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Bayer
La business intelligence al servizio dell’azienda
Intervista a Gianni Slavazza, responsabile
sviluppo applicativo di Bayer Italia.
di Rossana Brunetti
Definire soluzioni di elevata
qualità ed offrire prodotti all’avanguardia per il
settore chimico - farmaceutico, attraverso tecnologie spesso pionieristiche,
con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita,
la salute ed il benessere dell’uomo. È questa la
mission di Bayer, gruppo internazionale specializzato nel settore
chimico, agrochimico e delle biotecnologie, nonché nella
ricerca farmaceutica.
Presente in Italia dal 1898, con oltre 2.500 dipendenti, Bayer
Italia è, tra le filiali europee, la seconda in termini
di fatturato, con 1.788 milioni di euro, preceduta solo dalla
Germania.
Di recente il gruppo Bayer è stato protagonista di una
importante riorganizzazione. Da gruppo strutturato in divisioni,
è stato scorporato in quattro società: Chimica,
Polimeri, HealthCare, CropScience. L’obiettivo dell’azienda
è quello di operare in modo ancora più efficiente
e flessibile nei mercati di riferimento, migliorando la competitività.
In un contesto che richiede forme di gestione particolarmente
complesse, abbiamo chiesto a Gianni Slavazza, responsabile sviluppo
applicativo in Bayer Italia, di illustrarci il ruolo assunto dalle
informazioni a supporto delle diverse strategie di business.
Come è stata introdotta
in Bayer Italia la business intelligence?
Faccio una premessa. All’interno della funzione sviluppo
applicativo esistono delle figure, chiamate account manager, che
alle competenze tecniche uniscono una conoscenza approfondita
del business: questo permette loro di interpretare le esigenze
dei manager delle diverse divisioni e proporre soluzioni tecnologiche
ad hoc. Io stesso ho questa duplice responsabilità. Anche
i progetti di business intelligence sono stati una nostra iniziativa:
da tempo cerchiamo di diffondere in azienda sistemi di “informatica
individuale”, il cui vantaggio consiste nel decentrare alcune
possibilità di fare reportistica con strumenti semplici.
In azienda abbiamo dei datawarehouse organizzati per divisioni
(pharma, veterinaria, consumer care, ecc.), integrati con altri
sistemi: tutto questo costituisce la base dati su cui utilizziamo
Business Objects, introdotto in azienda nel 2000, in seguito alla
dismissione di un vecchio prodotto per piattaforma mainframe.
Perché la scelta di Business
Objects?
Cercavamo un prodotto che avesse facilità d’uso,
da applicare a piattaforme diverse e che potesse essere implementato
velocemente. Business Objects ci è sembrato il migliore.
In quali ambiti viene utilizzata
la business intelligence in azienda?
Il settore vendite ha avuto priorità assoluta nell’utilizzo
(in una percentuale pari all’80%). Poi, a seguire, le altre
funzioni, come produzione e logistica.
E’ necessario creare competenze
specifiche?
La formazione tecnica di base, per l’utilizzo degli strumenti
Business Objects, è molto semplice, e viene svolta da noi
in aula per la durata di due giorni. Poi si passa all’affiancamento
continuo da parte del nostro personale, necessario per creare
competenze specifiche sulla creazione dei report.
Va detto però che un sistema di “informatica individuale”
richiede comunque una buona competenza sui dati. L’interrogazione
del sistema da parte di persone con competenze diverse, determina
l’estrazione di informazioni differenti. Faccio un esempio:
un controller e un venditore hanno due diverse visioni del dato
di vendita. Il fatturato del primo è al netto dei resi,
mentre per il secondo i resi non hanno alcun valore: è
chiaro che i dati estratti saranno diversi. Questa problematica
è maggiormente sentita quanto più grande è
il numero di persone che deve interpretare lo stesso tipo di dati.
Una situazione che si risolve aumentando la cultura e la competenza
dei dati, e creando report certificati.
Che feedback avete avuto dagli
utilizzatori?
La facilità d’uso è evidente, e il fatto di
poter estrarre dati in modo autonomo fa sentire le persone meno
“dipendenti”. Questo è importante non solo
per loro ma anche per noi, che così non limitiamo la nostra
attività alla costruzione di report. Tutto questo ci ha
portato alla decisione di implementare ulteriormente il sistema,
a partire dall’estate scorsa.
Quali fasi ha attraversato il
nuovo progetto?
La prima evoluzione di Business Objects ha visto l’inserimento
della versione web, denominata WebIntelligence, ed è stata
dettata dall’elevata dimensione della rete di vendita. Prima
avevamo dotato i computer portatili dei venditori di applicazioni
off line, con il grande svantaggio ed onere dell’aggiornamento
continuo dei dati. Oggi invece i venditori (più di 1000)
sono collegati all’azienda attraverso la rete certificata
Bayer, in modalità fissa o mobile. WebIntelligence, in
questo modo, permette l’accesso autonomo ai report personalizzati
utilizzando la intranet aziendale, con la semplice installazione
di un browser. Per noi il grande vantaggio è rappresentato
dal fatto che l’applicazione rimane sul server centrale.
Ad esempio, un collaboratore della zona di Milano ha a disposizione
un report settimanale certificato sul suo fatturato, che visualizza
collegandosi. Se ha la necessità di disporre di dati su
specifiche farmacie, scrivendo una e-mail al supporto informatico
ottiene la costruzione di un report, e collegandosi ha quindi
la possibilità di visualizzare le informazioni necessarie.
Il passo successivo ha visto l’utilizzo di Application Foundation
per la creazione di report per il medium e il top management.
Il vantaggio di utilizzare Business Objects anche in questo ambito
è stato duplice: non c’è stato bisogno di
creare nuove interfacce, in quanto il prodotto colloquia direttamente
con la base dati. Inoltre, attraverso la grafica è possibile
accedere ai report e navigare, rendendo la gestione semplice e
ottenendo le stesse informazioni disponibili nel datawarehouse.
Facciamo un esempio...
Il direttore vendite ha accesso al cruscotto che gli fornisce
i dati di fatturato rispetto agli obiettivi e ai dati dell’anno
precedente, con una grafica intuitiva. Da questa schermata è
possibile, ciccando sui dati, visualizzare l’andamento delle
vendite per prodotto, per canale, fino al singolo collaboratore
e al singolo cliente. Tutto questo si traduce per noi in semplicità
di gestione (nessun report ulteriore da produrre) e di personalizzazione
(possibilità di realizzare schermate differenti per il
direttore vendite, il controller o il capo divisione senza alterarne
la struttura).
A che punto siete con il progetto?
L’implementazione è avvenuta abbastanza velocemente,
e a fine ottobre abbiamo presentato la versione pilota al direttore
vendite e al controller. Entro la fine dell’anno chiuderemo
la fase di test, per estendere, nel 2004, l’intero progetto
ad altre divisioni. Al successo dell’iniziativa ha contribuito
anche la possibilità di dimostrare, oltre all’aumento
di efficienza, l’assenza di costi gestionali ulteriori.
In una situazione congiunturale come quella attuale i saving sono
estremamente importanti.
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