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Arretrati
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Human
Resources.
Employee Relationship Management
Per fidelizzare le risorse strategiche.
La tecnologia al servizio della relazione: come cambia la gestione
del capitale umano.
Tra le modalità con cui l’economia
di rete ha modificato i comportamenti, sovvertito le abitudini,
sconvolto gli scenari ormai consolidati, la rapidità è
l’aspetto più significativo: l’adeguamento
al cambiamento continuo si sta rivelando un obbligo, sia nel privato
che nel business.
Lo scenario economico pone difficoltà che possono essere
superate brillantemente, a patto di riuscire ad aumentare la propria
competitività. Questo significa ottimizzare i processi
interni, controllare i costi, ma anche acquisire flessibilità
nell’approccio al mercato.
Una flessibilità ed un’apertura al nuovo che non
possono essere appannaggio solo del top management, ma devono
essere necessariamente condivise da tutti coloro che lavorano
in azienda.
Cambia dunque anche il ruolo e il peso delle risorse umane, che
da semplice costo diventano sempre più un elemento strategico
da valorizzare: la loro scelta, gestione ed ottimizzazione costituiscono
un’importante variabile nel raggiungimento degli obiettivi.
Una riprova della crescente attenzione nei confronti del capitale
umano è il moltiplicarsi di studi e ricerche sul tema,
sia in Italia che all’estero, che cercano di delineare gli
scenari futuri.
In un momento critico come quello attuale, e di non completa occupazione,
le aziende tendono a puntare sul contenimento delle spese, e così
anche la gestione del personale risulta attenta soprattutto ai
costi. Ma in un’ottica di medio – lungo periodo la
scelta si rivela poco efficace.
Se il mercato del lavoro in questo momento presenta ancora forti
criticità, e non solo nella realtà italiana, le
aziende devono iniziare a prepararsi ai futuri cambiamenti ormai
annunciati.
Intanto, la ripresa economica porterà ad una maggiore occupazione,
e quindi ad una diminuzione dell’offerta, che diventerà
critica soprattutto nel settore dell’Information Technology.
Una recente indagine IDC prevede che nel 2005 saranno 32 milioni
gli occupati nell’IT, o in settori correlati: per avere
un’idea delle proporzioni, il 50% in più di oggi.
Lo studio prevede inoltre una recrudescenza dello skill shortage,
cioè della carenza di offerta competente, che tornerà
ad essere un problema in tutto il mondo, così come lo è
stato alla fine degli anni Novanta.
In questa prospettiva diventa ancora più importante per
l’azienda saper scegliere, attrarre e successivamente mantenere
al proprio interno gli individui migliori, lasciando il turnover
alle risorse meno interessanti. La fidelizzazione del dipendente
passa attraverso una conoscenza approfondita dell’individuo
da parte dell’azienda, e quindi l’impostazione di
un relazione proficua per entrambi: questo è il motivo
per cui si parla oggi di Employee Relationship Management (erm),
un settore destinato a diventare sempre più interessante.
L’erm è in primo luogo miglioramento della comunicazione
e dell’accesso alle informazioni. L’area Risorse Umane
deve porsi come punto d’incontro fra l’azienda, di
cui condivide gli obiettivi, e i dipendenti, di cui ascolta il
punto di vista per poi trasmetterlo al management. Deve inoltre
essere un centro informativo in grado di governare l’insieme
delle competenze ed esperienze delle proprie risorse, al punto
da poter individuare in breve tempo le persone più idonee
ai ruoli disponibili.
Come il Customer Relationship Management, anche in questo caso
la tecnologia non è la soluzione a tutti i problemi, bensì
costituisce il supporto, peraltro indispensabile, per una migliore
operatività. La priorità è costituita dalla
trasformazione dei dati in comunicazione efficace e in potenziamento
della relazione. A dimostrarlo arriva un’inchiesta condotta
dalla Watson Wyatt presso 13mila lavoratori americani: la stragrande
maggioranza è convinta di essere retribuita in modo inferiore
rispetto ai propri omologhi nelle altre aziende. Un’insoddisfazione
che deriva, a detta dei ricercatori, soprattutto da un’inadeguata
comunicazione dell’azienda nei confronti dei suoi dipendenti.
