Gruppo
Fondiaria - Sai.
Un linguaggio comune
PER FAVORIRE UNA
INTEGRAZIONE DI GRUPPO
Intervista a David Ottanelli, data warehouse
administrator del Gruppo Fondiaria - Sai.
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Il
progetto in sintesi |
L’esigenza |
-
Supportare l’integrazione fra due grandi gruppi assicurativi
- Fornire una visione del business adeguata alla propria
funzione e al proprio ruolo
- Permettere un facile accesso analitico ai contenuti del
data warehouse per query, reporting e analisi (QRA)
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La soluzione |
- BusinessObjects
Full Client per consentire la gestione autonoma delle analisi
agli utenti esperti
- WebIntelligence per distribuire
i report confezionati dalla funzione IT agli utenti standard
distribuiti sul territorio
- Una profilazione complessa
per gestire i diversi livelli di dettaglio delle analitiche
- A breve, passaggio da BusinessObjects
5i a Enterprise 6 |
I benefici |
-
Condivisione della conoscenza, definizione di una semantica
aziendale e di obiettivi comuni, supporto al processo d’integrazione
del gruppo
- Aggiornamento puntuale degli
indicatori di performance del business
- Possibilità di aggiunta
di nuove funzionalità in linea con il crescere delle
esigenze. |
“Essere leader del mercato italiano
di riferimento per dimensione e profittabilità”: questa
la mission del gruppo Fondiaria-Sai. Nata il 31 dicembre 2002 dalla
fusione delle due realtà che ne compongono il nome, Fondiaria-Sai
è la prima compagnia italiana nei rami danni (auto e rami
“elementari”: r.c. generale, infortuni, incendio, malattie,
ecc) ed è a capo di un gruppo assicurativo che si conferma
al primo posto sullo stesso mercato. Fanno parte del gruppo 22 società
assicurative che operano su canali di vendita diversi (compagnie
tradizionali, telefoniche o di bancassicurazione), tra cui Milano
Assicurazioni, Sasa Vita, Dialogo e Systema Assicurazioni. Società
che si sono ulteriormente rafforzate grazie alle sinergie attivate:
il bilancio consolidato 2003 parla di 9 miliardi di euro di fatturato,
oltre 6.000 dipendenti e una rete di 3.680 agenzie. Naturalmente
il gruppo ha vissuto e in parte sta ancora vivendo una fase di integrazione.
Ce ne ha parlato David Ottanelli, data warehouse administrator del
gruppo.
A che punto siete con il processo di integrazione?
Stiamo completando l’unificazione dei sistemi transazionali
e per quanto riguarda il sistema di supporto decisionale, da gennaio
2005 Fondiaria-Sai avrà un unico enterprise data warehouse.
La scelta è stata quella di estendere alle compagnie dell’ex
gruppo Sai il sistema di business intelligence che da anni veniva
utilizzato dalle compagnie dell’ex gruppo Fondiaria ed è
stata operata privilegiando la soluzione più funzionale e
meno dispendiosa. Abbiamo ovviamente dovuto fare adeguamenti, non
fosse altro perché in termini di volumi l’integrazione
porta ad un raddoppio, delle dimensioni in primo luogo (oggi con
i dati delle compagnie dell’ex gruppo Fondiaria gestiamo un
volume di circa 250 milioni di righe mese) e conseguentemente degli
impegni in termini di risorse.
In generale l’enterprise data warehouse è l’area
di maggiore sviluppo della business intelligence, che in azienda
è stata anche implementata in altri ambiti: finance, human
resources e contabilità analitica.
Business intelligence: quali erano le
vostre esigenze di partenza?
Garantire un facile accesso analitico ai contenuti del data warehouse
da parte di utenti non tecnici, evitando loro la complessità
del sistema sottostante. Un aspetto fondamentale è che il
data warehouse è stato sviluppato tutto internamente: abbiamo
infatti ritenuto di avere le competenze giuste e la giusta cultura
aziendale.
Questa scelta ha poi condizionato positivamente tutto il progetto
successivo. Noi conosciamo le logiche di collegamento fra le entità
del business e quindi abbiamo potuto attivarle. Inoltre in base
agli input ricevuti, il campo d’azione del data warehouse
doveva essere il più ampio possibile; per questo, mentre
di solito si inizia con progetti piccoli per poi farli crescere
a fasi successive, noi siamo partiti già grandi, puntando
alla realizzazione di un database relazionale a bassa granularità
ancorato ad un preciso modello di business. Da lì si sviluppano
gli universi di Business Objects.

