Nuove tecnologie e pubblica amministrazione: sono sempre più
evidenti i cambiamenti che l’economia digitale porta nella
gestione delle amministrazioni centrali e locali. Le trasformazioni
in atto nel settore pubblico investono molteplici aspetti: dalla
qualità del servizio al cittadino all’efficienza
negli acquisti.
L’eProcurement, vale a dire l’utilizzo della rete
per gli approvvigionamenti, è ormai un tema centrale per
gli uffici acquisti di molte aziende, che riescono a raggiungere
più facilmente gli obiettivi di risparmio; è facile
immaginare l’enorme valenza che può avere l’introduzione
di questo strumento nel mondo delle amministrazioni pubbliche.
Ad indirizzare e gestire questo cambiamento epocale è la
Consip S.p.A. (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici), società
appartenente al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Dall’aprile 2002 il suo amministratore delegato è
Ferruccio Ferranti. Lo abbiamo incontrato per capire come e quanto
sta cambiando la Pubblica Amministrazione.
Laureato in scienze politiche e sociali ed esperto di nuove tecnologie,
manager “di lungo corso” in importanti multinazionali,
prima di approdare in Consip ha diretto Lombardia Integrata SpA,
impegnata in iniziative di eGovernment.
Tra i progetti
realizzati durante la Sua passata esperienza alla direzione di
Lombardia Integrata SpA c’è la Carta regionale dei
servizi, un esempio importante di utilizzo della tecnologia al
servizio del cittadino…
… e anche dello Stato. Si tratta di un progetto che mi ha
appassionato e mi appassiona tuttora, nonostante non me ne occupi
più, e che spero sarà presto diffuso in tutta la
Lombardia e poi nel resto d’Italia. La fase pilota si è
svolta per ora a Lecco e provincia: sono state distribuite 310.000
smart card, ciascuna con una chiave di accesso di identificazione
certa. Il medico di famiglia, collegandola al suo pc, può
prescrivere automaticamente farmaci o visite specialistiche o
anche, collegandosi in rete, leggere i risultati delle analisi
effettuate dal suo paziente, senza che nessuno debba andare fisicamente
a ritirarle. I vantaggi di questo sistema sono molteplici. In
primo luogo, il cittadino accede in modo più comodo, più
rapido e più efficiente ai servizi. Ma la carta permette
alle amministrazioni di conoscere, e quindi governare, i processi:
la Regione può verificare i flussi, decidere dove fare
convenzioni, dove potenziare i finanziamenti, e magari affidare
un budget al medico. In questo modo si può monitorare la
spesa, responsabilizzare i medici, e decidere meglio dove andare
ad investire le risorse – purtroppo scarse - a disposizione.
Anche quel progetto, pur diverso da Consip, permetteva di incidere
concretamente sull’efficienza delle amministrazioni e quindi
semplificare la vita di operatori e cittadini.
Da quasi un
anno è alla guida di Consip, impegnata nell’eProcurement…
…ma non solo. Consip è la società che si occupa
di analisi, progettazione e gestione delle attività informatiche
per il Ministero dell’Economia e delle Finanze e per la
Corte dei Conti. Attualmente due terzi delle nostre risorse sono
impiegate in queste attività in stretta collaborazione
con il ministero. Entro la fine di quest’anno ci sarà
un riequilibrio, per cui nell’ambito degli acquisti in rete
si passerà da 110 a 230 persone su un totale di 550 circa.
Si tratta dunque di un’organizzazione snella e flessibile,
dinamica, di professionisti che provengono da esperienze di grandi
aziende nazionali e multinazionali o di consulenza, e che condividono
un grande entusiasmo per i progetti. Entusiasmo premiato, visto
che costituiamo la best practice europea nel rapporto fra numero
di dipendenti e spesa affrontata.
Parliamo dei
risultati conseguiti finora.
Intanto nel 2002 abbiamo ottenuto risparmi potenziali di 2 miliardi
di euro su 8 miliardi di spesa complessiva affrontata, e il risparmio
medio ponderato per la PA è stato di un significativo 28%.
A fine dicembre abbiamo sperimentato un’asta telematica
per i video proiettori, che ha avuto un notevole successo; continuiamo
a popolare il marketplace che mette a disposizione della PA beni
e servizi per rispondere alle esigenze immediate che vanno al
di fuori degli standard. Il tutto sempre in maniera dinamica,
ordinata e nella massima trasparenza verso il mercato.