Un segnale importante, che le aziende devono cogliere per non
rischiare di perdere le risorse migliori nel momento in cui aumenterà
la mobilità del mercato.
Ecco che quindi la relazione con il capitale umano a disposizione
entra con decisione nelle strategie aziendali, e i responsabili
delle risorse umane si affermano sempre di più come importanti
collaboratori nelle scelte di business.
Ancora più significativi i risultati di una ricerca condotta
da Neusearch e Venture Consulting, relativa alla realtà
italiana: per ricoprire nuove funzioni aziendali o posti vacanti,
le nostre aziende avrebbero la tendenza a cercare talenti all’esterno,
non riuscendo a cogliere ed utilizzare le potenzialità
delle risorse che hanno già all’interno. Una tendenza
che penalizza i dipendenti: nel corso della stessa inchiesta,
il 39% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi abbandonato
e non pienamente valorizzato dal top management aziendale. Essere
valutati correttamente e ricevere incarichi di responsabilità
sono stati indicati come due aspetti fondamentali: il 46% degli
intervistati individua nelle sempre nuove responsabilità
e nelle sfide gli elementi che più li legano all’azienda,
e quindi quelli che, in caso di assenza, spingono a cercare nuove
occupazioni.
Un ulteriore aspetto dell’erm consiste nel rendere le proprie
risorse autonome nell’accesso alle informazioni che li riguardano,
o nell’espletamento di pratiche finora demandate all’ufficio
del personale: questo permette all’azienda di ridurre il
tempo da dedicare alla gestione amministrativa del personale,
per liberare risorse da impiegare in attività strategiche
e più strettamente gestionali.
Le tecnologie di rete rendono ormai possibile l’accesso,
da parte del dipendente, ad una quantità di informazioni
impensabile fino a poco tempo fa. Le intranet aziendali oggi possono
quasi sostituire alcune funzioni dell’ufficio gestione del
personale e relazioni interne, configurandosi come centri di servizi
ai dipendenti: ciascuno può gestire in maniera autonoma
aspetti burocratici che, nelle modalità tradizionali, sottraggono
tempo al lavoratore e all’azienda. Dalla visualizzazione
della propria situazione contributiva alla modifica delle proprie
polizze, dalla richiesta di ferie e permessi alla notifica delle
spese di trasferta, tutto può essere gestito autonomamente
dal dipendente, con soddisfazione dell’interessato, che
accede alle informazioni ogni volta che ne ha necessità,
in modo semplice e rapido, e con notevole risparmio di tempo per
il reparto Risorse Umane.
Agli ambiti di interesse dell’Employee Relationship Management
appartiene anche la formazione del personale, ed anche in questo
contesto l’economia di rete permette interessanti soluzioni:
l’e-learning, evoluzione multimediale della già nota
Formazione a Distanza (FAD), è uno dei settori destinati
ad avere i migliori sviluppi nell’immediato futuro. L’utilizzo
di piattaforme per la formazione in rete permette infatti ingenti
– e misurabili - risparmi nelle spese di viaggio, in quelle
relative alle risorse umane e al supporto ai clienti.
Anche in Italia la gestione della formazione costituisce l’ambito
di maggiore utilizzo (43% del totale) di applicativi legati alle
risorse umane. In termini assoluti, però, un’indagine
di NetConsulting conclusa nello scorso ottobre ha messo in evidenza
come, nonostante le aziende riconoscano ormai il valore strategico
di una corretta gestione delle risorse umane, le soluzioni applicative
specifiche per quest’area siano solo raramente integrate
con i sistemi informativi. Così come sono ancora scarsamente
diffuse soluzioni più evolute, come gli Enterprise Portal,
per la gestione autonoma dei propri dati o l’accesso ad
informazione corporate, o i sistemi di Knowledge e Document Management,
che mettono a fattor comune le conoscenze permettendo così
tra i dipendenti la diffusione della cultura aziendale e la crescita
professionale.
Si configura così la nuova sfida per i manager delle Risorse
Umane, far percepire al top management l’esigenza di integrazione
dei flussi informativi, per riuscire a svolgere al meglio il proprio
ruolo: quello di essere il punto di incontro e di armonizzazione
fra le strategie dell’azienda, le esigenze del capitale
umano, e gli scenari di mercato.
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