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Solidità e scalabilità:
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Gruppo Coin

Solidità e scalabilità:
la scelta di una soluzione di
business intelligence

Intervista a Bruno Cocchi, responsabile
dei sistemi informativi, e a Paolo
Fontanive, responsabile marketing
relazionale del gruppo Coin

Il gruppo Coin non ha bisogno di presentazioni: leader del mercato italiano nel settore tessile ed abbigliamento, è presente con due grandi insegne, la storica Coin (84 punti vendita su tutto il territorio nazionale) e la più giovane (nata nel 1972) Oviesse, presente in Italia con 233 negozi, e con altri punti vendita in Svizzera e Germania. Si tratta di due marchi molto noti, che presentano un posizionamento diverso. In una realtà così complessa il governo delle informazioni diventa strategico: per conoscere meglio le strategie e le scelte operative in merito alla gestione dei dati abbiamo parlato con Bruno Cocchi, responsabile dei sistemi informativi, e con Paolo Fontanive, responsabile marketing relazionale del gruppo Coin.
La business intelligence è un elemento fondamentale del gruppo Coin. Quando l’avete introdotta in azienda?
Bruno Cocchi: Il primo progetto risale al 1997. Ma questa prima esperienza non ha avuto successo: la tecnologia (sia hardware che software) allora scelta si è rivelata inadeguata rispetto ai volumi, più che significativi, da noi gestiti. A fine ’99 pertanto ci siamo trovati con un sistema utilizzato da pochi e con tempi di aggiornamento e di consultazione dei dati eccessivi. Nel 2000 abbiamo quindi deciso di ricominciare praticamente dal principio, ed abbiamo strutturato – con l’aiuto di una società di consulenza – un progetto ex novo, che riguarda sia il back end che il front end. Il back end e la banca dati sono nati su ambiente mainframe - DB2 e attualmente sono stati migrati su server Unix – DB2-Udb, (tutto questo unicamente allo scopo di ridurre i costi); il front end poggia tutto su BusinessObjects.
In questi anni il volume dei dati da gestire è sicuramente aumentato…
Attualmente gestiamo un miliardo e 300 milioni di record. Il data warehouse è composto da nove universi, con un parco di oltre 500 report preconfezionati e disponibili nel repository di BusinessObjects. Gli utilizzatori sono ad oggi circa 150, e gli accessi ai report circa 2000 al mese, in costante aumento.
Le modalità di sviluppo del progetto di front end: qual è stato il contributo del management del business, e quanto tempo è occorso?
Ci sono voluti da quattro a sei mesi per analizzare la situazione e disegnare l’architettura della base dati. L’implementazione ha richiesto un paio di mesi per ogni singolo data mart (più il caricamento dei dati pregressi). Abbiamo iniziato con il data mart più complesso, ma anche più significativo per noi: quello della gestione merci (vendite, stock, immissioni, etc.).
Siamo partiti da Coin, che, con i suoi 200 milioni di record di allora, aveva una dimensione pari alla metà di quella di Oviesse: questo ci ha permesso di testare le logiche del data warehouse e di fare un po’ di tuning sullo strumento. Siamo quindi passati agli altri data mart.
La collaborazione con il business è stata strettissima nella definizione degli obiettivi dei report e del loro layout. Le modalità operative si sono svolte in fasi successive. La prima attività è stata la raccolta e la mappatura della reportistica già presente in azienda: abbiamo costruito una matrice che classificava la tipologia di report sulla base degli indicatori e dei livelli gerarchici. Successivamente, grazie ad una serie di interviste ai key user, siamo stati in grado di integrare l’esistente con le richieste dei futuri utilizzatori.
Perché avete scelto Business Objects?
Cercavamo un prodotto che, oltre a “sopportare” volumi ingenti di dati, ci garantisse la scalabilità, cioè la possibilità di crescita. Una scalabilità che fosse anche “orizzontale”, cioè la possibilità di aumentare all’infinito il numero di utilizzatori, quindi il numero di pc collegati al sistema. Utilizzando lo schedulatore, infatti, i dati aggregati nei cubi BusinessObjects vengono trasmessi ai pc degli utenti: questo significa che un aumento di utilizzatori client-server non mette in crisi il server-dati, che viene impattato solo in caso di richiesta di aggiornamento estemporaneo.
Cosa diversa per la piattaforma WebIntelligence, oggi anch’essa utilizzata in azienda, dove la presentazione di report personalizzati e parametrizzati in maniera diversificata per ogni negozio richiede il refresh da parte dell’utilizzatore stesso. Questa esigenza, comunque, non ha creato particolare impatto sull’architettura dati e le performance di esecuzione.
Vista la completezza del sistema di front end, facciamo una panoramica dei singoli universi: quali informazioni forniscono, a chi e a quale livello di dettaglio?
Gli universi sono nove, e gestiscono nel complesso tutti i dati di business.

