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Gruppo Maggiore
Informazioni intelligenti per offerte più
competitive
Intervista a Gianlorenzo Manuti, Technology Leader,
area DWH Maggiore
| Il
progetto in sintesi |
L’esigenza |
- Essere competitivi
in un mercato dinamico e
aggressivo
- Utilizzo efficace dei dati di business per
comprendere il mercato
- Identificare servizi e offerte personalizzati e
competitivi
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La
soluzione |
- Ambiente open: Linux su architettura
Oracle
- BusinessObjects Client/Server e WebIntelligence
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I
vantaggi |
- Monitoraggio e analisi incrociate
di tutte le variabili
aziendali
- Individuazione di offerte più customizzate
- Condivisione delle informazioni con il cliente
- Forme contrattuali più collaborative
- Contenimento delle spese nelle attività non core
(servizi a valore aggiunto
per il cliente)
- Facilità di utilizzo del software
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Più di 150 agenzie distribuite
in 100 città, servizi forniti (in partnership) in 83 paesi nel mondo,
9 nuovi punti vendita appena attivati ed un rete di distribuzione in costante
crescita: questi alcuni dei numeri del Gruppo Maggiore, società italiana
di autonoleggio che si trova a competere con colossi multinazionali su due segmenti
di mercato: quello del noleggio a breve termine (Maggiore Rent) e quello a lungo
termine (Maggiore Fleet) destinato alle imprese che sempre più tendono
ad esternalizzare la gestione della flotta aziendale.
Una realtà aziendale complessa richiede una gestione delle informazioni
adeguata ad un business estremamente dinamico. Da qualche anno Maggiore ha scelto
Business Objects come partner tecnologico, e grazie alla business intelligence
scopre sempre nuove funzionalità e opportunità. Ce ne ha parlato
Gianlorenzo Manuti, la persona di riferimento del Gruppo Maggiore, all’interno
della Direzione Sistemi Informativi, per questa tecnologia.
Oltre al Rent a car, settore comunque in crescita, il Fleet Management,
ovvero la gestione del parco macchine, è un settore in grande trasformazione.
Le aziende chiedono forme di outsourcing sempre più sofisticate e personalizzate,
e i diversi player di mercato studiano sempre nuove forme di offerta. In un
settore così competitivo e in trasformazione, la disponibilità
e la comprensione delle informazioni giocano un ruolo estremamente strategico…
Possediamo una mole enorme di dati, ma il fattore critico di successo è
la capacità di metterli in relazione tra loro: solo correlandoli possiamo
utilizzarli in maniera significativa per l’azienda. Per questo è
stato molto importante, nell’introduzione della business intelligence,
la costruzione degli universi. Abbiamo fatto la scelta di crearne un numero
ridotto, rendendoli molto estesi e completi di tutti i dati che potevano essere
utili alle analisi. Per esempio, di un sinistro per noi è importante
sapere non solo quando e dove si è verificato, ma anche chi era l’utilizzatore
del veicolo, qual era il veicolo, che tipo di assicurazione era stata stipulata
ecc. E poi è fondamentale saper correlare tutti questi dati ed “interpretarli”,
capire quali informazioni possiamo trarne per il nostro business.
Che tipo di tecnologia avete scelto?
A livello infrastrutturale abbiamo un ambiente open, Linux su piattaforma Oracle.
Per la business intelligence abbiamo scelto Business Objects Client/Server e
WebIntelligence: quest’ultimo ha il vantaggio di fornire gli strumenti
di analisi dei dati a costi contenuti e senza dover installare nulla, utilizzando
semplicemente un browser. È fruibile con facilità da utenti con
diversi tipi di esigenze, che oltretutto non vivono più limiti a livello
di funzionalità.
Chi si occupa della gestione delle informazioni?
Abbiamo deciso di affidare questo compito a persone del business selezionate
opportunamente riqualificate, che oggi sono responsabili dei segmenti di analisi
relativi al loro ambito di attività. Costoro, gli analisti, sono in grado
di stabilire quali dati costituiscano una variabile e di assegnare loro uno
specifico valore nel contesto aziendale. Ci sono poi i lettori, cioè
le persone che fruiscono dei report.
Quello degli analisti, insomma, è un nuovo ruolo all’interno
dell’azienda.
Sì, e ha richiesto una revisione dei processi interni e specifici percorsi
formativi. Il personale, diviso in gruppi di 5-6 persone, ha partecipato a incontri
su diversi argomenti: innanzitutto è stato approfondito il concetto di
data warehouse - cos’è, come vengono aggregate le dimensioni…;
poi si è lavorato per acquisire una terminologia comune, fondamentale
per la collaborazione tra IT e business. L’obiettivo di questi incontri
è stato rendere gli analisti totalmente consapevoli dei dati in termini
di valore aziendale. Oggi sono gli analisti a rispondere della costruzione del
dato. Il ruolo dell’IT è quello di supervisionare e mantenere la
visione di insieme per evitare ridondanze.
Le informazioni che ricavate dalle analisi sono esclusivamente ad uso
interno?
La facilità di distribuzione del dato ci consente anche di condividerli
con il cliente, impostando con lui un rapporto contrattuale maggiormente collaborativo.
Per esempio?
Prendiamo il caso dei sinistri. Gli analisti possono monitorare l’indice
di sinistrosità di un cliente e il suo andamento, declinandoli in base
alla tipologia di marca e modello della vettura, o alla classe di utilizzatori;
condividendo con il cliente tutte queste informazioni siamo in grado di progettare
un'offerta tagliata completamente sulle sue esigenze e personalizzata nel dettaglio,
per esempio – pensiamo ad una grande azienda - secondo le tipologie di
utilizzatori.
Il cliente accede alle informazioni in modo autonomo?
Attualmente Maggiore dispone di una intranet, dove pubblica i report in formato
MS Excel (.XLS). Ad ogni pubblicazione viene inviata ai clienti in automatico
una mail di avviso; ci stiamo però attivando per trasformare questo servizio
in un’attività di tipo pull, che consentirà agli utenti
di visionare in completa autonomia le informazioni di propria competenza. Questo
servizio è già in fase di testing per alcuni grandi clienti, ai
quali forniamo informazioni di dettaglio, dall’indice di sinistrosità
alle scadenze dei pagamenti. Si tratta di un valore aggiunto che possiamo offrire
gratuitamente grazie alla tecnologia Business Objects che, producendo tutto
in automatico, ci consente di limitare al massimo i costi di questa attività.
Quali aspetti tecnici vi hanno orientato alla scelta di Business Objects?
Si tratta di un prodotto flessibile e multiarchitettura, riconosciuto come leader
di mercato e in grado di integrarsi perfettamente con SAP e con altri sistemi
ERP.
Nelle fasi di progettazione e implementazione vi siete avvalsi del supporto
di ICE come system integrator. Qual è stato il suo ruolo?
Ci hanno assistiti nel percorso di costruzione del data warehouse. La significativa
esperienza pregressa con grandi player di mercato ha permesso di portare, oltre
alla conoscenza della piattaforma, una forte competenza nel nostro settore.
L’abbinamento delle conoscenze tecnologiche e merceologiche ha costituito
il fattore critico di successo.
Ulteriori progetti per il futuro?
Il passaggio a XI, ma soprattutto l’integrazione di BusinessObjects con
la reportistica Crystal, che utilizziamo da sempre. In questo senso l’acquisizione
di Crystal Enterprise da parte di Business Objects ha costituito per noi un’ulteriore
opportunità di standardizzazione. |