazioni di propria competenza.
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