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Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects

Sebastiano Missineo
Direttore Insight


Intervista di copertina.
B.I. e tecnologia di rete a servizio del cittadino.
Intervista a Dionigi Spadaccia, direttore centrale sistemi informativi e telecomunicazioni


Capitalia
Business intelligence: dal risk management alla standardizzazione
Intervista a Dario Cardilli e a Giovanni Coletta
Gruppo Luxottica
Informazioni tempestive e omogenee: le esigenze di un gruppo leader nel mondo
Intervista ad Andrea Rombaldi, coordinatore e responsabile tecnologie Intranet
Sogei
Per una gestione più consapevole ed efficace della spesa sanitaria
Intervista a Luciano Consorte, responsabile assistenza tecnica di Sogei
Azienda Mobilità e Trasporti di Genova
Qualità e budget: la gestione dei servizi al cittadino
Intervista a Corrado Testoni, direttore dei sistemi informativi AMT
Speciale Cartiere
Prestazioni ottimizzate con la business intelligence
Intervista agli IT manager delle Cartiere Ahlstrom, Burgo, Cordenons, Del Garda, Marchi
Ferrovie dello Stato
Coordinare la complessità: la tecnologia come facilitatore
Intervista a Riccardo Santoro, application architect nella direzione ICT di Ferrovie dello Stato S.p.A.
Enav
Integrazione dei dati per l’ottimizzazione della produttività
Intervista a Stefano Amici, direttore dei sistemi informativi tecnologia web di Enav S.p.A.
Gruppo Riello
Un linguaggio comune per favorire un’integrazione di gruppo
Intervista a Flaviano Natali, responsabile department system development & management della direzione ICT del Gruppo
Grtn – Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale
Informazioni flessibili e servizi di qualità
Intervista a Vittorio De Martino, responsabile statistiche e previsioni





Ferrovie dello Stato.

Coordinare la complessità:
LA TECNOLOGIA COME FACILITATORE.

Intervista a Riccardo Santoro, application architect nella direzione Information & ommunication Technology di Ferrovie dello Stato S.p.A.

Il progetto in sintesi
L’esigenza

- Fornire alla Direzione Finanza e Controllo una visione puntuale e coerente delle informazioni sugli investimenti del Gruppo
- Fornire alla capogruppo analisi e report su informazioni pro-venienti da sistemi diversi ed eterogenei
- Fornire strumenti di analisi e reporting sugli investimenti alle singole società del Gruppo.

La soluzione - BusinessObjects per avere una visione in tempo reale dei fenomeni
- Gli universi BusinessObjects garantiscono il governo centrale del dato senza limitare la periferia nella capacità di analisi
! La comprensione del business specifico da parte dell’account team ha permesso una ottimale strutturazione e organizzazione del progetto
- I servizi professionali Business Objects hanno aiutato a sviluppare soluzioni “tailor made”.
I benefici - Trasparenza sulle attività di un sistema complesso ed eterogeneo
- Rispetto delle esigenze di autonomia delle singole società
- Implementazione a fasi successive per rispettare i tempi e le priorità delle singole società.


Le Ferrovie dello Stato hanno vissuto negli ultimi anni una profonda trasformazione, guidata in parte dall’adeguamento alle normative europee in materia di trasporti, ma anche dalla volontà di rinnovamento del modello di business. Da un’unica società di servizi integrati si è passati ad un organismo dalla struttura complessa: oltre 30 società controllate o partecipate da una holding industriale che ha il compito di gestire a livello di gruppo - oltre alle relazioni con gli stakeholder - finanza, pianificazione e controllo, amministrazione e contabilità, politiche di investimento. Gli investimenti, in infrastrutture e nuovi materiali, sono propriamente una delle attività principali del Gruppo Ferrovie (7 miliardi di euro nel 2003, 10 miliardi previsti nel 2005). Il Gruppo, che ha oltre 100.000 dipendenti, è dunque pensato come un ecosistema di business complementari, mai sovrapponibili (RFI, Ferservizi, Trenitalia, Grandi Stazioni e Cento Stazioni ecc.), legati da reciproci scambi.
I sistemi informativi sono uno dei motori di una struttura così complessa. Ne abbiamo parlato con Riccardo Santoro, application architect della direzione Information & Communication Technology della holding.

