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Azienda
Ospedaliera
S.Orsola – Malpighi di Bologna
Per una sanità efficiente:
il ruolo della business intelligence
Intervista a Raffaella Baroni,
responsabile del settore Servizio Informativo Aziendale
dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola – Malpighi
di Sebastiano Peluso
La sanità cambia volto:
diversamente da un tempo, oggi i dirigenti degli istituti ospedalieri
sono tenuti a formulare piani strategici, stabilire budget e,
naturalmente, monitorare i risultati per palesare la propria attività
e giustificare eventuali scostamenti.
Attività di per sé non banali, tanto meno per strutture
e funzioni che hanno assunto connotazioni manageriali da meno
di un decennio. L’esperienza dell’Azienda Ospedaliera
S.Orsola – Malpighi costituisce un interessante modello
per chiunque voglia capire le opportunità e le criticità
di un progetto complesso nel settore. Ce lo ha illustrato la dottoressa
Raffaella Baroni, responsabile del settore Servizio Informativo
Aziendale.
Qual è il compito della
Sua funzione?
Il Servizio Informativo Aziendale è un settore della Direzione
delle Tecnologie Informatiche che gestisce i dati provenienti
dalle varie procedure aziendali informatizzate, e si occupa di
elaborare, gestire, consolidare le informazioni. Negli ultimi
anni la nostra attività si è focalizzata anche sulla
costruzione del data warehouse aziendale, con l’obiettivo
di realizzare un ambiente utile al controllo direzionale.
Da quali esigenze è nato
il progetto?
L’input ci è stato dato dal dottor Cacciari nostro
direttore generale, che ha espresso la necessità di un
ritorno informativo adeguato. La Regione infatti impone alle aziende
sanitarie la definizione di budget e obiettivi, e tutti, dalla
direzione ai dipartimenti ed alle varie unità operative
devono concorrere a fare sì che gli indicatori posti dalla
regione vengano rispettati. È quindi fondamentale avere
strumenti efficaci di autovalutazione per controllare attività,
costi e ricavi con cadenze trimestrali definite. Al momento della
richiesta non avevamo però gli strumenti adeguati per potervi
far fronte.
Com’era la situazione quattro
anni fa?
Il Servizio Informativo Aziendale stampava e distribuiva i dati
agli utenti su base trimestrale e, spesso, anche mediante report
“spot” realizzati sulla base di specifiche richieste.
L’Azienda ci ha chiesto di evolvere verso un sistema che
permettesse al singolo utente libertà e autonomia di gestione
dei dati.
Dati che, nel caso della vostra
struttura, hanno una consistenza significativa…
Un po’ di numeri significativi: l’Azienda Ospedaliera
è distribuita su una superficie di 22 ettari ed è
suddivisa in 30 padiglioni. Già il fatto di essere distribuiti
in tante palazzine crea problemi nella circolazione delle informazioni.
Nell’anno 2002 contavamo 1660 posti letto, 173 reparti di
degenza/day hospital, 5.500 dipendenti, e complessivamente abbiamo
gestito 59.000 ricoveri di degenza ordinaria e 18.000 ricoveri
in day hospital ed effettuato circa 8 milioni di esami di laboratorio.
Per non parlare dell’attività ambulatoriale che è
altrettanto consistente. Poter analizzare tutti questi dati on-line
era un’esigenza sentita da tempo, ma si scontrava col fatto
che non eravamo tecnologicamente in grado di poterlo fare.
Da che cosa siete partiti?
Il primo passo è stato quello di creare i data mart, tanti
universi quanti sono gli ambienti gestiti all’interno dell’azienda,
per esempio ambiente degenti, pronto soccorso, laboratorio analisi
ecc. Parallelamente ci siamo occupati di creare un ambiente che
facesse da collettore di tutte le codifiche utilizzate nelle svariate
procedure informatizzate in uso in azienda. Un lavoro che ora,
detto così, sembra banale, ma che ci ha impegnati quattro
anni. Al termine di questa fase eravamo pronti e maturi per fare
il passo successivo: costruire un ambiente di controllo direzionale
in cui abbiamo fatto confluire dati di attività, costi
e ricavi dell’azienda: il data warehouse appunto.
