Quando si parla di Poste Italiane si parla di
grandi numeri: un servizio postale rivolto a tutta la popolazione
italiana, 2 milioni e 600mila nuovi conti BancoPosta dal maggio
2000 e 14.000 uffici postali dislocati su tutto il territorio
nazionale (considerando che, in totale, gli sportelli bancari
aperti in Italia sono 27.000 si ha un’idea delle dimensioni
dell’azienda).
Un progetto di CRM in una struttura di queste dimensioni costituisce
una sfida importante, sia per il management che per la tecnologia,
ed il suo successo può servire da interessante best practice.
Per questo Insight è voluto entrare nei dettagli del progetto
SESAMO di BancoPosta, la divisione di Poste Italiane deputata
all’erogazione dei servizi finanziari. Abbiamo parlato con
Luigi Baronci, responsabile Database Marketing e Marco Vitale,
responsabile pianificazione commerciale nell’ambito della
direzione retail di BancoPosta.
Cominciamo dall’inizio…
(MV) Tutto è cominciato con un progetto pilota riguardante
il sistema Informativo di marketing: l’obiettivo fondamentale
era quello di organizzare i dati in un database al fine di definire
il profilo cliente. Il lavoro è iniziato intorno alla fine
del ’99, ed eravamo in due: Luigi che curava tutti gli aspetti
tecnologici, e io quelli relativi alla definizione degli obiettivi
di marketing e commerciali. A quei tempi i principali prodotti
finanziari erano i libretti e i buoni postali, ed il lancio del
nuovo conto BancoPosta era ancora in preparazione.
Fino alla fine del 2000 il nostro è stato un lavoro preparatorio,
destinato ad acquisire conoscenze e ad esaminare tutte le problematiche.
Solo più tardi il lavoro si è concretizzato nel
portale SESAMO (acronimo per Sistema Evoluto di Supporto Al Marketing
Operativo), a cui oggi lavora uno staff di 10 persone.
Esistevano già
delle strategie di CRM?
(LB) La situazione in ambito CRM era a quel tempo in fase
embrionale. Intanto, eravamo privi di informazioni fondamentali.
Basti pensare che non esisteva un’unica anagrafe clienti:
ogni prodotto aveva il suo database clienti, e per i libretti
postali esisteva esclusivamente un archivio cartaceo. Se Lei pensa
che da qualche mese è attivo il libretto on line, che consente
di fare qualunque operazione in rete, può capire i passi
avanti che sono stati fatti nel frattempo.
Quali sono state le scelte più
importanti?
(LB) Come prima cosa abbiamo deciso di unificare l’anagrafe
clienti, per avere un’unica fonte che tenesse traccia di
tutti i rapporti che il cliente aveva con noi: in questo caso
il grande sforzo dei sistemi informativi di BancoPosta è
stato quello di migrare ed uniformare i dati, che poi noi abbiamo
dovuto pulire.
Poi abbiamo scelto di non rivolgerci ad un unico fornitore, ma
di selezionare per ogni area le offerte più interessanti.
E per il front end la scelta è caduta su Business Objects.
Con quali criteri
avete scelto Business Objects?
(LB) Rispondeva ai requisiti che cercavamo: semplicità
di utilizzo e possibilità di assistenza in Italia grazie
alla presenza di una struttura adeguata. Senza contare la possibilità
di strutturare report con format estremamente semplici, e di renderli
immediatamente disponibili via internet.
E’ stata comunque determinante la decisione di Business
Objects di concederci la licenza d’uso in prova gratuita
per circa tre mesi. Così abbiamo avuto modo di testare
il prodotto e soprattutto di stressarlo per verificare che reggesse
il volume dei nostri dati.
Chi ha gestito
e coordinato i lavori?
(LB) La scelta strategica più importante è
stata quella di svolgere tutto in house. Marco ha seguito tutti
gli aspetti di business requirement, raccogliendo le esigenze
dei product manager sulle funzionalità del sistema, mentre
io dialogavo con i colleghi dei sistemi informativi, rendendo
comprensibili a loro le necessità informative del marketing.
L’attività ha riguardato i primi nove mesi del 2001.
(MV) E’ stata una scelta vincente. Generalmente in
progetti del genere la parte IT è curata dai Sistemi Informativi,
e quella relativa alla definizione dei requisiti è curata
dal settore marketing: i problemi che sorgono riguardano la comunicazione
fra i due comparti. Noi abbiamo adottato una strategia diversa:
costituire un gruppo tecnico all’interno della direzione
retail, e comporre la squadra di elementi con formazione e competenze
tecniche in tutte le aree della business intelligence (database,
reporting e statistica): Io e Luigi abbiamo lavorato a strettissimo
contatto, con uno scambio di conoscenze continuo. Inoltre abbiamo
imposto di avere un interlocutore preciso all’interno dei
sistemi operativi, che a sua volta aveva il ruolo di raccogliere
le nostre richieste e coordinarsi con i colleghi che dovevano
fornirci i dati.
