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INPS. Extracomunitari e lavoro:
il governo dei dati

Intervista a Giulio Blandamura, dirigente dei servizi informativi dell'INPS


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Il caso .

INPS.
Extracomunitari e lavoro: il governo dei dati.

Intervista a Giulio Blandamura, dirigente dei servizi informativi dell’INPS.


Basta entrare nel sito dell’Inps (www.inps.it) per accorgersi delle dimensioni del cambiamento che sta attraversando uno dei nostri colossi istituzionali più importanti. Da anni l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è impegnato a fornire in rete un numero sempre maggiore di servizi a cittadini ed imprese. Ogni nuovo servizio erogato viene progettato contemporaneamente off e on line, al fine di rendere gli utenti sempre più autonomi nell’accesso ad informazioni o nell’invio di dati e comunicazioni.
La nuova democrazia informatica richiede sicuramente un cambiamento strategico, ma anche un significativo supporto tecnologico, modulato di volta in volta sulle nuove esigenze.
Una delle necessità più attuali è la conoscenza delle dinamiche occupazionali relative ai lavoratori provenienti da paesi esterni all’Unione Europea: monitorare i flussi di ingresso e di uscita dei lavoratori extracomunitari, il loro gettito contributivo e le variazioni di impiego e di residenza ha una forte valenza strategica per molte attività istituzionali.
Inps sta per ultimare un complesso progetto in questa direzione. Ne abbiamo parlato con Giulio Blandamura, dirigente d’area presso la direzione centrale sistemi informativi e telecomunicazioni dell’Inps.

In che cosa consiste il “progetto extracomunitari”?
Il progetto extracomunitari è parte di un lavoro molto più ampio di costruzione del data warehouse aziendale, attualmente in fase conclusiva, che prevede la razionalizzazione, l’omogeneizzazione e l’integrazione delle diverse banche dati gestite da Inps.
Abbiamo frammentato il lavoro in tappe successive, mediante lo sviluppo separato di aree tematiche (pensioni, aziende con dipendenti, lavoratori e loro tipologie, ammortizzatori sociali), partendo però da un’unica visione d’insieme. In questo modo, al termine del lavoro sarà possibile “navigare” attraverso i dati ed analizzarli in una logica omogenea integrata.
Il progetto che riguarda i lavoratori extracomunitari si inserisce nell’ambito dell’osservatorio del mondo del lavoro.
Si tratta di un progetto particolare, perché le informazioni non provengono esclusivamente dal patrimonio Inps. La banca dati nasce infatti dalla legge 335/95, nota anche come legge Dini, che prescrive che l’INPS debba gestire l’anagrafica dei soggetti extracomunitari in possesso del permesso di lavoro. La legge recita: “Le questure forniscono all'INPS, tramite collegamenti telematici, le informazioni anagrafiche relative ai lavoratori extracomunitari ai quali è concesso il permesso di soggiorno; l'INPS, sulla base delle informazioni ricevute, costituisce un "Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari", da condividere con tutte le Amministrazioni pubbliche”.
Le Questure ci forniscono dunque periodicamente i dati sull’anagrafica del singolo lavoratore, la durata del suo permesso di soggiorno e la località da cui è entrato in Italia.
Queste informazioni non sarebbero però sufficienti per le attività istituzionali di nostra competenza, in particolare per l’attività ispettiva, essenzialmente volta all’emersione del lavoro nero. Per sapere, ad esempio, presso quali aziende i lavoratori sono impiegati, e verificare così la correttezza delle contribuzioni che li riguardano, è necessario integrare le informazioni provenienti dalle questure con l’archivio aziende in nostro possesso.
I dati contenuti in Inps non coprono l’intero arco temporale: la situazione contributiva ci viene comunicata dal fisco con un anno e mezzo di ritardo. Per superare questa difficoltà ci avvaliamo degli archivi INAIL, che sono più aggiornati. Il datore di lavoro ha infatti l’obbligo di comunicare all’ente l’avvenuta stipula del contratto di lavoro in tempi brevissimi. L’incrocio delle tre diverse banche dati consente dunque di verificare la correttezza della situazione contributiva nel tempo, per individuare eventuali atteggiamenti fraudolenti dell’azienda.

