Editoriale
Bernard Liautaud
Chairman e CEO, Business Objects
Il paradosso della business intelligence è che le imprese ne
stanno riconoscendo il valore strategico proprio in un momento di
mercato caratterizzato da un preoccupante stallo dell’economia
mondiale.
D’altra parte, negli ultimi dieci anni le
aziende hanno generato un’ingente mole di dati, tra soluzioni
gestionali, data warehouse e dati clickstream prodotti dall’e-business,
senza riuscire a ottenere un reale miglioramento delle prestazioni
del business. Le imprese di successo sono ormai consapevoli che
il valore dei dati viene liberato solo tramite il loro utilizzo,
analisi e condivisione: di qui il rafforzato focus sulla business
intelligence, la cui mission è trasformare i dati in conoscenza,
migliorando la comprensione dei fattori che guidano il business
e aiutando a ottimizzare i processi aziendali.
Un’altra tendenza sempre più evidente
in questa fase di mercato è la focalizzazione delle imprese
non tanto su soluzioni volte a incrementare il fatturato, quanto
su applicazioni capaci di favorire il controllo e il contenimento
dei costi. Anche in quest’ottica, la business intelligence
sta rivelando il suo valore strategico – ad esempio, per monitorare
l’efficienza della supply chain, o per consolidare gli acquisti,
o per razionalizzare la gestione delle risorse umane.
Tutto questo, valorizzando gli investimenti IT
già effettuati in precedenza, senza dover sostenere costi
eccessivi, e con la garanzia di ottenere un ROI (Return On Investment)
elevato in tempi ragionevoli (3-6 mesi).
Questo consente di soddisfare un’altra esigenza
sempre più evidente: in questo momento critico, le aziende
richiedono che il ROI dei progetti IT sia elevato e soprattutto
veloce, mentre ritengono sempre meno accettabili gli anni richiesti
dai grandi progetti di riorganizzazione tecnologica e dei processi.
Sempre di più, le imprese scelgono progetti strutturati in
fasi, gradualmente espandibili e capaci di garantire benefici di
business a breve termine.
Per i fornitori IT, si tratta quindi di proporsi
sempre più come partner per i propri clienti, aiutandoli
a soddisfare reali esigenze di business e a valorizzare il patrimonio
informativo preesistente.
Indubbiamente, in momenti come questo i
clienti tendono a puntare sui leader di mercato, in grado di garantire
maggiore stabilità e affidabilità. Di qui le difficoltà
a sopravvivere per i vendor di piccole dimensioni, che spesso vengono
acquisiti o sono costretti a dichiarare bancarotta. Da questo periodo
di “consolidation” emergeranno solo i leader, caratterizzati
da offerte innovative e complete, buona capacità di execution,
forti rapporti di partnership e solidità finanziaria.
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