Speciale Cartiere.
Prestazioni
ottimizzate con
la business
intelligence.
Intervista agli IT manager delle Cartiere Ahlstrom, Burgo,
Cordenons, Del Garda, Marchi.
La business intelligence al servizio della gestione dell’industria cartaria: quali soluzioni per quali problemi? Abbiamo incontrato le aziende leader italiane per capire quali sono le necessità specifiche del settore, e come i sistemi informativi abbiano puntato sulla business intelligence per ottimizzare le prestazioni delle aree più strategiche dell’azienda, dalla supply chain alle vendite, dalla produzione al top management.

La BI per ottimizzare vendite e produzione
Multinazionale finlandese nata nel 1850, Ahlstrom possiede oggi 35 stabilimenti sparsi in tutto il mondo e fattura 1.700 milioni di euro, 200 dei quali in Italia. La sua produzione è focalizzata su carte speciali (dai filtri alle etichette adesive, passando per il tessuto/non tessuto utilizzato in campo medico), quindi con alto contenuto tecnologico. “Nonostante gli oltre 7.000 dipendenti siamo ancora un’azienda tradizionale, con una forte presenza della famiglia Ahlstrom nel consiglio di amministrazione” dice Sergio Fornero, IT Director della divisione LabelPack. Tuttavia siamo avanzati tecnologicamente: per esempio nella mia divisione il sistema gestionale Erp, localizzato nello stabilimento in provincia di Torino, è utilizzato da diverse cartiere in remoto”. La business intelligence è entrata nel 2003. “Il nostro gestionale privilegiava la parte operativa rispetto al reporting, e noi cercavamo un prodotto che potesse essere usato in tutta Ahlstrom senza problematiche di installazione, quindi con interfaccia web. La scelta è caduta su Business Objects dopo uno studio interno. La prima applicazione si è focalizzata sulle vendite: analisi del fatturato, monitoraggio degli ordini ecc… Questa parte sarebbe conclusa, ma in realtà con l’aumento del numero di utenti (ora siamo a 50, ma a breve triplicheremo) crescono anche le esigenze, quindi continuiamo a lavorarci.
Un secondo ambito per noi critico è la produzione. La materia prima viene trasformata attraverso il passaggio in diverse macchine: dobbiamo fare in modo che il ciclo sia continuo, che le macchine siano utilizzate al 100% e così non ci siano perdite di efficienza. Bisogna quindi ottimizzare le manutenzioni e tutto il ciclo produttivo, e in questo ambito abbiamo sviluppato progetti interni di performance excellence, procedure per ridurre al minimo gli scarti e per monitorare la qualità fino al cliente finale. Business Objects ci supporta notevolmente, misurando i kpi e fornendo analisi in tempo reale, senza attese e con la massima precisione. In futuro contiamo di estendere questi strumenti alle altre divisioni”.

Gruppo Burgo - Marchi
Il marchio Burgo è forse il più popolare anche per i non addetti ai lavori. Azienda nata nel 1905, dal 1° maggio 2004 si è integrata con il gruppo Marchi, anch’esso specializzato in carta per editoria. Il nuovo gruppo vanta oggi un fatturato di 1.938 milioni di euro, circa 5.900 dipendenti e 15 stabilimenti in cui vengono prodotte 3.000.000 tonnellate di carta per stampa di uso grafico all’anno.
Entrambe le aziende avevano già adottato soluzioni di business intelligence.
Cartiere Burgo
Uno standard di reportistica per ottimizzare il ROI
Burgo ha da tempo scelto Crystal Reports come strumento di sviluppo e distribuzione della reportistica sia in ambito gestionale che amministrativo. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Anzola, Associate Vice President IT & Processes del gruppo Burgo - Marchi. “La gestione dell’azienda è affidata a due sistemi: JD Edwards per il ciclo passivo e Optivision di Honeywell, prodotto specifico per il settore cartario, che gestisce sia il ciclo attivo che lo stabilimento produttivo. In concomitanza con l’introduzione dei due sistemi gestionali (fra il ‘99 e il 2002) abbiamo avviato la ricerca di un sistema di produzione e distribuzione della reportistica che fosse comune ai due ambienti, e abbiamo trovato Crystal. Mentre precedentemente avevamo tool diversificati per ogni area di attività, oggi Crystal ci permette di produrre e distribuire (via email e web, oltre che in forma cartacea) tutti i report di cui abbiamo bisogno: dai moduli operativi (bolle di consegna, liste di carico…) alle fatture (su base anche giornaliera), ma non solo. Con Crystal monitoriamo tutti gli avvenimenti di produzione relativi a periodi specificati: per esempio tutte le mattine alle 5 viene prodotto in modo automatico un report della produzione dei tre turni del giorno precedente. Ugualmente le distinte di produzione, i piani di avanzamento della fabbricazione, i report dell’andamento di magazzino vengono prodotti e stampati operativamente con Crystal”.
In questo modo Burgo dispone di uno strumento di forte supporto all’operatività. Con sensibili vantaggi in termini di ROI: “Un solo strumento di reportistica per tutti gli ambienti facilita la gestione e abbatte i costi di gestione operativa della produzione dei report, che vengono prodotti in automatico grazie allo schedulatore, e distribuiti all’interno del portale e via email, con grande autonomia degli utenti e sgravio notevole per i sistemi informativi”.

