Oltre 12.000 velivoli prodotti dal 1912 ad
oggi, più di 9.300 dipendenti distribuiti nei diversi siti
in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Puglia, clienti sparsi
in tutto il mondo: Alenia Aeronautica si presenta come una realtà
composita. Società appartenente al gruppo Finmeccanica,
Alenia Aeronautica Spa si occupa di progettazione, realizzazione,
trasformazione e assistenza di velivoli e sistemi aeronautici
sia civili che militari. In una realtà così complessa
e distribuita sul territorio, la gestione dei dati diventa un
fattore strategico: ne abbiamo parlato con Mario D’Amore,
responsabile dello sviluppo dei progetti di business intelligence
in Alenia.
In quali ambiti avete introdotto la business intelligence
in azienda?
Il nostro è stato un approccio graduale: abbiamo iniziato
con progetti limitati, sulla base delle esigenze che ci venivano
segnalate dalle diverse funzioni. Oggi la business intelligence
ci supporta nell’ambito del controllo qualità, del
controllo industriale e sull’avanzamento della produzione,
con una serie di report sia statici che dinamici. Grazie agli
indubbi vantaggi apportati, l’utilizzo di applicativi di
business intelligence è cresciuto nel tempo, al punto che
oggi stiamo iniziando a strutturare il progetto di costruzione
del data warehouse aziendale. Da qualche mese poi siamo impegnati
in un lavoro complesso, che coinvolge il controllo di gestione.
Con quale criterio scegliete gli ambiti di applicazione?
Partiamo sempre dalle richieste e dalle sollecitazioni che ci
arrivano. Spesso i colleghi del business percepiscono necessità
a cui però, ovviamente, non saprebbero come far fronte
tecnicamente, e si rivolgono a noi. Il nostro compito è
quello di raccogliere i requisiti richiesti e trovare la migliore
soluzione: intanto attraverso un’analisi di benchmark per
selezionare il prodotto più idoneo, e poi decidendo se
customizzare gli applicativi all’interno o delegare terze
parti.
Quali erano, in questo caso, le esigenze del Controllo
di gestione?
Gli utenti del controllo di gestione necessitavano di un ambiente
completamente integrato che gestisse tutte le loro attività.
Per esempio: produrre i report mensili per il management era un
compito estremamente oneroso. Intanto la raccolta dei dati doveva
essere effettuata da fonti diverse e disomogenee: database, fogli
excell, persino documenti cartacei. Poi c’era il lavoro
del confezionamento dei report, che non era banale: pensi che
si tratta di produrre documenti che possono arrivare ad un migliaio
di pagine… Tutto questo impegnava diverse persone per una
buona parte del mese.
Quali soluzioni avete scelto?
Avendo già in gran parte delle funzionalità in ambiente
SAP è stato utilizzato per le restanti funzioni il Business
Warehouse. Per il front end, la scelta è caduta, nella
maggior parte della reportistica, su Business Objects, in particolare
WebIntelligence, che abbiamo realizzato in casa.

Quali sono stati i tempi di realizzazione del progetto?
Avete incontrato criticità nell’integrazione fra
il sistema SAP e il front end Business Objects?
Attualmente stiamo chiudendo la prima fase, che ha richiesto
in totale circa un anno di lavoro. Alla parte relativa a Business
Objects, quindi la realizzazione del sistema di reporting in ambiente
web e la customizzazione dei report per tipologie di argomenti,
ci siamo dedicati dal dicembre 2002. L’integrazione fra
SAP e Business Objects è stata ottimale, e non ha presentato
problemi. Ora abbiamo iniziato la fase 2, che prevede l’implementazione
di ulteriori funzioni avanzate.
Che feedback avete dagli utilizzatori?
Gli utenti sono pienamente soddisfatti: pensi che oggi, per produrre
i report mensili, sono sufficienti poche ore… E oltre all’evidente
risparmio di tempo gli utenti possono usufruire di una serie di
funzionalità avanzate, grazie all’utilizzo spinto
delle possibilità di personalizzazione che il prodotto
prevede, in particolare gli strumenti di profilazione. I vari
utenti sono diversificati sulla base dei loro profili: a ciascuno
di essi sono associate le tipologie di documenti a cui ha accesso,
e l’utilizzo che può farne, dalla semplice visualizzazione
alla creazione di nuovi report.
Quali sono, a Suo avviso, i fattori chiave di successo
di un progetto di business intelligence, particolarmente nel caso
di obiettivi complessi ed ambiziosi?
L’aspetto più importante, e che differenzia
in modo decisivo le modalità di lavoro attuali da quelle
tradizionali, è che per soddisfare le esigenze che vengono
manifestate non si può prescindere da coloro che andranno
ad utilizzare i prodotti. Prima i sistemi informativi procedevano
attraverso la raccolta dei requisiti, per passare subito all’implementazione
ed infine alla fase di testing. Oggi l’approccio è
diverso: si procede per prototipi che vengono di volta in volta
sottoposti agli utenti e quindi affinati sulla base delle loro
indicazioni. Quindi la collaborazione
fra i sistemi informativi e il business è strettissima,
direi che si tratta di uno scambio giornaliero. Noi abbiamo
lavorato con una task force in cui erano presenti tutti: i tecnici,
il business e, soprattutto nella fase iniziale, persone di Business
Objects e di Elsag, la società che ci ha supportato nell’implementazione
di SAP. E’ importante l’appoggio di chi conosce il
prodotto.
Quale funzione devono avere i fornitori di tecnologia?
Il rapporto con i partner tecnologici è il secondo fattore
chiave di successo: se la scelta del prodotto è importante,
si può altrettanto dire che un ottimo prodotto può
rivelarsi inutilizzabile se non è supportato in modo serio
e professionale dall’azienda che lo fornisce. Business Objects
è utilizzato in Alenia dal 1999 e la collaborazione è
in continua evoluzione, al punto che oggi sono oltre 150 gli utilizzatori
di prodotti BO nella nostra azienda. Questo è il risultato
non solo della qualità, soprattutto in termini di flessibilità
e semplicità d’uso, del prodotto, ma anche del supporto
costante che abbiamo sempre ricevuto dal personale Business Objects:
ricevere risposte qualificate
e veloci dal fornitore in caso di problemi di carattere tecnico
significa poter dare soluzioni rapide al proprio utente interno,
e questo migliora la qualità del lavoro. Viceversa,
se i tempi di risposta e di assistenza si allungano, il prodotto
stesso e le sue funzionalità rischiano di perdere valore.