Quali universi avete sviluppato?
Abbiamo operato la scelta di avere pochi universi con molti oggetti:
abbiamo il principale che si chiama Jupiter e collega tutte le entità
del business (cliente, rete di vendita, polizze, sinistri, premi,
ecc), e altri universi “tematici” più piccoli.
Comunque in totale meno di dieci universi.
Il fatto poi che tutte le compagnie adottano o sono prossime ad
adottare lo stesso sistema operazionale ci permette di fornire a
tutte le medesime funzionalità analitiche.
Chi utilizza questi sistemi?
Siamo partiti individuando due tipologie di utilizzatori. Da una
parte ci sono i cosiddetti “esperti”, non nel senso
che conoscono le tecnologie bensì esperti dei contenuti del
business nei vari ambiti di appartenenza: il controllo di gestione,
lo studio di nuovi prodotti, il monitoraggio degli andamenti delle
varie linee di business, la rete liquidativa dei sinistri, le direzioni
commerciali e la direzione organizzativa.
Questi utenti utilizzano BusinessObjects full client per condurre
analisi al massimo livello di profondità possibile.
Abbiamo anche previsto un’attività di addestramento
presso il nostro centro di formazione di Torino. Sono stati organizzati
dei corsi strutturati secondo due moduli formativi, uno relativo
all’utilizzo dello strumento software, e l’altro per
illustrare i contenuti che mettevamo a disposizione attraverso il
data warehouse. Questi corsi hanno riguardato circa cento utenti
e hanno avuto anche lo scopo di presentare il progetto alle varie
direzioni. Al termine della formazione si è stabilito chi,
fra i partecipanti, si sarebbe occupato in modo operativo della
business intelligence. Con gli esperti concordiamo anche la visione
del business utile e funzionale alle diverse aree, e sulla base
delle loro indicazioni prepariamo i report predefiniti per i cosiddetti
utenti “standard”, che sono molto più numerosi.
Allo stato attuale abbiamo verificato che non serve fornire il query
panel agli utenti “standard”, è molto più
utile avere un sistema di scambio informativo affidabile e tempestivo.
Che tipo di feedback avete avuto da parte
degli utilizzatori?
Intanto siamo consapevoli del fatto che, particolarmente in una
realtà in divenire come la nostra, un data warehouse di gruppo
assolve a una funzione strategica: fornisce uno strato semantico
comune alle due realtà e quindi facilita l’acquisizione
di un linguaggio comune e la condivisione delle conoscenze, contribuendo
- con il ruolo di facilitatore e acceleratore - al processo di integrazione.
Inoltre, grazie al sistema di business intelligence, anche gli utenti
non tecnici possono trovare le risposte alle proprie domande, in
piena autonomia, attraverso la creazione di query e report.
Un esempio di applicazione che ha avuto un feedback molto positivo
è rappresentato dal sistema di reporting on line che abbiamo
sviluppato per gli utenti della direzione sinistri. Grazie a questo
sistema, circa 250 utenti distribuiti su tutto il territorio nazionale,
sulla base di un profilo individuale personalizzato, possono visualizzare
i propri indicatori di performance (numero sinistri denunciati,
costi medi, velocità di liquidazione, ecc.), accedendo ad
un portale intranet basato su WebIntelligence.
Mentre in precedenza si dovevano aspettare settimane dopo le chiusure
mensili per ricevere report cartacei, oggi i report elettronici
sono automaticamente aggiornati tutti i mesi, entro 24 ore dalla
chiusura.
È possibile prevedere come si evolverà la situazione?
Prevediamo una rapida crescita del nostro sistema di supporto decisionale
e con questa prospettiva abbiamo già impostato alcune scelte.
Per esempio, a breve migreremo dai prodotti della famiglia 5i alla
nuova piattaforma BusinessObjects Enterprise 6.
Ma la parte più consistente del nostro lavoro è legata
all’ampliamento dell’utilizzo del data warehouse da
parte di un numero crescente di utilizzatori: ciascuno ha portato
e sta portando nuove esigenze.
Come funzione IT, il nostro compito presente e futuro è quello
di individuarle, comprenderle, e di trovare le soluzioni.

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