Editoriale
Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects
Si dice che le informazioni non sono mai
troppe – ma possono diventarlo. Quando si ricevono decine
di report ed email relativi a campagne marketing, scorte di magazzino,
obiettivi di fatturato e forecast, riuscire a prioritizzare tutte
queste informazioni può rappresentare una vera sfida. E soprattutto,
nonostante questo accumulo di dati, rimane spesso impossibile rispondere
alla domanda fondamentale: “Quali sono le prestazioni della
mia azienda oggi?”.
Molte aziende stanno scoprendo che l’Enterprise
Performance Management (EPM) può rappresentare la soluzione
di questo problema. Basato su un fondamento strategico di sistemi
di business intelligence che abbracciano l’intera organizzazione,
l’EPM permette di allineare tattiche, strategie, processi
e obiettivi attraverso tutti i dipartimenti aziendali, aiutando
a ottimizzare le prestazioni globali dell’organizzazione.
In realtà, l’EPM non è nulla
di nuovo: le aziende cercano da sempre di gestire e migliorare le
proprie prestazioni, basti pensare alle soluzioni EIS (Executive
Information Systems) implementate 10 o 20 anni fa. Il principio
sul quale si basa l’EPM rimane lo stesso: la definizione delle
strategie si integra con un processo a ciclo continuo nel quale
un’organizzazione definisce i propri obiettivi, controlla
le metriche relative alle prestazioni, analizza le informazioni,
prende decisioni proattive e agisce.
Oggi, tutto questo risulta particolarmente oneroso
da realizzare perché le informazioni, disperse in una miriade
di applicativi e divisioni, sono in costante crescita in termini
di volume e complessità. D’altra parte, un decennio
di evoluzione delle soluzioni di business intelligence ha reso la
tecnologia abilitante dell’EPM sempre più sofisticata
e affidabile. Inoltre, oggi l’EPM incorpora best practice
sviluppate da aziende e consulenti nel corso di anni di esperienza.
Secondo Gartner, entro il 2005 il 40% delle grandi
imprese avrà implementato soluzioni di EPM. L’attuale
situazione economica rende infatti l’EPM più strategico
che mai: il fatturato è in calo, i margini sono a rischio,
la concorrenza spietata. Per affrontare tutto questo, è necessario
ridurre i costi e incrementare le prestazioni del business nella
sua globalità.
L’EPM permette di conseguire questi
obiettivi valorizzando i sistemi informativi già presenti
in azienda. Grazie alle soluzioni di business intelligence, capaci
di offrire sofisticate modalità di visualizzazione e cruscotti
personalizzati, i business manager possono avere a portata di mano
i key performance indicator (KPI) in grado di trasformare il management
proattivo e predittivo in una realtà.
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