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Ministero della Salute

La business intelligence al
servizio della salute pubblica

Intervista a Walter Bergamaschi, responsabile della Direzione generale del Sistema Informativo del Ministero della Salute

di Eleonora Rambaldi

I cambiamenti in atto nel sistema sanitario nazionale sono temi che interessano la totalità dei cittadini. Insight ha voluto capire in che modo le nuove tecnologie possono contribuire a rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche e a migliorare la qualità della vita. Per questo abbiamo incontrato Walter Bergamaschi, dal 2002 direttore generale della direzione generale sistema informativo e statistico e investimenti strutturali e tecnologici del ministero della salute.
La modifica dell’articolo V della Costituzione (D.L. 347/2001 e L.405/2001) sancisce un progressivo decentramento di poteri e competenze dallo Stato alle regioni. Come si configura il nuovo ruolo del Ministero della Salute?
Il progressivo decentramento del sistema sanitario è in atto ormai da più dieci anni, con una linea coerente che vede spostare sempre più la gestione delle risorse ai singoli enti territoriali. Oggi anche la funzione normativa è svolta prevalentemente a livello regionale. In questo scenario, il compito del ministero si caratterizza nel suo ruolo di garante verso il diritto alla salute e a uniformi livelli di assistenza per i cittadini. Per adempiere a questo compito, deve necessariamente svolgere una funzione di supporto alle strutture regionali per garantire uno sviluppo omogeneo del sistema.
Il ministero si configura quindi come nodo di rete: raccoglie le esperienze di tutti, le diffonde, propone indirizzi generali condivisi, insomma svolge un’attività di supporto al cambiamento, di benchmarking in grado di stimolare il miglioramento. Per questo deve essere anche arbitro e garante dei dati, della loro raccolta, della correttezza e coerenza, e della diffusione dei migliori modelli. Sono le regioni stesse a chiederci di assumere questo ruolo a livello nazionale.
In questa prospettiva il ruolo dei sistemi informativi diventa strategico.
Il nuovo sistema informativo segue il rinnovamento del ministero. Siamo impegnati su diversi fronti: dobbiamo rinnovare l’intera architettura informatica, che risente della “età” dell’attuale sistema informativo. Per assicurare il monitoraggio dei livelli di assistenza, dobbiamo inoltre di disporre di dati affidabili e tempestivi, raccolti secondo criteri uniformi. SI tratta di un obiettivo non banale, considerato che nel corso degli anni si stanno sempre di più affermando classificazioni, nomenclature e modalità di misura differenziate su base regionale. Il rischio che si corre, e che in parte stiamo già riscontrando, è quello di una babele di linguaggi.
Una sfida importante.
Attualmente c’è un sistema informativo di tipo stellare, che ci collega direttamente ai singoli presidi, in molti casi senza un consolidamento a livello regione. Inoltre, poiché la fornitura di dati costituisce per gli enti locali semplicemente un “debito informativo”, un’attività che attualmente non porta loro valore in termini di condivisione delle informazioni di analisi e sintesi, abbiamo problemi di tempestività ed adeguatezza dei dati.
Da questa situazione sono nati due progetti di ampio respiro.
Si tratta di due progetti che procedono parallelamente e si alimentano reciprocamente. Il primo riguarda il rinnovo del sistema informativo sanitario: un sistema piramidale, che parte da dove si eroga la cura e arriva a livelli di governo e di aggregazione sempre più elevati. Ma perché si possa ricondurre tutto ad un unico sistema è necessario che i dati siano chiari fin dall’inizio, che si creino un linguaggio e procedure comuni. Questo è il tema del secondo progetto, parallelo al primo, che proprio per le sue caratteristiche “fondanti” è stato chiamato progetto dei “mattoni” del servizio sanitario nazionale. Abbiamo individuato 15 aree tematiche – i ricoveri, l’assistenza di base ecc. – che sono diventate oggetto di tavoli di lavoro diretti dalle regioni, con il compito di generare delle linee guida di codificazione comuni. In un sistema federale intelligente ognuno può costruire la casa della salute come vuole, ma se si usano gli stessi mattoni a livello nazionale si ha un minimo comune denominatore su cui costruire, coordinarsi e migliorare. Tengo a chiarire che si tratta di un progetto concepito e portato avanti insieme alle regioni, e non imposto da noi: attualmente i referenti nominati dalle regioni si stanno occupando di censire i sistemi attuali.
Al progetto collaborano, oltre al ministero della salute, le regioni ed i ministeri dell’economia e dell’innovazione tecnologica. Con quali funzioni?