Cartiere Marchi
La BI ottimizza la supply chain e allinea gli agenti
Integrato dall’aprile 2004 con le Cartiere Burgo, Marchi aveva da tempo introdotto la business intelligence, inizialmente a supporto della supply chain.
“L’elemento caratterizzante del nostro business - dice Ivan Nodari, direttore dei sistemi informativi - è l’acquisto delle materie prime, in particolare della cellulosa. I fattori caratterizzanti sono tre: la quotazione internazionale della cellulosa, l’andamento del rapporto fra euro e dollaro (l’acquisto si effettua in dollari) e il fabbisogno produttivo. Il fattore critico di successo del nostro business consiste nel trovare l’equilibrio fra queste tre dinamiche.
Comprare oltre il fabbisogno (quando i prezzi sono favorevoli) può significare ingolfare le cartiere, dato l’ingombro che la materia inutilizzata crea. D’altra parte l’errore contrario, cioè far mancare materia prima ad uno stabilimento, comporta danni enormi.
Business Objects ci permette di monitorare l’andamento dei prezzi, degli ordini e quindi degli approvvigionamenti degli stabilimenti sia della cellulosa che delle materie prime ausiliarie”.
Oggi gli utenti attivi sono oltre 60: “Il gradimento dello strumento ha fatto sì che si diffondesse in quasi tutte le funzioni aziendali: in ambito finanziario viene utilizzato per analisi degli investimenti, del payroll, del credito e della qualità; in ambito commerciale gli utenti producono in piena autonomia un altissimo numero di analisi e report. I report sulla produzione provengono invece da Crystal Reports. La fusione Business Objects/Crystal ci permetterà di integrare i due sistemi”.
Ma le attività non finiscono qui: “È in corso un importante processo di integrazione con Burgo relativamente alle applicazioni di business intelligence presenti qui da noi”.
Un sistema rodato e in espansione, dunque, che sempre più si apre all’utilizzo da remoto. “Inizialmente utilizzavamo solo BusinessObjects client/server, designer e supervisor, poi abbiamo iniziato a diffonderlo anche attraverso il web con WebIntelligence. Oggi tutti i nostri agenti accedono alla intranet e visualizzano i dati di loro competenza. Contiamo molto, quindi, sullo sviluppo del web: la fruibilità delle informazioni da remoto sta diventando sempre più importante”.

Cartiere Del Garda
La BI per il monitoraggio dell’im-patto aziendale e la correttezza del
dato
I sistemi informativi per Cartiere Del Garda (242 milioni di euro di fatturato 2004, 330.000 tonnellate di carta all’anno) sono da sempre considerati un asset fondamentale del business. “Per questo abbiamo deciso 11 anni fa di sviluppare un sistema Erp al nostro interno - dice Maurizio Molina, oggi direttore commerciale e allora responsabile dei sistemi informativi. Nel 2000 abbiamo poi introdotto la business intelligence come elemento di integrazione al gestionale”.
La business intelligence è utilizzata oggi - con Business Objects - in tutte le aree aziendali.
“La nostra - spiega Flavio Tonidandel, IT Manager - è un’azienda attenta al proprio impatto ambientale inteso in senso lato; in questo ambito la business intelligence è stata introdotta per l’analisi dei trend dei principali pa-rametri di gestione ambientale.
Ovviamente, utilizziamo la business intelligence anche in aree più tradizionali, quali il commerciale, la logistica e la produzione….L’utilizzo è molto vasto”.
La correttezza e l’univocità del dato sono garantiti dai sistemi informativi. “Abbiamo fatto la scelta - spiega Maurizio Molina - di lasciare ai sistemi informativi un ruolo centrale nel processo di analisi dei dati: sono loro gli unici a poter pubblicare i report che vengono poi visualizzati dagli utenti attraverso la intranet. Il business esprime le esigenze, e la capacità di business analysis dei sistemi informativi deve trasformarle in analisi strutturate, garantite e non ridondanti”.

Gruppo Cordenons
Dalla BI al performance management
Il gruppo Cordenons, specializzato in carte speciali di alta qualità, ha introdotto la business intelligence come strumento di analisi e reporting a seguito dell’integrazione dello stabilimento di Cordenons con quello di Malmedy, in Belgio, acquisito nel 1997. L’integrazione informatica delle due realtà ha portato alla rivisitazione di tutti i processi, anche organizzativi.
“Abbiamo iniziato con l’universo commerciale, costruito da un nostro gruppo di lavoro insieme ai consulenti Business Objects” spiega Luciano Andreossi, responsabile dei sistemi informativi. “A seguito del primo progetto e del suo buon esito sono stati costruiti altri universi in Italia: inventory e controllo di gestione.
Attualmente in Belgio sono partiti con i report Business Objects anche nell’ambito della produzione. Il prossimo passo sarà l’integrazione con Stock System, il sistema di gestione del magazzino.
Per il design dei report inizialmente ci siamo avvalsi dei consulenti esterni, che li hanno costruiti su nostre indicazioni.
L’esigenza di creare sempre nuovi report ci porta a sviluppare al nostro interno questa capacità: stiamo iniziando ora la formazione di alcune nostre risorse interne”. Con l’obiettivo di fornire a tutti l’utilizzo dello strumento. “I sistemi informativi devono garantire l’attendibilità dei dati, ma il loro utilizzo deve essere responsabilità e competenza delle singole funzioni”.
È in fase conclusiva anche un progetto di Performance Management: “Stiamo rilasciando un cruscotto per l’alta direzione che contiene gli indicatori più significativi, quelli su cui la direzione intende vigilare in modo particolare: il carico macchine, i valori di magazzino e il rapporto tra ordinato, spedito e fatturato. Si tratterà di un sistema davvero in real time: è previsto il refresh due volte al giorno”.
Anche Crystal è presente in Cordenons: “Utilizziamo già Crystal perché è lo standard integrato al nostro sistema di controllo della produzione. La fusione con Business Objects ci permetterà a breve di muoverci all’interno di un’unica piattaforma, e per questo intendiamo a breve migrare verso XI”.
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