>> Torna al sito
>> Arretrati


Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects
Sebastiano Missineo
Direttore Insight


Ascoltare, capire, proporre: la relazione con il cliente che cambia
Intervista a Giglio del Borgo, direttore generale di American Express Italia


La prima extranet della P.A. per la diffusione delle statistiche
Intervista ad Alberto Sorce, coordinatore informatico del dipartimento delle statistiche economiche di ISTAT
Informazioni e condivisione: i parametri del cambiamento
Intervista a Fabio Pittana e Luca Perego, direttore Centrale e responsabile S.I. di Arca Vita Spa


Marketing one-to-one
Lo strumento dell'impresa "customer centric"
Tempo e qualità: i fattori chiave del business
i vantaggi della nuova versione di Application Foundation
Orientamento al cliente: scelte strategiche e tecnologiche
Intervista a Maria Angela Albertotti, responsabile CRM e comunicazione del gruppo BPCI


La tecnologia al servizio del cittadino
Una panoramica internazionale di soluzioni già operative

 


Editoriale

Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects





 

 

Si dice che le informazioni non sono mai troppe – ma possono diventarlo. Quando si ricevono decine di report ed email relativi a campagne marketing, scorte di magazzino, obiettivi di fatturato e forecast, riuscire a prioritizzare tutte queste informazioni può rappresentare una vera sfida. E soprattutto, nonostante questo accumulo di dati, rimane spesso impossibile rispondere alla domanda fondamentale: “Quali sono le prestazioni della mia azienda oggi?”.

Molte aziende stanno scoprendo che l’Enterprise Performance Management (EPM) può rappresentare la soluzione di questo problema. Basato su un fondamento strategico di sistemi di business intelligence che abbracciano l’intera organizzazione, l’EPM permette di allineare tattiche, strategie, processi e obiettivi attraverso tutti i dipartimenti aziendali, aiutando a ottimizzare le prestazioni globali dell’organizzazione.

In realtà, l’EPM non è nulla di nuovo: le aziende cercano da sempre di gestire e migliorare le proprie prestazioni, basti pensare alle soluzioni EIS (Executive Information Systems) implementate 10 o 20 anni fa. Il principio sul quale si basa l’EPM rimane lo stesso: la definizione delle strategie si integra con un processo a ciclo continuo nel quale un’organizzazione definisce i propri obiettivi, controlla le metriche relative alle prestazioni, analizza le informazioni, prende decisioni proattive e agisce.

Oggi, tutto questo risulta particolarmente oneroso da realizzare perché le informazioni, disperse in una miriade di applicativi e divisioni, sono in costante crescita in termini di volume e complessità. D’altra parte, un decennio di evoluzione delle soluzioni di business intelligence ha reso la tecnologia abilitante dell’EPM sempre più sofisticata e affidabile. Inoltre, oggi l’EPM incorpora best practice sviluppate da aziende e consulenti nel corso di anni di esperienza.

Secondo Gartner, entro il 2005 il 40% delle grandi imprese avrà implementato soluzioni di EPM. L’attuale situazione economica rende infatti l’EPM più strategico che mai: il fatturato è in calo, i margini sono a rischio, la concorrenza spietata. Per affrontare tutto questo, è necessario ridurre i costi e incrementare le prestazioni del business nella sua globalità.

L’EPM permette di conseguire questi obiettivi valorizzando i sistemi informativi già presenti in azienda. Grazie alle soluzioni di business intelligence, capaci di offrire sofisticate modalità di visualizzazione e cruscotti personalizzati, i business manager possono avere a portata di mano i key performance indicator (KPI) in grado di trasformare il management proattivo e predittivo in una realtà.