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Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects
Sebastiano Missineo
Direttore Insight


La business intelligence al servizio della salute pubblica
Intervista a Walter Bergamaschi, responsabile della direzione generale del Sistema Informativo del Ministero della Salute


Progetti di ricerca e risorse umane:
la business intelligence per gestire le criticità
Intervista a Giovanna La Rosa,
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Tradizione di qualità e nuove tecnologie:
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Intervista ad Alberta Panti, direttrice del Centro di Calcolo di Ateneo
Business Objects Corner
Business Objects porta la business intelligence alle PMI
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Come cambiano gli enti previdenziali:
il ruolo delle tecnologie

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Il valore dell’innovazione
per la competitività delle imprese

Il mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni, le imprese e il CRM: lo stato dell’arte


ENEA

Progetti di ricerca e
risorse umane:
la business intelligence per
gestire le criticità

Intervista a Giovanna La Rosa, responsabile del coordinamento progetti di sviluppo dell’informatica per le applicazioni gestionali

L'ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) è un ente pubblico che nelle tre aree di sua competenza opera, mediante un’intensa attività di ricerca, a supporto delle politiche di innovazione e sviluppo sostenibile a livello nazionale e locale.
Il monitoraggio puntuale dell’andamento delle attività programmatiche costituisce un aspetto importante per una corretta gestione dell’Ente. Per fornire all’alta direzione uno strumento di governance coerente ed efficace è stato realizzato un progetto pilota per lo sviluppo di un prototipo di cruscotto aziendale. Insight ne ha parlato con Giovanna La Rosa, dell’Unità informatica e reti dell’Enea.
Come sono strutturati i servizi informativi in Enea?
La denominazione dell’unità preposta a tali servizi è “Servizio centralizzato informatica e reti”; essa gestisce le infrastrutture informatiche e di connettività sia in supporto alle attività scientifiche che per le applicazioni gestionali. È composta da oltre 70 persone, e si occupa dell’automazione dei processi amministrativi e della gestione delle infrastrutture (reti, server, software di base) dedicate sia agli applicativi gestionali che al calcolo scientifico.
Recentemente avete concluso un progetto sperimentale di business intelligence. Perché avete deciso di intraprendere una sperimentazione e in quale ambito specifico?
Siamo partiti dalla constatazione che, nonostante il nostro notevole livello di automazione (per numero di postazioni individuali, quantità e qualità di infrastrutture, server ed applicativi avanzati) sia nel settore tecnico scientifico che in quello gestionale, non disponevamo ancora di uno strumento automatizzato ed innovativo, a supporto dei processi decisionali dell’alta direzione, che consentisse di trarre informazioni significative dai dati di natura gestionale al fine di agevolare decisioni, permettere la valutazione di possibili alternative, e monitorare l’efficacia delle scelte intraprese.
Al fine di verificare l’opportunità di introduzione di un sistema di questo tipo, abbiamo quindi deciso di avviare una sperimentazione su Application Foundation, lo strumento di Business Objects: il primo obiettivo era lo studio delle caratteristiche dello strumento per verificarne l’efficacia (flessibilità, robustezza, affidabilità, sicurezza) e il grado di aderenza alle nostre esigenze. In questa ottica è stato scelto un progetto-pilota che presentasse un ambito applicativo limitato, che consentisse di condurre una sperimentazione entro un arco temporale ristretto, ma sufficientemente significativo per esaminare quali risultati e benefici fosse possibile ottenere.
Abbiamo scelto Application Foundation perché, avendo introdotto la tecnologia Business Objects già nel 2000, ci è sembrato coerente proseguire con lo stesso fornitore, che tra l’altro ci ha fornito una licenza temporanea per consentirci di realizzare il prototipo.
Il progetto che abbiamo ritenuto idoneo alla sperimentazione riguarda il monitoraggio delle “criticità delle attività programmatiche” connesse all’allontanamento delle risorse umane pregevoli.
Quali sono le cause che rendono critico questo ambito di attività?
Le attività in questione sono generalmente di natura progettuale. Le ricerche di cui ci occupiamo sono finanziate da organismi nazionali e internazionali e hanno di solito una durata pluriennale. Il personale dipendente di Enea, circa 3.300 unità, presenta un’età media elevata, e per alcune risorse umane si profila un allontanamento dall’ente dovuto al raggiungimento dei limiti di età. Al tempo stesso, vincoli finanziari e normativi impediscono un rimpiazzo consistente delle risorse in uscita, consentendo solo l’inserimento di alcuni giovani ricercatori attraverso forme di assunzione a tempo determinato. Può quindi determinarsi una criticità nella conduzione di alcune attività a seguito dell’allontanamento dall’ente di una percentuale rilevante di risorse umane ivi impiegate prima della conclusione delle attività medesime, criticità talvolta amplificata dallo slittamento della conclusione di taluni progetti.
È tuttavia possibile compensare questo trend negativo grazie alla disponibilità di altre risorse che, giunte in prossimità della conclusione di un progetto, possono essere riallocate in attività particolarmente critiche. La tempestiva segnalazione dei progetti che nel corso del tempo assumono particolare criticità e delle situazioni di parziale disponibilità di risorse che possano compensare le situazioni maggiormente critiche consente di monitorare gli andamenti complessivi e di attivare gli opportuni correttivi.
Come si è articolato il progetto?
Nella fase iniziale abbiamo identificato tutte le fonti informative necessarie per la realizzazione del prototipo: i dati da correlare sono collocati in tre database diversi sia dal punto di vista tecnologico che da quello della profondità storica e completezza. A partire da queste fonti è stato progettato il data warehouse e sono state realizzate le applicazioni software per la sua alimentazione. Sono stati definiti i livelli di criticità dei progetti scegliendo la combinazione di due parametri: la rilevanza economica del progetto e la percentuale di uomini-anno in uscita, vale a dire il rapporto fra le risorse in uscita e quelle complessivamente impiegate sul progetto.
Risultati?
E’ stato realizzato uno strumento applicativo che fornisce in modo automatico ed esaustivo il quadro chiaro della situazione delle attività in corso. Tale strumento, fornendo sia visioni complessive che elaborazioni analitiche, permette al top management e alle singole unità tecnico-scientifiche dell’ente di controllare il livello di criticità dei progetti nel tempo e di analizzare le specifiche attività che richiedono interventi correttivi e una riallocazione delle risorse umane.
Inoltre i risultati di questa sperimentazione hanno fornito un esempio significativo delle esigenze a cui questo strumento di business intelligence è in grado di dare risposta.
Perché avete scelto Business Objects?
Siamo clienti da più di tre anni, e fino ad ora abbiamo utilizzato la tecnologia Business Objects prevalentemente per la reportistica nel settore della gestione delle risorse umane e della contabilità. Sono molte le caratteristiche che ci convincono: è multipiattaforma, web based, consente di filtrare i dati sulla base delle diverse tipologie di utenti, realizza forme grafiche per diversi tipi di analisi, permette di definire i criteri di “alert”…
Oltre a ciò, nella scelta hanno influito elementi essenziali quali la specializzazione (Business Objects è da oltre 10 anni orientata allo sviluppo di soluzioni di business intelligence), l’esperienza e l’ampiezza del portafoglio clienti. Questo ci ha dato una garanzia in più sulla tenuta dell’investimento che stavamo affrontando.
Vi siete avvalsi anche dei servizi di consulenza di Business Objects nel corso del progetto?
Abbiamo lavorato a stretto contatto per tutto il mese e mezzo di durata del progetto. Il loro ruolo è stato di supporto soprattutto nella fase di definizione del data warehouse e di sviluppo delle analitiche.