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Alenia Aeronautica Spa

Il valore della collaborazione
per il successo della business
intelligence

Intervista a Mario D’Amore, responsabile dello sviluppo dei progetti di business intelligence di Alenia Aeronautica
di Eleonora Rambaldi

Oltre 12.000 velivoli prodotti dal 1912 ad oggi, più di 9.300 dipendenti distribuiti nei diversi siti in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Puglia, clienti sparsi in tutto il mondo: Alenia Aeronautica si presenta come una realtà composita. Società appartenente al gruppo Finmeccanica, Alenia Aeronautica Spa si occupa di progettazione, realizzazione, trasformazione e assistenza di velivoli e sistemi aeronautici sia civili che militari. In una realtà così complessa e distribuita sul territorio, la gestione dei dati diventa un fattore strategico: ne abbiamo parlato con Mario D’Amore, responsabile dello sviluppo dei progetti di business intelligence in Alenia.

In quali ambiti avete introdotto la business intelligence in azienda?
Il nostro è stato un approccio graduale: abbiamo iniziato con progetti limitati, sulla base delle esigenze che ci venivano segnalate dalle diverse funzioni. Oggi la business intelligence ci supporta nell’ambito del controllo qualità, del controllo industriale e sull’avanzamento della produzione, con una serie di report sia statici che dinamici. Grazie agli indubbi vantaggi apportati, l’utilizzo di applicativi di business intelligence è cresciuto nel tempo, al punto che oggi stiamo iniziando a strutturare il progetto di costruzione del data warehouse aziendale. Da qualche mese poi siamo impegnati in un lavoro complesso, che coinvolge il controllo di gestione.

Con quale criterio scegliete gli ambiti di applicazione?
Partiamo sempre dalle richieste e dalle sollecitazioni che ci arrivano. Spesso i colleghi del business percepiscono necessità a cui però, ovviamente, non saprebbero come far fronte tecnicamente, e si rivolgono a noi. Il nostro compito è quello di raccogliere i requisiti richiesti e trovare la migliore soluzione: intanto attraverso un’analisi di benchmark per selezionare il prodotto più idoneo, e poi decidendo se customizzare gli applicativi all’interno o delegare terze parti.

Quali erano, in questo caso, le esigenze del Controllo di gestione?
Gli utenti del controllo di gestione necessitavano di un ambiente completamente integrato che gestisse tutte le loro attività. Per esempio: produrre i report mensili per il management era un compito estremamente oneroso. Intanto la raccolta dei dati doveva essere effettuata da fonti diverse e disomogenee: database, fogli excell, persino documenti cartacei. Poi c’era il lavoro del confezionamento dei report, che non era banale: pensi che si tratta di produrre documenti che possono arrivare ad un migliaio di pagine… Tutto questo impegnava diverse persone per una buona parte del mese.

Quali soluzioni avete scelto?
Avendo già in gran parte delle funzionalità in ambiente SAP è stato utilizzato per le restanti funzioni il Business Warehouse. Per il front end, la scelta è caduta, nella maggior parte della reportistica, su Business Objects, in particolare WebIntelligence, che abbiamo realizzato in casa.



Quali sono stati i tempi di realizzazione del progetto? Avete incontrato criticità nell’integrazione fra il sistema SAP e il front end Business Objects?
Attualmente stiamo chiudendo la prima fase, che ha richiesto in totale circa un anno di lavoro. Alla parte relativa a Business Objects, quindi la realizzazione del sistema di reporting in ambiente web e la customizzazione dei report per tipologie di argomenti, ci siamo dedicati dal dicembre 2002. L’integrazione fra SAP e Business Objects è stata ottimale, e non ha presentato problemi. Ora abbiamo iniziato la fase 2, che prevede l’implementazione di ulteriori funzioni avanzate.

Che feedback avete dagli utilizzatori?
Gli utenti sono pienamente soddisfatti: pensi che oggi, per produrre i report mensili, sono sufficienti poche ore… E oltre all’evidente risparmio di tempo gli utenti possono usufruire di una serie di funzionalità avanzate, grazie all’utilizzo spinto delle possibilità di personalizzazione che il prodotto prevede, in particolare gli strumenti di profilazione. I vari utenti sono diversificati sulla base dei loro profili: a ciascuno di essi sono associate le tipologie di documenti a cui ha accesso, e l’utilizzo che può farne, dalla semplice visualizzazione alla creazione di nuovi report.

Quali sono, a Suo avviso, i fattori chiave di successo di un progetto di business intelligence, particolarmente nel caso di obiettivi complessi ed ambiziosi?
L’aspetto più importante, e che differenzia in modo decisivo le modalità di lavoro attuali da quelle tradizionali, è che per soddisfare le esigenze che vengono manifestate non si può prescindere da coloro che andranno ad utilizzare i prodotti. Prima i sistemi informativi procedevano attraverso la raccolta dei requisiti, per passare subito all’implementazione ed infine alla fase di testing. Oggi l’approccio è diverso: si procede per prototipi che vengono di volta in volta sottoposti agli utenti e quindi affinati sulla base delle loro indicazioni. Quindi la collaborazione fra i sistemi informativi e il business è strettissima, direi che si tratta di uno scambio giornaliero. Noi abbiamo lavorato con una task force in cui erano presenti tutti: i tecnici, il business e, soprattutto nella fase iniziale, persone di Business Objects e di Elsag, la società che ci ha supportato nell’implementazione di SAP. E’ importante l’appoggio di chi conosce il prodotto.

Quale funzione devono avere i fornitori di tecnologia?
Il rapporto con i partner tecnologici è il secondo fattore chiave di successo: se la scelta del prodotto è importante, si può altrettanto dire che un ottimo prodotto può rivelarsi inutilizzabile se non è supportato in modo serio e professionale dall’azienda che lo fornisce. Business Objects è utilizzato in Alenia dal 1999 e la collaborazione è in continua evoluzione, al punto che oggi sono oltre 150 gli utilizzatori di prodotti BO nella nostra azienda. Questo è il risultato non solo della qualità, soprattutto in termini di flessibilità e semplicità d’uso, del prodotto, ma anche del supporto costante che abbiamo sempre ricevuto dal personale Business Objects: ricevere risposte qualificate e veloci dal fornitore in caso di problemi di carattere tecnico significa poter dare soluzioni rapide al proprio utente interno, e questo migliora la qualità del lavoro. Viceversa, se i tempi di risposta e di assistenza si allungano, il prodotto stesso e le sue funzionalità rischiano di perdere valore.