Criticità?
La presenza di tre database diversi implica inevitabilmente degli errori. Intanto, l’individuazione del soggetto viene fatta sulla base delle sole coordinate anagrafiche, e le problematiche che riguardano l’anagrafica extracomunitari sono complesse: l’alfabeto, le modalità di composizione del nome, i calendari differiscono tra i diversi paesi. Inoltre bisogna tenere conto del disallineamento temporale.
E’ necessario quindi far interagire tra loro le banche dati.
Ed è qui che entra in gioco la tecnologia Business Objects…
La tecnologia Business Objects governa tutto il front end, grazie all’utilizzo di WebIntelligence e di Application Foundation. Le analisi vengono effettuate a monte dal data warehouse aziendale. L’interfaccia scelta si avvale della grafica insiemistica: l’abbiamo scelta perché è estremamente intuitiva, e ci permette di navigare con facilità all’interno del mondo degli extracomunitari.
I dati che si trovano all’incrocio dei tre insiemi sono quelli che risultano contestualmente in tutti e tre i database, e possono considerarsi certi. Sulle variazioni è importante poi lavorare nel dettaglio, per comprenderne i motivi: è possibile così scoprire sia l’errore anagrafico che il lavoro nero.
Inoltre, sempre attraverso le soluzioni Business Objects, è possibile sezionare i dati per avere un quadro più dettagliato: per esempio posso trovare i lavoratori extracomunitari suddivisi per provincia di residenza, e poi sezionare ulteriormente i risultati per paese di provenienza. Posso anche verificare le dinamiche territoriali nel corso dell’anno, avere la visione territoriale degli extracomunitari che hanno maturato una prestazione, e verificarne la tipologia. Oppure analizzare la distribuzione degli extracomunitari per categoria d’impiego.

Oltre ad essere di supporto alle vostre attività ispettive, quali altre applicazioni possono avere questi dati?
Quello che noi forniremo sarà un servizio statistico, che potrà essere utilizzato a fini di ricerca, decisionali o di vigilanza. Informazioni di questo genere costituiscono un indispensabile supporto direzionale per tutti coloro che hanno necessità di capire il fenomeno dell’immigrazione, con prospettive e finalità diverse. Non appena sarà ultimato il progetto, i dati verranno perciò resi pubblici e disponibili a diverse entità: enti di ricerca e università per fini di studio, ma soprattutto organi di governo, ministeri ecc. Conoscere i dati significa poter meglio strutturare provvedimenti legislativi, calibrare interventi normativi di carattere istituzionale. Un esempio per tutti: sapere quanto è il contributo degli extracomunitari sul totale delle contribuzioni, conoscere il numero delle pensioni maturate permette una più efficace gestione del sistema pensionistico.

Che tipo di report è possibile ottenere con questi strumenti?
I report che utilizzano la grafica insiemistica sono di tipo statico: il loro obiettivo è sintetizzare le informazioni con la massima semplicità.
Poi ci sono i report dinamici, quelli tipici di WebIntelligence, con un’interfaccia che permette di formulare interrogazioni libere semplicemente attraverso il “drag and drop”, lo spostamento degli oggetti, senza neppure sapere che cosa sia una query: è sufficiente aprire un pannello di interrogazione per entrare in modo estremamente semplice nel dettaglio dei dati: per esempio i contributi utili versati dagli extracomunitari su base settimanale, confrontati nei diversi anni.
Il sistema permette di navigare tra le informazioni partendo da una visione d’insieme molto sintetica fino al singolo individuo: l’interrogazione può riguardare la macrocategoria fino al minimo dettaglio, dalla regione di ingresso, passando per la provincia fino ad arrivare ai dati anagrafici del singolo lavoratore.

Perché Business Objects?
Per questo progetto è stato fatto un capitolato di gara con una serie di requisiti che Business Objects soddisfaceva appieno.
In generale si può dire che la tecnologia Business Objects presenta un sistema di interrogazione che permette la creazione di report flessibili in tempi molto rapidi. Il vantaggio più significativo è comunque costituito dal fatto che consente l’accesso e la navigabilità dello strumento anche senza conoscere i database e i linguaggi di interrogazione. E questo non è poco, perché ci permette di mettere a disposizione di utenti non esperti una banca dati senza dover realizzare applicativi particolari, quindi in poco tempo e di conseguenza con una ottimizzazione dei costi.