Il nome Italtel è sinonimo
di telecomunicazioni all’insegna di una continua innovazione.
Presente in Europa, Russia e America Latina conta circa 2.200
dipendenti, di cui il 55% impiegati nell’area sviluppo e
innovazione.
Negli ultimi anni la Società ha affrontato molti cambiamenti
che hanno notevolmente mutato il focus del business: a partire
dal 2000 si è assistito a un cambio di assetto azionario,
a ristrutturazioni organizzative (mediante scorpori e fusioni
e strutturazione della Società in business unit) e ad un
deciso riposiziomento strategico, . Se infatti storicamente l’azienda
copriva il mercato delle telecomunicazioni a tutto campo, oggi
il core business è concentrato nel segmento della convergenza
delle reti a banda larga e nei servizi professionali d’integrazione.
Italtel cioè progetta, sviluppa e installa soluzioni per
reti multiservizio di nuova generazione (integrazione voce e dati),
configurandosi quindi come system integrator e partner agli operatori
di telecomunicazioni.
Questo cambio di focus ha portato
ad una riorganizzazione delle funzioni aziendali intorno alle
figure professionali richieste dal nuovo business. Per la funzione
HR questo ha significato, tra l’altro, una continua mappatura
degli skill presenti in aziendaper poter gestire al meglio la
ricerca e la formazione di nuove competenze. Un lavoro complesso,
in cui il supporto della tecnologia si è rivelato decisivo:
ne abbiamo parlato con Silvano Pozzi, CIO di Italtel.
Come è nato il
progetto di riorganizzazione del sistema informativo HR?
Facciamo un passo indietro. Grazie al vecchio sistema legacy basato
su mainframe nel corso del tempo è stato possibile seguire
tutti gli eventi aziendali ed adattarsi ad essi in maniera tempestiva.
Tuttavia, i limiti tecnologici e di integrazione e i costi relativi
che caratterizzano un’architettura mainframe-based, combinati
con il riposizionamento strategico dell’azienda che ha imposto
time-to-market molto più stringenti, ci hanno costretto
ad una radicale evoluzione dell’intera architettura tecnologico/applicativa.
Come sistema gestionale ‘enterprise-wide’ è
stato scelto SAP. Circa un anno fa è partito anche il progetto
relativo ai processi HR, che si è sviluppato intorno alla
soluzione Personnel Development di SAP. Questo progetto si inserisce
in un contesto di cambiamento più generale che ha investito
l’area HR: contestualmente alle innovazioni tecnologiche
è stato disposto anche l’outsourcing della parte
di amministrazione del personale (affidata alla società
HRS del Gruppo FIAT) relativa alle attività di rilevazione
presenze, payroll, gestione trasferte. L’area più
strategica, quella riferita alla gestione delle risorse, è
stata mantenuta all’interno dell’azienda, riprogettando
però i processi e i relativi sistemi di supporto.
Quali criteri vi hanno guidati nella scelta fra insourcing
e outsourcing?
Italtel è un azienda che disegna la propria organizzazione
sulla base delle esigenze di business, ed è molto professionalizzata:
il 40% dei dipendenti è laureato, e i diplomati costituiscono
un altro 40%. Questo il valore forte che l’azienda può
portare sul mercato, ed è chiara quindi l’attenzione
di HR nel gestire il patrimonio delle competenze.
Quali erano le vostre esigenze e quali le criticità
dei sistemi precedenti?
La direzione HR necessitava di un’analisi di dettaglio,
costantemente aggiornata, sulla forza lavoro, in virtù
anche di una situazione di costante evoluzione.
I processi HR sono fortemente integrati tra loro, ma tutto parte
dalla definizione della struttura organizzativa: grazie alla mappatura
dei ruoli professionali è possibile allinearsi con i requisiti
organizzativo/professionali necessari per realizzare la missione
aziendale o della specifica unità operativa. Questo è
il punto di partenza per prevedere necessità di evoluzione
delle competenze e quindi delle risorse, definire piani di reclutamento,
mobilità interna e possibilità di evoluzioni professionali:
tutte attività basate non solo su analisi interne all’azienda,
ma anche sulla conoscenza del mercato professionale.
La rilevazione delle competenze sulle aree aziendali principali
avveniva tramite formulari cartacei che richiedevano poi un inserimento
manuale e sintetico nel sistema legacy. Grazie alla nuova soluzione
questa anche questa attività sarà supportata da
SAP.

Per le attività
di reporting e di analisi dei dati avete scelto Business Objects…
L’implementazione di SAP R/3 imponeva una scelta, per la
tecnologia di query & reporting, che consentisse la piena
integrazione dei dati e che fosse coerente con il contesto aziendale.
Le soluzioni Business Objects si integrano perfettamente con l’ambiente
operazionale SAP HR, e questo è stato un elemento decisivo
per la scelta del prodotto. Si tratta inoltre di soluzioni pacchettizzate
e flessibili, che consentono di costruire basi dati di tutte le
attività ed operarvi con facilità.
Come utilizzate questi prodotti?
Utilizzando BusinessObjects il reparto HR è in grado di
definire gli indicatori, e il formato della reportistica standard.>Grazie
a WebIntelligence poi queste soluzioni verranno messe direttamente
a disposizione dei manager sulla Intranet, così da poter
effettuare i necessari approfondimenti e analisi dei dati ed avere
così il quadro aggiornato dell’evoluzione dei processi,
tutte caratteristiche che rappresentano un indiscutibile valore
aggiunto rispetto alle soluzioni tradizionali di reportistica
cartacea e statica. Con gli strumenti Business Objects la costruzione
dei report è relativamente semplice, ed è possibile
visualizzare analisi complesse in modo intuitivo, scegliendo diverse
possibilità di rappresentazione dei dati (grafici, tabelle…).
Alla base della nostra scelta, ripeto, c’è stata
la verifica della capacità di integrazione dei dati e di
tutti gli aspetti dei diversi processi della funzione HR.
Programmi futuri?
La flessibilità e risultati che è possibile ottenere
ci spingono ad attivare soluzioni analoghe in tutti i processi
aziendali. La scelta di Business Objects è stata fatta
anche pensando ad una integrazione con gli altri dipartimenti
aziendali. In ambito HR, la costruzione di cruscotti per l’executive:
un progetto che richiede un notevole lavoro di preparazione nella
definizione di una metodologia e di parametri flessibili ma sistematici.