Fiat Sepin è la società
che si occupa, all’interno del gruppo Fiat, della gestione
e amministrazione delle risorse umane. Questo comporta dover gestire
il personale di molteplici settori diversi per missione e configurazione
e distribuito in oltre 50 paesi del mondo.
In una realtà così composita, la raccolta dei dati,
la loro esattezza e il governo delle informazioni risultano strategici:
la tecnologia fornisce in questo senso strumenti indispensabili.
Ne abbiamo parlato con Margherita Cortese, che nell’ambito
della funzione IT è responsabile della soluzione Persone
In Azienda, un sistema web che ha una componente transazionale
utile alla gestione dei processi di sviluppo del personale e una
di DWH per il reporting statistico direzionale, Stefania Mairone
e Francesco Todarello, responsabili della soluzione progettuale
di business intelligence.
Centosettantamila dipendenti
distribuiti in tutto il mondo. Quali sono le maggiori criticità
che incontrano i responsabili HR?
Stefania Mairone: In una struttura di gruppo articolata
come la nostra una delle difficoltà maggiori è già
sapere con esattezza quanti siamo. Poi c’è la necessità
di effettuare tutte le analisi possibili sulla popolazione presente:
dall’esame dei turnover al livello di scolarità dei
dipendenti, alla distribuzione dei turni, fino all’andamento
dell’assenteismo e alla determinazione del costo del lavoro.
Prima di questo progetto,
come venivano soddisfatte queste esigenze?
Mairone: Con un po’ di fatica e molto dispendio
di tempo. Intanto, nella nostra struttura di gruppo ogni settore
governa le sue società. Per reperire il dato la capogruppo
lo richiedeva alla caposettore che a sua volta interrogava ognuna
delle singole realtà locali.
Margherita Cortese: Di conseguenza la reportistica
periodica non era totalmente ingegnerizzata, molte richieste fatte
dalla capogruppo venivano soddisfatte in modalità diverse
a seconda del settore.
Quando è nato
il progetto?
Mairone: Nel 1999, con la creazione di un data warehouse
delle risorse umane a livello di gruppo worldwide. La complessità
maggiore in questo lavoro era quella di individuare la fonte che
potesse garantire al massimo correttezza e tempestività
del dato. Per questo si è deciso di interfacciarci con
i sistemi di paga di ciascun paese.
Naturalmente, la logica con la quale si operava non era più
quella del precedente sistema, esclusivamente italiana, ma quella
worldwide che avrebbe permesso a tutti di parlare la stessa lingua.

Quindi la costruzione
del data warehouse ha comportato anche un lavoro di codifica…
Mairone: Sicuramente. Di concerto con la capogruppo e
con i settori sono state definite logiche di aggregazione e codifiche
che avessero una valenza a livello mondiale. Poi abbiamo condiviso
con i colleghi di ciascun paese le logiche così definite,
e collaborato con loro affinché queste stesse venissero
applicate correttamente nella loro realtà: questa attività
ha visto un dispendio massivo di forze, sia da parte nostra che
da parte delle amministrazioni e reparti HR locali.
Cortese: Nella gestione di questi grandi progetti
è importante raccogliere il commitment dei singoli settori
affinché vengano anche abbandonati i sistemi locali con
conseguente abbattimento dei costi e aumento di efficienza.
La crisi del mercato ha reso i settori più sensibili su
questi aspetti di business, e ci si è resi conto di quanta
efficienza si possa ottenere gestendo tutto su un’unica
piattaforma con un'unica soluzione di business intelligence.
Il progetto non è ancora concluso: stiamo lavorando con
i nostri clienti per farli convergere su una base dati comune:
l’obiettivo è raccogliere in maniera omogenea i loro
dati su questa piattaforma di gestione HR.
Quali soluzioni tecnologiche
avete adottato? Avete la gestione completa del progetto?
Francesco Todarello: Fiat Sepin gestisce sia l’infrastruttura
tecnologica, che consente di erogare questo servizio in modalità
ASP, che la componente applicativa, con architettura Microsoft
e data base sql server 2000, in ambiente web IE6.
Abbiamo sviluppato una piattaforma tecnologica flessibile, che
serve tanto alla raccolta dei dati per la capogruppo quanto alle
analisi interne dei singoli settori. Per far sì che il
nostro prodotto andasse incontro alle esigenze specifiche dei
singoli, abbiamo lavorato con loro a stretto contatto seguendo
un approccio per step successivi. In questo ci ha aiutato Business
Objects con la sua soluzione Webi, che ha grandi doti di portabilità
e flessibilità, e consente all’utilizzatore la costruzione
di report con un alto livello di personalizzazione. Il tutto in
piena sicurezza, gestendo con attenzione profili di visibilità
controllati e altamente personalizzati.
Qual è la frequenza
di aggiornamento dei dati?
Todarello: Per quanto riguarda le anagrafiche, i retributivi
e la presenza l’aggiornamento è mensile, proprio
perché legato all’elaborazione del cedolino. Per
i dati di sviluppo invece la frequenza di aggiornamento è
più elastica: per la mappatura delle competenze e per conoscere
le performance in certi periodi dell’anno possiamo aver
bisogno di vedere giorno per giorno la variazione del dato, per
monitorare la progressione della raccolta e l’andamento
dei risultati.
Il sistema è
utilizzato anche dai dipendenti?
Cortese: Certo, ci sono diverse attività che possono
essere svolte in self service: ad esempio il dipendente può
aggiornare il proprio curriculum, autovalutarsi sulle proprie
competenze, assegnarsi degli obiettivi professionali. Il tutto
in condivisione col responsabile di linea e poi con la funzione
HR.
Un vantaggio per
tutti, dunque…
Cortese: Certo. Tutti, la capogruppo e i nostri clienti
settori, potranno ottenere il beneficio di parlare un linguaggio
comune su una piattaforma condivisa.