La componente relazionale come
fattore critico di successo?
(MV) Assolutamente sì, la riteniamo fondamentale:
il lavoro side by side e la collaborazione dei sistemi informativi
hanno creato un interscambio continuo che si è rivelato
vincente per la riuscita di tutto il progetto. Naturalmente la
scelta di fare il più possibile all’interno della
struttura ha comportato anche un notevole risparmio di costi.
Infine è
nato SESAMO…
(LB) Da ottobre a dicembre 2001 abbiamo lavorato alla costruzione
del prototipo del portale, che è stato presentato nel gennaio
del 2002.
Più lungo è stato invece il lavoro sul lato back
office: nel primo trimestre 2001 abbiamo formalizzato ai sistemi
informativi le nostre richieste dati sulla base dei requisiti
del business. Così abbiamo iniziato a popolare il database.
Le attività di caricamento dati e di controllo dei flussi
sono durate tutto il 2001. Dal 4° trimestre 2001 è
stato possibile iniziare ad elaborare i dati raccolti. Nel 1°
semestre 2002 abbiamo iniziato a riempire il portale con i primi
report.
Dal giugno scorso abbiamo iniziato ad approcciare la segmentazione
della clientela, un lavoro che concluderemo entro quest’anno.
Com’è
strutturato SESAMO?
(LB) Attualmente nel portale sono presenti oltre 250 report,
la maggior parte dei quali vengono aggiornati settimanalmente:
ogni giovedì mattina vengono rese disponibili le informazioni
relative al fine settimana precedente. I report sono suddivisi
in tre categorie: vendite (ripartite per prodotto ed analizzate
sulla base dei principali indicatori, quello territoriale e cronologico),
prodotti (dove, come e quanto vengono utilizzati) e profili dei
clienti (chi sono, età, sesso, quale clientela stiamo acquisendo,
quale stiamo perdendo, come si distribuiscono sul territorio nazionale).
Chi utilizza
SESAMO?
(MV) Sesamo supporta oggi circa 80 colleghi, dirigenti
e product manager degli uffici direttivi centrali ed i responsabili
territoriali di BancoPosta, con accesso a differenti livelli di
dettaglio.
Che riscontri
avete dagli utenti?
(LB) Estremamente positivi, il portale è utilizzatissimo:
i più interessati sono naturalmente i colleghi sul territorio,
che traggono grande vantaggio dal poter esaminare in modo immediato
ed autonomo le informazioni, che prima venivano loro veicolate
con grosso ritardo dalla sede centrale: sono loro a segnalarci
immediatamente ogni tipo di problema.
Ci sono state
difficoltà nell’utilizzo degli strumenti?
(LB) Assolutamente no. Per la strutturazione dei report,
abbiamo dato assoluta priorità al contenuto rispetto alla
forma (il layout del portale per esempio è ancora molto
spartano). Abbiamo preferito non fornire solo i dati grezzi, ma
inserire contestualmente altre informazioni: percentuali, valori
medi, scostamenti, in modo da rendere agevole e trasparente la
lettura dei numeri.
Stiamo inoltre lavorando ad un sistema di alert automatico che,
al momento del login dell’utente, gli segnali i nuovi report
pubblicati dalla sua ultima visita.
Un ottimo strumento per il marketing, quindi.
(MV) Sicuramente, e su diversi fronti. Intanto fornisce
informazioni puntuali ed esaustive al marketing strategico (direttori
commerciali, direttori marketing, product manager) per il posizionamento
dei prodotti, le attese della clientela, i bisogni di clienti,
prospect ecc; inoltre, va ad alimentare il canale delle azioni
commerciali, per coprire l’intera gamma di possibilità
di contatto con il cliente: campagne commerciali, concorsi, direct
mailing, outbound, internet ecc. Tutto questo chiude il circolo
virtuoso di un sistema di marketing perfetto: la pianificazione
commerciale non potrebbe esistere se non fosse alimentata dal
database di marketing che trasforma i dati forniti dai sistemi
informativi in informazioni; viceversa il lavoro del database
di marketing viene valorizzato perché l’informazione
non resta fine a se stessa ma è utilizzata per garantire
il raggiungimento degli obiettivi di budget. In particolare ciò
ha consentito il lancio del progetto SPRINT (Specializzare Per
Realizzare Insieme Nuovi Traguardi) che, da marzo 2002, consente
ai maggiori uffici postali (ad oggi circa 2000) di disporre via
web dei dati sui loro clienti e di contattare quelli identificati
centralmente per le iniziative commerciali.