Per quanto riguarda le convenzioni che stipuliamo a livello nazionale,
attualmente la pubblica amministrazione centrale ha l’obbligo
di utilizzarle, mentre per gli enti locali il ricorso ad esse
è facoltativo. Ma tenga presente che il nostro obiettivo
è di essere scelti, a prescindere dalle norme, perché
rispondiamo ad un’esigenza e forniamo dei servizi che sono
di interesse per chiunque abbia responsabilità operative
od organizzative all’interno della pubblica amministrazione.
Alcune regioni, per esempio, stanno pensando di proporre ed approvare
in consiglio regionale una norma che obblighi i propri enti ad
utilizzare le convenzioni Consip. Questo per noi è uno
stimolo nei confronti degli enti locali, per cercare di recepire
al meglio le loro esigenze. Una volta partiti con nuovi settori
merceologici, sulla base della sperimentazione dei primi mesi
vediamo di integrare la convenzione successiva con servizi che
possono essere utili ad una determinata organizzazione.
Un lavoro in costante evoluzione, che richiede molta flessibilità.
Il nostro approccio è quello di un’organizzazione
che apprende dall’esperienza. Siamo consapevoli che quello
che abbiamo fatto noi non l’ha fatto ancora nessun altro,
e che la sperimentazione ci dà l’opportunità
di affinare la nostra attività.
Una volta avviata l’attività di convenzionamento
(siamo operativi dalla seconda metà del 2000) raggiungendo
un ottimo risultato di risparmio sul prezzo, ora siamo impegnati
nella standardizzazione della domanda, indispensabile al miglioramento
dei processi di eProcurement.
Proprio il miglioramento
dei processi è uno dei grandi vantaggi dell’eProcurement.
Avete riscontri in questo senso?
L’eProcurement va ad impattare su tutta la catena del valore.
Sarà inevitabile per noi entrare nei sistemi organizzativi,
cercando di dare soluzioni innovative. Un esempio concreto: abbiamo
stipulato convenzioni per le linee di telefonia fissa e mobile,
ottenendo condizioni ottime. Ma si può fare di più:
integrando le convenzioni con servizi consulenziali che organizzino
l’utilizzo delle reti in modo ottimale possiamo arrivare
a garantire gli stessi servizi con meno risorse.
Il nostro compito sarà quello di fornire consulenza agli
amministratori, a chi gestisce una struttura, per permettere loro
di quantificare, per esempio, le risorse economiche od umane che
si liberano e che possono essere utilizzate per altri incarichi,
che siano servizi interni o rivolti al cittadino.
Altre attività
in cantiere?
Consip si occupa anche di formazione: abbiamo messo a punto un
programma di formazione per 1800 ispettori della Ragioneria generale
dello Stato. Abbiamo un patto di stabilità nei confronti
dell’Europa per quanto riguarda il contenimento della spesa,
ed è necessario che gli ispettori siano in grado di monitorare
i processi di acquisto e il rispetto delle norme fissate sugli
acquisti in rete.
Inoltre abbiamo sviluppato un progetto pilota di e-learning per
il personale degli uffici acquisti dei ministeri, che vengono
formati sull’utilizzo degli strumenti telematici, sulle
modalità di adesione alle convenzioni, e soprattutto sul
loro nuovo ruolo, meno burocratico e più strategico.
Qual è la risposta della
Pubblica Amministrazione alla vostra attività?
Siamo coscienti dell’entità del cambiamento, e quindi
siamo attenti al rapporto che andiamo ad instaurare con i nostri
interlocutori. Monitoriamo periodicamente la situazione, e posso
dire che l’amministrazione e decisori ci recepiscono positivamente,
in quanto ci riconoscono il merito di aver ottenuto risparmi,
e si aspettano molto sul fronte della semplificazione dei processi.
Come cambia
invece la relazione con i fornitori?
Intanto viene garantita loro maggiore trasparenza (lavoriamo a
stretto contatto con le authority che regolamentano il mercato,
dall’antitrust all’AIPA) e massima apertura al mercato,
con un’attenzione alle PMI: stiamo infatti abbassando la
soglia per la partecipazione alle gare.
Inoltre i fornitori raggiungono risultati di grande efficienza
nel go to market: la rapidità e trasparenza dei processi
(l’esistenza di un unico punto di accesso alla pubblica
amministrazione) e il miglioramento della logistica permetteranno
alle aziende di mantenere i loro margini e la loro redditività
pur dovendo offrire prezzi più bassi.
Progetti per il 2003?
L’intensificazione dell’attività di sourcing,
di valutazione dei mercati. Stiamo creando una struttura di account
manager che seguono le varie amministrazioni per recepire al meglio
le esigenze dei clienti, dialogando con loro per capire se ci
sono specifiche esigenze locali da andare a soddisfare.