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Come cambiano gli enti previdenziali:
il ruolo delle tecnologie

Intervista a Gianluca Moretto, direttore organizzazione e sistemi della Fondazione Enasarco


Il valore dell’innovazione
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Il mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni, le imprese e il CRM: lo stato dell’arte


Fondazione Enasarco

Come cambiano gli enti
previdenziali: il ruolo delle
tecnologie

Intervista a Gianluca Moretto, direttore
organizzazione e sistemi della
Fondazione Enasarco

 

Gli enti previdenziali sono da tempo chiamati ad un controllo costante dei cambiamenti socio-demografici in corso nel nostro Paese, al fine di assicurare una corretta gestione delle contribuzioni a medio e lungo termine. Insight ha approfondito l’argomento con Gianluca Moretto, direttore responsabile dell’area organizzazione e sistemi della Fondazione Enasarco, il più importante ente previdenziale privatizzato.
Partiamo dalle “dimensioni” di Enasarco, il secondo ente previdenziale italiano.
La Fondazione Enasarco è stata fondata nel 1939, conta circa 480 dipendenti e attualmente gestisce la contribuzione di 300mila agenti e rappresentanti di commercio attivi. I versamenti vengono effettuati dalle ditte mandanti, che sono circa 100mila. Eroghiamo pensioni ad oltre 100mila persone, tra pensionati ed eredi. Oltre a questo gestiamo un patrimonio immobiliare notevole - circa 25mila unità – e quindi tutte le problematiche relative alla gestione dei contratti di locazione. Insomma, attualmente ci sono almeno 600mila utenti che hanno rapporti con noi a vario titolo. Naturalmente il nostro database è molto più ampio, dal momento che comprende chiunque sia entrato in contatto con noi. La banca dati agenti, per esempio, contiene almeno un milione di nomi. Va considerato anche che il numero dei contribuenti attivi è molto variabile, poiché nel corso della vita lavorativa molti agenti cambiano attività: sta a noi individuare, di volta in volta, quelli che sono contribuenti attivi.
Le nostre problematiche sono quelle tipiche di un ente previdenziale, che deve incassare contributi ed erogare servizi agli agenti e agli aventi diritto; la nostra particolarità è data dalle dimensioni ragguardevoli dei dati da elaborare.
Oltre al rapporto con le aziende, gli agenti e i pensionati, le informazioni devono essere disponibili anche ad enti esterni.
Intanto siamo soggetti alla vigilanza dei Ministeri dell’Economia e Lavoro; inoltre veniamo interpellati frequentemente per fornire dati al governo o alle commissioni di vigilanza sugli enti previdenziali, oppure a enti che si occupano di analisi statistiche, tipicamente l’Istat.
Enasarco è stata un ente pubblico fino al 1997, oggi è una fondazione di diritto privato. Un cambiamento importante…
Abbiamo il compito di trasformare un ente di cultura pubblica in un’azienda di servizi, che metta l’utente al centro della propria attività. In questi casi l’innovazione tecnologica è l’elemento trainante del rinnovamento.
Come direttore Organizzazione e Sistemi la Sua funzione è duplice…
Si tratta di un abbinamento abbastanza tipico per le aziende che attraversano una fase di cambiamento: l’obiettivo è quello di elaborare processi e procedure che siano facilmente gestibili dai sistemi informativi. Abbiamo investito e stiamo investendo molto in sviluppo, naturalmente concentrandoci molto sulle opportunità del web. Si tratta di un piano a 360 gradi: sul fronte puramente tecnologico ci siamo dotati di migliori infrastrutture e strumenti per migliorare i tempi di risposta, attraverso un’azione di server e database consolidation. Poi abbiamo agito sul fronte applicativo con strumenti destinati all’utenza esterna e a quella interna.
Primi risultati?
Molti, ma quello più significativo riguarda il progetto di contribuzione on line, che è operativo all’inizio di quest’anno e diventerà obbligatorio il 1° gennaio del 2005. Il sistema consente a tutte le aziende mandanti di versare i contributi via web. Precedentemente le aziende dovevano compilare un distinta cartacea con l’elenco dei singoli agenti e dei compensi loro dovuti, calcolare i contributi per ciascuno e contemporaneamente effettuare il versamento del totale alle Poste. Enasarco riceveva l’estratto conto delle Poste e la distinta cartacea e doveva abbinarle, e molto spesso i conti non tornavano a causa di errori di calcolo o di inserimento dei dati. I tempi di contabilizzazione erano perciò lunghissimi: prima che tutte le attribuzioni fossero ultimate passava un anno, con gravi disagi nell’erogazione dei servizi, per esempio, per coloro che andavano in pensione e che dovevano attendere il calcolo delle competenze.
Oggi la distinta viene messa a disposizione e compilata via web, e l’azienda deve unicamente segnalare i nomi degli agenti e le provvigioni pagate: è il sistema Enasarco che provvede in tempo reale a calcolare i singoli importi e poi il totale da versare, che viene addebitato tramite RID. La riduzione dei tempi è significativa: da un anno siamo passati a 48 ore.
Un ente previdenziale, oltre alle attività amministrative e gestionali, deve oggi anche affrontare la problematiche di carattere strategico: in che maniera influiscono su Enasarco le riforme varate dal governo in materia di pensioni?