Fondamentali: il principio ispiratore che guida il nuovo sistema informativo è la creazione di un sistema unitario in grado di cooperare e condividere dati con sistemi regionali e aziendali ed in grado di restituire informazioni a tutti gli attori interessati al SSN, in funzione del loro ruolo istituzionale.
Per questo la progettazione del sistema è stata affidata a una “cabina di regia” nella quale siedono sei rappresentanti delle regioni e quelli del ministro per l’innovazione e le tecnologie e del ministero dell’economia e delle finanze. Un primo prodotto della cabina di regia è il modello concettuale del nuovo sistema informativo sanitario: un quadro di riferimento che indica un percorso a lungo termine, definendo i vari stadi necessari di questo percorso, anche in funzione delle diverse situazioni regionali esistenti. Affrontare un piano strategico che non si esaurisca nel breve periodo è importante nei confronti delle regioni, che devono poter affrontare ingenti investimenti in progetti di informatizzazione senza una comune visione di insieme che ne garantisca l’interoperabilità.
Qual è il primo obiettivo che il ministero si è posto a livello nazionale?
La prima fase, la cui conclusione è prevista per la fine del 2005, ha come primario obiettivo la costruzione del sistema delle informazioni sanitarie individuali, in grado di integrare e tracciare tutti gli eventi sanitari (ricoveri, prestazioni ambulatoriali, somministrazione di farmaci) legati al cittadino, associando ad ogni individuo il tipo di prestazione, il medico o la struttura che hanno dato la prescrizione o erogato il servizio.
Già in questa prima fase gli strumenti di business intelligence ci permettono una grande quantità di analisi, ad esempio la possibilità di effettuare analisi legate all’appropriatezza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e all’analisi della domanda e dell’offerta sanitaria, che permettono ad Asl e regioni di intraprendere azioni correttive operative e di governo, e al ministero di effettuare la propria funzione di monitoraggio. L’obiettivo a lungo termine riguarda la condivisione del “patient file” da parte di tutti gli attori abilitati ad accedere al sistema per prendere decisioni cliniche: in questo senso il sistema informativo nazionale si propone di divenire la dorsale di collegamento dei sistemi regionali.
Come vengono condivise le informazioni?
Stiamo sviluppando una nuova area tematica all’interno del portale www.ministerosalute.it/NSIS, in cui verrà condivisa la documentazione, e verrà promosso lo scambio di esperienze per favorire lo sviluppo delle regioni meno avanzate. L’area è concepita come punto di incontro fra addetti ai lavori, per esempio fra i responsabili SI delle aziende sanitarie. Vogliamo attivare tavoli di lavoro virtuali su problematiche tipiche del quotidiano, e su temi di stretta attualità: per esempio il problema della privacy, del repository dei dati clinici, le scelte fra insourcing, modello ASP e totale outsourcing. Noi intendiamo favorire l’incontro fra attori e intendiamo intervenire per segnalare linee guida, o best practice.
Quali ricadute sul paziente?
Al paziente, per ora, arriverà l’accessibilità alle informazioni sulle strutture che erogano i servizi di cui ha bisogno, con indicazioni per lui preziose, per esempio i tempi medi di attesa per prestazione. In questo modo il cittadino deciderà con maggiore consapevolezza a chi rivolgersi davanti a un bisogno sanitario.
Ma il maggior vantaggio per il cittadino sarà il migliore utilizzo delle risorse. La spesa sanitaria aumenta, perché aumenta l’aspettativa di vita grazie alle nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. Poiché le risorse non sono inesauribili, il nostro compito diventa non tanto quello di abbassare la spesa, ma quello di contenerne la crescita. È necessario pertanto mettere in piedi un sistema che monitori l’utilizzo delle risorse disponibili, affinché si possa distribuirle nel modo più efficiente possibile. Bisogna dare alle Asl gli strumenti per governare la domanda, per limitarne l’inappropriatezza in modo da assicurare il miglior utilizzo delle risorse disponibili.

Walter BERGAMASCHI
Laureato in fisica nel 1991 all'Università Statale di Milano. La sua formazione professionale è iniziata presso case editrici di pubblicazioni scientifiche, ed è proseguita con attività di consulenza e progettazione fortemente focalizzate nel settore sanitario.
Direttore dei Sistemi informativi dell'Ospedale Maggiore di Milano fino al 2002, è stato tra l’altro membro della Commissione per l'informatizzazione delle strutture trasfusionali lombarde, membro fondatore di Netcord, network internazionale di banche di sangue placentare (Milano, New York, Düsseldorf, Londra, Parigi, Barcellona). Attualmente è direttore generale del sistema informativo del Ministero della Salute e membro della Cabina di regia per il nuovo Sistema Informativo Sanitario.