  • L’universo Clienti serviti ha una doppia alimentazione: una raccolta di informazioni qualitative inserite dal personale di negozio, e il sistema Vendite finanziarie, che fornisce informazioni relative al numero di scontrini emessi su scala settimanale. Attraverso il front end Business Objects l’utente della direzione vendite può rielaborare i dati e fornire report settimanali, oggetto di discussione durante gli incontri di analisi dell’andamento vendite.
  • L’universo Prefatturazione affiliati fornisce report su fatturato, IVA, vendite ad affiliati e analisi utile. L’ambiente è utilizzato dall’utente Process Controller della contabilità merci, oltre che dalla Direzione Franchising.
  • Dal database Analisi Stock & Rotazione (ASR), attraverso Business Objects, l’utente genera report in cui si possono incrociare le variabili prodotto, geografia e tempo fino al minimo livello di “funzione” (un particolare tipo di aggregato merceologico), filiale, mese.
  • Nell’universo Coin Card sono memorizzate informazioni di venduto a livello di singola card, navigabili per negozio, giorno, articolo. I dati sono alimentati dal database Coin Card/scontrini delle vendite e sono confrontabili con il venduto totale della Divisione Coin per avere l’incidenza delle fidelity card.
  • Con frequenza giornaliera, l’applicazione Pianificazione Oviesse alimenta l’universo Collezione Oviesse con i dati di pianificazione e lista della spesa per articolo, modello, taglia e colore.
  • Contratti fornitori contiene informazioni relative al volume acquisti presso fornitori, al fine di produrre in output, via Business Objects, report su sconti e premi di fine anno.
  • Il Data Warehouse Merci riceve un input giornaliero relativamente ai dati di venduto, stock, immesso, trasferimenti merce, svalorizzazioni. L’aggregazione dei dati è a livello di settimana/negozio/articolo. Si tratta del più grande data warehouse del gruppo Coin (oltre 1,2 miliardi di record), e contiene dati a partire dal 1999.
  • L’universo Ordini è alimentato giornalmente dall’applicazione Ordini e consente analisi su volumi merce ordinata, arrivata a fronte d’ordine, distribuita.
  • Il Sistema Informativo di Marketing (SIM) consente analisi di confronto tra l’andamento delle divisioni del gruppo ed il mercato.

Entriamo allora nell’area marketing / customer relationship management. Che cosa significa gestire il marketing relazionale per un grande gruppo come Coin? In che modo vengono utilizzati i tanti dati a vostra disposizione?
Paolo Fontanive
: Il mio ruolo ha un carattere strategico e uno operativo. Quello strategico prevede un orientamento sempre più preciso del business verso il consumatore, che viene posto al centro dell’attenzione. Quello operativo consiste nella comprensione dei comportamenti e dei processi d’acquisto dei nostri consumatori, al fine di aumentare il valore del cliente per il gruppo, e al tempo stesso il valore del nostro marchio per il cliente stesso.
Io dico sempre che agiamo in tre aree diverse: l’area dei fenomeni, quella delle azioni e quella dei fatti. La prima è quella relativa al data mining. In questa fase la tecnologia è già consolidata, di strumenti ce ne sono molti e molto specializzati, e io ritengo che il valore della persona, del data miner sia molto più importante delle funzionalità degli strumenti informatici. La seconda fase, quella delle azioni, è quella in cui, sulla base delle analisi svolte, definiamo le azioni di marketing personalizzate e differenziate, e finalizzate a modificare i comportamenti di consumo. Un esempio tipico è la nostre recente campagna “Solo per te” in cui abbiamo distribuito ai possessori di carta fedeltà un coupon con sconti esclusivi sulle categorie merceologiche che generalmente non acquista. Poi c’è la terza fase, quella in cui valutiamo i fatti, ed abbiamo bisogno di report precisi e differenziati per categorie di utenti. I report analizzano, a diversi livelli di dettaglio, i risultati: i dati del venduto aggregato e per filiale, per categoria merceologica, per campagne ecc, e sono disponibili per tutti gli utenti a diverso livello di aggregazione.
Quali sono i principali canali di raccolta informazioni?
La carta fedeltà è senza dubbio la fonte migliore perché ci permette di associare all’anagrafica del cliente tutti i dati relativi ai suoi comportamenti d’acquisto. Poi c’è il sito internet, ed in particolare il customer care via web, attraverso il quale serviamo anche tutti i nostri punti vendita.
E i canali in outbound? Come preferite comunicare con i vostri clienti?
Sulla base della raccolta e dell’analisi dei dati decidiamo le diverse azioni. I canali da noi scelti sono molteplici: dalla classica promozione “di massa” al telemarketing, al direct mailing ed e-mailing, fino agli Sms. Sono canali che vengono scelti a seconda della tipologia di cliente: a seconda del profilo del consumatore noi differenziamo non solo i canali, ma anche il contenuto promozionale e persino il tono di voce e lo stile.
Con che frequenza analizzate le informazioni?
Il monitoraggio è quotidiano, ed è indipendente dalla previsione o meno di campagne specifiche: il rapporto continuo con i nostri clienti è per noi altamente strategico. Consideri, per esempio, che il fatturato derivante dalla Coin Card incide in misura rilevante sul venduto: può quindi immaginare quanto sia importante mantenere viva la relazione con i nostri migliori clienti.