La Fondazione – con l’approvazione dei ministeri vigilanti – si è dotata dal gennaio di quest’anno di un nuovo regolamento. Ora sarà compito del CdA monitorare gli effetti della nuova normativa per fare previsioni nel breve e medio periodo ed eventuialmente apportare correttivi in itinere.
I sistemi previsionali: uno strumento indispensabile.
Tutti gli enti previdenziali si trovano nella obiettiva difficoltà di garantire nel tempo il pagamento delle pensioni. Ciò è dovuto in buona parte a fattori socio-demografici: l’aspettativa di vita è aumentata progressivamente, mentre si è alzata l’età dell’ingresso nel mondo del lavoro.
Enasarco non può elaborare strategie di marketing per incrementare gli incassi: gli importi dei contributi sono stabiliti per legge, quindi la Fondazione non ha la facoltà di aumentare le entrate, che sono determinate sulla base di variabili (il numero di agenti, le provvigioni a loro spettanti ecc.) che non sono controllabili. Pertanto è fondamentale per noi avere costantemente sotto controllo l’andamento dei contributi incassati, il numero degli iscritti, il numero di pensioni pagate e la loro entità ecc: il controllo della redditività - la relazione tra i contributi incassati e le prestazioni che si stanno erogando - è molto importante per effettuare poi l’analisi puntuale di tutte le combinazioni possibili di variazioni contributive che possono cambiare l’impegno finanziario richiesto alla fondazione. Dobbiamo cercare di prevedere quale sarà la situazione fra 10- 20 anni, per intervenire in tempo utile così da non rischiare di trovarci fra 10 anni in condizioni di non pagare più le pensioni. Ed è fondamentale disporre dei dati in tempi rapidissimi. Ciò serve a noi, ma anche alle istituzioni e ad enti esterni che hanno bisogno delle nostre informazioni.
Quindi la necessità di un buon sistema di reportistica. Qual è la situazione attuale?
Attualmente c’è un impiego di risorse importante nella elaborazione dei dati per la costruzione dei report che ci vengono richiesti, con frequenza giornaliera, da vari enti. Da questo è nata la necessità di un’attività di sviluppo di un sistema di business intelligence, che consentisse di avere dati in tempo reale e il più accurato possibile, e che rendesse autonomi gli utenti rispetto ai sistemi informativi. Lo sviluppo di una piattaforma di business intelligence si avvale della tecnologia Business Objects, che è entrata in Enasarco quando è stato abbandonato il vecchio sistema mainframe per l’attuale sistema client/server. Il nuovo sistema, attualmente in fase pilota, ci permetterà di mettere a disposizione degli utenti gli strumenti necessari per la costruzione di report di tutti i tipi, senza l’intervento diretto dei tecnici. Si tratta di strumenti semplici e flessibili per utenti comunque evoluti, che hanno il compito di elaborare i dati per conto della direzione generale. In questa prospettiva è stato creato appositamente un ufficio statistico all’interno della Fondazione che riporta direttamente alla direzione generale, e sarà l’utente principale.
Quali sono le criticità più significative di questo progetto?
Inizialmente esistevano tante banche dati eterogenee. Il progetto è iniziato nel 2001 con la migrazione della parte istituzionale da sistema mainframe a client/server, e questo ci ha permesso di risolvere le problematiche relative ad agenti e pensionati. Nel 2002 poi, grazie all’implementazione di SAP, abbiamo reso possibile il controllo della situazione finanziaria. Oggi abbiamo la certezza della correttezza dei dati sugli incassi, sulla loro ripartizione, e quindi sull’erogato. La contribuzione on line permetterà poi di uniformare l’aspetto finanziario con quello istituzionale.
Inoltre, in fase iniziale buona parte del sistema informativo è stato sviluppato con il supporto di aziende esterne, mentre oggi la nostra intenzione è di riportare all’interno le attività strategiche. In questa ottica stiamo assumendo specialisti di business intelligence, che hanno il compito di prendere in mano ciò che è stato fatto dagli esterni e portare a termine il progetto.
Per mettere a punto il sistema di reportistica avete collaborato con gli utenti o avete lavorato da soli?
Da soli, ma nel senso che ci siamo avvalsi della nostra esperienza, standardizzando e catalogando le richieste tipiche che ci arrivano dagli utenti. Lo sforzo iniziale, quando si dialoga con i non addetti ai lavori, è quello di educare gli utenti a fare richieste chiare: le richieste sono state centralizzate per garantire la coerenza nei criteri di analisi. Il passo successivo sarà quello di insegnare ai “power users” a utilizzare gli strumenti di analisi. Dopodiché a noi resterà la responsabilità sulla disponibilità del dato.
A chi e come vengono resi disponibili i report?
Una volta prodotti vengono inseriti nella intranet, quindi di fatto diventano patrimonio comune, e sono accessibili ovviamente in base a permission associate ai profili utente. Attualmente vengono aggiornati con cadenza quindicinale, ma a regime dovranno essere molto più frequenti, considerando che le richieste ci pervengono quotidianamente.
Un fattore chiave di successo per un progetto di questo tipo?
La motivazione delle persone che ci lavorano, dai sistemi informativi agli utenti finali: è importante condividere la visione d’insieme per far percepire gli obiettivi, la portata e le aspettative relative al lavoro svolto. Il successo viene sempre fatto dalle persone.