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Chairman e CEO, Business Objects
Sebastiano Missineo
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La business intelligence al servizio della salute pubblica
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Tradizione di qualità e nuove tecnologie:
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Business Objects Corner
Business Objects porta la business intelligence alle PMI
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Come cambiano gli enti previdenziali:
il ruolo delle tecnologie

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Il valore dell’innovazione
per la competitività delle imprese

Il mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni, le imprese e il CRM: lo stato dell’arte


Nuovi studi Assinform – Politecnico di Milano
Customer Management Forum

Il valore dell’innovazione per
la competitività delle imprese

Il mercato dell’informatica e delle
telecomunicazioni, le imprese e il Crm:
lo stato dell’arte

di Stefania Tartaglia

Anche quest’anno Assinform, l’Associazione nazionale produttori di contenuti, tecnologie e servizi per l'informazione e la comunicazione, ha presentato il rapporto sull’andamento del mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni. Dopo tre anni recessivi il mercato mondiale è finalmente in crescita. Analizzato nel dettaglio però il risultato aggregato +3,2% presenta grandi differenze nelle diverse aree geografiche. Mentre nel Nord America e in Asia (in particolare Giappone e India) si rilevano dati di ripresa, in Europa la spesa IT cala dell’1,3% e le TLC crescono solo dell’1,1%. In Italia è il mercato dell’informatica a subire un calo (-3,2%), mentre il fatturato delle telecomunicazioni cresce (+1,8%), soprattutto grazie all’espansione della telefonia mobile.
Si rileva una forte correlazione tra l’andamento della spesa in IT e il Pil dei diversi paesi: segno, secondo Assinform, dell’efficacia degli investimenti in innovazione, che in alcune realtà estere hanno determinato i presupposti per reagire in maniera rapida ed efficace alla crisi degli anni precedenti. Gli Stati Uniti per esempio sono in una nuova fase di crescita, e sono proprio gli investimenti degli anni scorsi a costituire il fattore abilitante di questa ripresa; il medesimo presupposto ha consentito al Giappone di entrare in una fase di espansione, dopo un periodo recessivo. La Spagna ha raggiunto ottimi risultati (+ 3,1% nell’IT), grazie ad un piano strategico di investimenti.
L’Italia è il paese europeo che ha maggiormente contratto gli investimenti in IT (-3,2%), ed il Pil nel 2003 è rimasto pressoché stazionario (+0,3%). D’altra parte, il rallentamento dell’economia rende ancor più prudenti le molte piccole e medie imprese, tipicamente contraddistinte da crescite più graduali e dalla tendenza a contenere gli investimenti in informatica.
L’Information Technology costituisce, dunque, un’opportunità di crescita per tutti i paesi dell’Europa, poiché strumentale alla riduzione del gap economico con i paesi più informatizzati.
Entrando nel dettaglio, la situazione italiana risulta più chiara.
INFORMATICA: -3,2%
A seguire queste tendenze sono tutti gli attori del mercato, dalle famiglie alle imprese di tutte le dimensioni. Il mercato dei software risulta in crescita, e la flessione del 5,6% nel comparto hardware è fortemente influenzata dall’abbassamento dei prezzi; è preoccupante invece il calo che si registra nei servizi (-2,2%), sintomo della carenza di nuovi progetti.
Software: +2,2%
La crescita deriva prevalentemente dalla stabilità dei prezzi di mercato, dal lancio di nuovi strumenti di integrazione, dall’upgrade di applicativi integrati (Erp) nonché dagli investimenti in nuovi progetti: le aree più interessate da nuovi investimenti sono anche quest’anno la sicurezza, il Crm e la business intelligence.
Servizi: -4%
Per la prima volta in vent’anni i servizi risultano di segno negativo. Il calo riguarda particolarmente alcune componenti della domanda legate al lancio di nuovi progetti (servizi di system integration, consulenza e formazione) e la manutenzione applicativa. L’unico segmento in crescita è stato l’outsourcing, che risponde alla necessità delle imprese di ridurre i costi di gestione e di limitare lo sviluppo interno di nuove applicazioni.
Hardware: -5,6%
Il segno negativo è dovuto principalmente al calo dei prezzi, che nel caso dei Pc ha annullato gli effetti dell’espansione dei volumi venduti. Alla ripresa dei volumi di vendita ha contribuito solo la domanda delle imprese (+15,3%), caratterizzate da un aumento del numero dei lavoratori mobili e degli utilizzatori degli strumenti informatici in azienda. La domanda delle famiglie invece ha evidenziato una ulteriore contrazione (-5,4%) che, se considerata congiuntamente con quella degli anni precedenti, conferma un calo strutturale.
TELECOMUNICAZIONI: +1,8%
La lieve ripresa delle telecomunicazioni si deve soprattutto al successo della telefonia mobile trainata dalla domanda dei singoli utenti, sia consumer che business.
Servizi: +5,1%
Anche la performance dei servizi è determinata dalla forte espansione della rete mobile, che nel 2003 ha compiuto il “sorpasso” della telefonia fissa: l’intera domanda di telefonia mobile è risultata in crescita del 6,7%, contro il calo del 3% della fissa.
Cosa ci si aspetta dal 2004?
Assinform rileva che segnali deboli ma positivi hanno caratterizzato il 2003. Nell’ultimo trimestre il mercato dell’IT è cresciuto in maniera più consistente: ben 200.000 imprese si sono informatizzate nell’anno e sempre più utenti hanno scelto la banda larga (a fine 2003 erano circa 2.250.000, di cui 687.000 abbonati nell’ultimo trimestre); inoltre, sul mercato si affacciano nuove soluzioni innovative (fotocamere digitali, wi-fi…) che potrebbero far decollare nuovi mercati.
Sono segnali concreti, che si possono interpretare come il punto di partenza di un rilancio, a condizione che imprese, individui, istituzioni ed enti governativi percepiscano l'innovazione quale strumento imprescindibile per la competitività. Assinform evidenzia la necessità di credere ed investire nelle innovazioni; diversamente e in assenza di un piano strutturato, l’Italia resterebbe al palo anche nel 2004.