A gennaio 2003 abbiamo iniziato a riunirci con il direttore generale,
il direttore sanitario, il direttore amministrativo, il controllo
di gestione e la direzione medica ospedaliera per il primo lavoro
di predisposizione degli indicatori, definendo cioè quali
erano i dati che volevano consultare. In seguito siamo andati
a vedere se eravamo già in grado di soddisfare con i data
mart questo tipo di richiesta: sugli ambienti già pronti
i risultati sono stati praticamente immediati, per altre funzioni
abbiamo dovuto fare un lavoro ulteriore. Si fa notare che rispetto
al confronto di tabulati tradizionali e monotematici, i nuovi
report mostrano in modo immediato e palese attività, costi,
ricavi e relativi scostamenti, e questo costituisce un grande
cambiamento culturale.
Molti progetti di business intelligence
partono direttamente dal data warehouse. Perché nel vostro
caso c’è stato un così lungo lavoro preliminare?
Per essere efficace il data warehouse presuppone che siano già
soddisfatte delle condizioni preliminari, prima fra tutte poter
consultare ogni singola banca dati. Inoltre, solo dopo aver costruito
l’ambiente delle codifiche aziendali si è stati in
grado di poter realizzare un vero dwh: quando occorre incrociare
i dati di due o più ambienti, se questi hanno codifiche
diverse c’è bisogno di un ulteriore intervento “manuale”.
La priorità è far parlare tutti lo stesso linguaggio,
e questo richiede tempo e un lavoro molto accurato di costruzione
di data mart.
Come avete scelto il partner tecnologico?
Non è stata una scelta immediata, perché volevamo
essere sicuri di scegliere un prodotto che ci consentisse di analizzare
i dati in real time e/o consolidati. Abbiamo realizzato prototipi
con diversi competitor, e dopo un’attenta analisi abbiamo
scelto Business Objects.
Sulla base di quali considerazioni?
Il prezzo era sicuramente competitivo, e questo per noi era importante
data la dimensione dell’Azienda. Poi c’era l’aspetto
tecnologico: i nostri operatori lavorano tutti su linguaggio sql,
abbiamo scartato soluzioni proprietarie che ci avrebbero costretto
a fare ulteriore formazione al personale. Inoltre l’interfaccia
Business Objects era sicuramente la più intuitiva.
Il lavoro di implementazione è
stato svolto interamente “in house”?
Lo sviluppo applicativo è stato realizzato interamente
da noi. Per le attività di predisposizione degli universi
e del data warehouse ci occorreva il supporto specialistico di
un partner qualificato: per questo ci siamo avvalsi dell’aiuto
e della consulenza di Mies.
I risultati: come vengono prodotte
e distribuite le informazioni?
Esistono due tipi di reportistica: quella on-line su banca dati
effettiva, che viene principalmente utilizzata dal laboratorio
analisi, dalla direzione medico ospedaliera, dal controllo di
gestione e dalla farmacia per un monitoraggio puntuale dei dati.
Abbiamo poi la reportistica del controllo direzionale su dati
consolidati: 70 giorni dopo la chiusura di ogni trimestre avviene
il consolidamento di tutte le diverse banche dati. I risultati
vengono distribuiti attualmente al direttore generale, ai direttori
di dipartimento, ai direttori di unità operativa, alla
direzione medico ospedaliera ed al controllo di gestione che visualizzano
i report direttamente e autonomamente dall’ambiente WebIntelligence.
Le modalità di distribuzione dei dati attengono ad una
scelta strategica della direzione, ma oggi saremmo in grado di
dire definitivamente addio al cartaceo, fornendo ad ogni utente
un proprio identificativo.
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