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Arretrati
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CRM/one-to-one.
Marketing one-to-one come
strumento dell’impresa
“customer centric”
Oggi gli studi di marketing esplorano due ampie aree della relazione
con il cliente fino ad ora meno approfondite: le applicazioni
che valorizzano il sistema informativo aziendale ed i nuovi media
interattivi.
Già da tempo si erano evidenziati i limiti dell’impresa
industriale nell’approccio tradizionale al mercato. Questo
prevedeva una gestione indiretta della relazione con il cliente
tramite l’intermediazione commerciale. L’aumento della
concorrenza nell’offerta spostava infatti il potere contrattuale
a favore dell’impresa distributiva che aveva addirittura
iniziato a concorrere direttamente con i produttori con l’introduzione
della marca commerciale.
La risposta dell’impresa industriale si è dapprima
concentrata sulla distribuzione, con la creazione della funzione
di trade marketing. Questo aveva la finalità di gestire
il rapporto con i canali commerciali, facilitare la vendita dei
prodotti aziendali (sia verso il cliente finale sia verso gli
intermediari commerciali) e acquisire preziose informazioni sul
mercato.
Un passo ulteriore è stato l’avvio delle operazioni
di direct marketing. Queste sono delle iniziative tattiche volte
a generare vendite incrementali concentrando l’attenzione
su quei segmenti di clientela a maggior potenziale. L’obiettivo
delle azioni di direct marketing è stato per la maggior
parte concentrato sulla commercializzazione e proprio per questo
la loro valenza era di breve periodo. Si trattava di “saccheggiare”
il mercato senza porre le basi per un rapporto duraturo.
Esaurito lo slancio commerciale e in seguito ai primi ritorni
negativi, dovuti alle azioni spesso selvagge e non rispettose
della privacy dei clienti, l’impresa industriale non era
ancora riuscita a creare quel tanto agognato rapporto diretto
che le permettesse di scavalcare il filtro della distribuzione
commerciale. E’ in questo momento che lo scenario mutava
e gli sviluppi della tecnologia offrivano nuovi strumenti di comunicazione
e di interscambio. Allo stesso tempo il consumatore acquisiva
coscienza della sua forza e si proponeva al mercato con aspettative
crescenti sulla qualità del servizio. L’evoluzione
del consumatore che lo faceva passare da semplice soggetto passivo
ad attore proattivo (“il cosiddetto “prosumer”)
gli faceva ricercare con più insistenza la relazione con
l’impresa, fino al punto di influire in più occasioni
addirittura sul suo processo decisionale.
Con l’avvento di Internet e lo sviluppo delle telecomunicazioni
la relazione tra impresa e cliente si è arricchita di nuovi
strumenti. I nuovi canali di comunicazione da un lato favoriscono
i rapporti tra produttore e consumatore, entrando anche a far
parte degli elementi principali del vantaggio competitivo, e dall’altro,
inevitabilmente, aumentano la complessità del sistema economico
nel suo insieme e delle singole organizzazioni che ne fanno parte.
La nascita di nuove forme distributive, lo sviluppo di nuovi canali
di comunicazione e la disponibilità di numerose informazioni
sui clienti sono alcune delle caratteristiche dell’attuale
scenario competitivo.
Le imprese hanno affrontato questo nuovo contesto investendo nelle
attività di customer relationship management. Molte imprese
hanno aperto un proprio call center (o ne utilizzano uno in outsourcing),
hanno addestrato gli operatori e tutto il personale che veniva
in contatto con il cliente, hanno sviluppato il proprio sito Internet,
hanno messo a disposizione della clientela un numero verde e un
indirizzo e-mail per essere raggiunte.
Questo nuovo approccio ha alimentato gli studi di marketing che
si sono concentrati su tre nuovi fenomeni: il marketing interattivo,
il marketing relazionale e la multicanalità.