Quale ruolo assume, all’interno di un sistema così articolato, la vostra funzione?
Il Gruppo Ferrovie sta attraversando una fase di importanti investimenti: aumentare la capacità di traffico merci su rotaia, per esempio, è un obiettivo che interessa tutto il nostro Paese. In questo particolare momento la missione prioritaria delle tecnologie informatiche è quella di facilitare e accelerare i processi. La scelta che abbiamo fatto all’interno della nostra divisione è di dare priorità alla flessibilità dei sistemi piuttosto che alla loro omogeneità, per evitare di creare rigidità, tempi di attesa e quindi ostacoli alle decisioni di business. Questo si traduce in una piena autonomia di governo delle transazioni e delle applicazioni all’interno di ciascuna società, senza vincoli di standard (le decisioni vengono prese laddove nascono le esigenze e sono note le specificità del business); naturalmente, tanto più autonomie ci sono, tanto più intelligente deve essere il sistema che permette di coordinarle.
Questo è il nostro compito. Il mio in particolare è quello di garantire un utilizzo integrato e strategico dell’IT, individuando di volta in volta la migliore configurazione dei vari asset a disposizione per ottenere benefici di sistema. Una scelta di controllo a livello centrale ci renderebbe la vita più facile, ma noi assistiamo continuamente a cambiamenti del business (nuovi accordi, nuovi progetti) che richiedono modifiche ai sistemi, e se tutti fossero costretti ad operare con un unico standard e conformemente alle altre società, nascerebbero grandi ostacoli al business: allo stato delle cose per noi è molto importante conferire agilità al sistema complessivo.

Per essere una fonte di servizio efficiente bisogna che la holding abbia visione di quello che accade. Come si colma la distanza tra i fenomeni che nascono in periferia e la governance centrale?
Questa strategia ha due pilastri: uno è la cosiddetta Enterprise Application Integration, l’insieme di tecnologie che gestiscono l’integrazione di flussi, informazioni, applicazioni e transazioni.
L’altro è costituito dalla business intelligence per l’integrazione di dati: in questo modo riusciamo a far diventare trasparente, in tempo reale, un mondo molto complesso e molto esteso. Abbiamo una forte interazione con TSF (Tele Sistemi Ferroviari), la società del gruppo di servizi informatici. Nel progetto relativo al monitoraggio degli investimenti ci sta aiutando Business Objects.

Come l’avete scelto?
Sulla base di criteri che riguardano il prodotto, ma non solo: un grande valore lo hanno dimostrato nella comprensione delle nostre specifiche esigenze e nella capacità di offrirci un servizio tagliato su misura. È stato fondamentale il lavoro dell’account team che ci ha seguiti.
Business Objects ha capito che a noi serve la business intelligence per essere agili, non per il gusto di avere la tecnologia più avanzata, e che lavoriamo con entità che operano con dinamiche e strumenti eterogenei, a velocità diverse; non si tratta solo di integrare tecnologie, ma anche di contribuire allo sviluppo del sistema. Anche la conduzione di un progetto avviene su base collaborativa - la holding non pretende di
controllare le diverse fasi di implementazione - e non è facile trovare un fornitore che capisca questo modo di funzionare e sia disposto ad interfacciarsi con ogni responsabile per individuare diverse metodologie di sviluppo e programmare sviluppi a fasi successive.
Questa capacità specifica va oltre la tecnologia: oggi non si cerca più il fornitore che fa sconti, e le società di informatica che hanno capito il mercato si offrono come partner dei clienti, persino nello sviluppo della strategia.

La tecnologia ha comunque anch’essa un suo valore…
È molto funzionale alle nostre esigenze l’esistenza di uno strato semantico fra lo strumento che esegue la query e produce il report e la sorgente dei dati, cioè il cosiddetto “universo”: in questo modo è possibile isolare il data base dai singoli utenti, in modo da mantenere il governo centrale dei dati, mettendo però a disposizione di ciascuno la possibilità di fare tutti i report che servono. In questo modo si garantisce la correttezza del dato senza imporre un’unica “visione” della realtà. Questo è utilizzo strategico dell’informatica: una scelta tecnologica che tenga sempre presenti i propri obiettivi.

Come avete strutturato il progetto e a che punto siete? Chi sono gli utenti?
Business Objects ha fornito i servizi professionali per garantirci il miglior utilizzo della tecnologia. Un esempio per tutti: le società del Gruppo, pur avendo come obiettivo la migrazione a SAP, utilizzano attualmente diversi software gestionali. Business Objects ha studiato con noi il modo di superare questa disomogeneità costruendo soluzioni integrative provvisorie e predisposte per gli sviluppi futuri.
Questo ci ha permesso di integrare i dati senza dover aspettare gli adeguamenti delle singole società.
Il prodotto viene utilizzato dalla direzione e, nel caso di alcune società, per esempio Trenitalia, verrà utilizzato anche dagli specialisti interni: per noi è importante che ogni potenziale utilizzatore sia messo in condizioni di effettuare modifiche, costruire query e report secondo le necessità del proprio business senza dover chiedere aiuto agli specialisti.