Il marketing interattivo consisteva nell’opportunità
di interagire con il cliente per acquisire le sue esigenze, personalizzare
quindi l’offerta e, infine, verificare il grado di soddisfazione
del cliente. Per fare ciò l’impresa doveva partire
dal concetto di qualità attesa dal cliente per guidare
la produzione e poi verificare la soddisfazione del cliente misurando
la qualità percepita. Si tratta di un paradigma che ribalta
l’approccio che vedeva l’impresa produttrice concentrata
sulla tecnologia, sui processi produttivi e sul prodotto. Questa
ha dovuto investire sulla sua organizzazione con la finalità
di migliorare i livelli di reattività e di sviluppare la
predisposizione e la capacità di ascolto. Allo stesso tempo
ha dovuto ampliare il sistema informativo per essere in grado
di accogliere le informazioni provenienti dal mercato e renderle
utili per segmentare con maggiore accuratezza i propri clienti
e mantenere nota delle relazioni con loro intercorse. Proprio
la disponibilità di un patrimonio informativo sui clienti
ha posto nuove sfide e nuove opportunità da sfruttare.
Una di queste è la profilazione dei clienti. Essa definisce
il profilo del cliente, come un insieme organizzato delle informazioni
disponibili: le sue caratteristiche, le sue esigenze, i suoi desideri,
la sua capacità di spesa e le altre variabili rilevanti
nel rapporto con l’impresa. Per questo motivo la profilazione
rappresenta il presupposto che permette all’impresa di far
sì che ogni nuovo rapporto sia la continuazione e lo sviluppo
di quelli precedenti. La profilazione della clientela è
anche alla base di una nuova modalità di rapportarsi con
il cliente che va sotto il nome di marketing relazionale.
Mentre marketing diretto e marketing interattivo vengono utilizzati
il più delle volte per acquisire un nuovo cliente, personalizzare
l’offerta e svolgere attività tattiche, il marketing
relazionale mira ad instaurare con il cliente una relazione duratura.
Attraverso l’approccio di marketing relazionale (o relationship
marketing) l’impresa attua tutte quelle attività
finalizzate a creare, mantenere e sviluppare le relazioni con
i suoi attuali clienti al fine di soddisfare il maggior numero
possibile di esigenze per un arco temporale lungo.
L’obiettivo dell’impresa diventa quindi di vendere
ad ogni cliente il maggior numero di prodotti e servizi più
che nel vendere lo stesso prodotto o servizio al maggior numero
di clienti possibili: si tende ad aumentare quindi il portafoglio
prodotti più di quanto ci si impegni ad aumentare il portafoglio
clienti.
D’altro canto la scelta di perseguire una strategia di marketing
relazionale assicura all’impresa importanti vantaggi di
costo derivanti dai minori costi di commercializzazione, dovuti
alla conoscenza dei propri clienti ed alle buone relazioni.
Il marketing relazionale comporta quindi un impegno consistente
e costante verso ogni cliente e consiste anche nel farsi carico
di tutti i problemi che il cliente affronta nel soddisfacimento
del suo bisogno.
Il marketing relazionale, anche se al momento non risulta ancora
molto diffuso nelle aziende italiane, potrà diventare indispensabile
nel prossimo futuro per il continuo acuirsi della pressione competitiva.
Per attuare un’efficace politica di marketing relazionale
l’impresa deve fare affidamento sia su un database efficiente
in grado di memorizzare i dati dei clienti e tutti i rapporti
intercorsi, ma anche su applicativi intelligenti in grado di supportare
il personale aziendale nella relazione.
E’ proprio sulla relazione che l’impresa deve investire
perché da un marketing di massa (one-to-many) si passa
sempre più verso una personalizzazione del rapporto. Il
marketing relazionale impone infatti alle imprese che lo adottano
una tale personalizzazione del rapporto da definire tale approccio
marketing on-to-one.
Tale personalizzazione si realizza in primo luogo nei contenuti
scambiati, nella consulenza offerta, ma giunge anche a definire
il mezzo di comunicazione utilizzato.
E’ per tale motivo che si è sviluppata l’esigenza
per le imprese di attuare una strategia multicanale (multichannel
marketing strategy). La multicanalità favorisce l’espressione
completa delle esigenze del cliente, secondo le modalità
a lui più consone (di persona, al telefono, tramite Internet,
via SMS, via mail, ecc.).
In conclusione questo nuovo approccio impone all’impresa
di essere interprete del mondo del cliente. L’impresa deve
seguire e guidare il consumatore con la sua esperienza assicurando
la soddisfazione di quest’ultimo nel maggior numero di occasioni
possibili. Per fare ciò è la stessa azienda che
modifica, non solo la sua offerta, ma anche la sua stessa essenza,
costruendo la sua realtà intorno a quella del cliente.
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