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Arretrati
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Banca
121.
Tecnologia e risorse umane: come si
costruisce il futuro.
Intervista a Raffaele Avantaggiato, direttore
marketing di Banca 121.
Nel panorama nazionale, ma
non solo, Banca 121 presenta delle innegabili specificità:
un iniziale ruolo da pioniere della multicanalità che si
è trasformato oggi in una realtà importante del settore
finanziario. Un modello cui ispirarsi, quello di una banca originariamente
locale che riesce a trovare uno spazio di rilievo su tutto il territorio
nazionale. Ma anche quello di un’azienda che ha saputo adeguare
la propria vision ai cambiamenti sociali ed economici di questi
anni, modificando le strategie con grande flessibilità ma
restando coerente ad una priorità: la costruzione della relazione
con il cliente.
Raffaele Avantaggiato, direttore marketing di Banca 121, ci ha illustrato
come nasce e si sviluppa una banca?rete.
Da Banca del Salento all’avveniristica
Banca 121. Com’è nato il progetto?
Dalla ricerca di un modo strategico per raggiungere rapidamente
masse critiche importanti partendo da un’attività
esclusivamente regionale. L’idea fondamentale è stata
quella di svilupparsi a costi variabili. Così, accanto
alla banca tradizionale è nata una rete di promotori finanziari
che operavano in stretta sinergia con le filiali: una modalità
distributiva complementare che doveva consentirci di conquistare
nuovi mercati geografici. Poi sono nati i negozi finanziari in
franchising.
Il progetto piacque anche a Banca d’Italia, e così
partimmo con lo schema “stellare”: filiali esclusivamente
nei capoluoghi e negozi finanziari diffusi nel territorio circostante.
I negozi traevano sostegno dalla presenza delle filiali, che davano
tranquillità alla clientela, confermavano il brand e svolgevano
la funzione di back office per la produzione dei negozi.
Contemporaneamente abbiamo avuto l’idea di creare un supporto
operativo, con ampia flessibilità di orari, per i nostri
promotori. Così è partito il call center, che successivamente
si è trasformato in un centro servizi a distanza anche
per i clienti: inizialmente inbound, una versione “evoluta”
del numero verde, con personale formato ad approcciare il cliente
in modo più attivo ed a fornire informazioni ad ampio raggio.
Poi sono state attivate anche campagne outbound: recruiting promotori,
promozione di servizi o generazione di contatti per i promotori.
Dal telefono ad internet il passo è stato conseguente e
breve. La multicanalità quindi nasce da un’esigenza
strategica di sviluppo. E dall’obiettivo pionieristico (ispirato
a modelli statunitensi) di una modalità di servizio orientata
al cliente.
A fine 2000 Banca 121 è
stata acquistata, anche in virtù di questa specificità,
dal gruppo Monte dei Paschi... Che cosa è cambiato con
questa acquisizione?
Il primo fatto importante è stata la cessione alla capogruppo
del ramo corporate e di alcune filiali, per caratterizzare 121,
anche sul piano concretamente operativo, come “banca multicanale
specializzata nei servizi di personal financial planning per le
Famiglie”, con approccio al mercato sostenuto da metodi
e strumentazione tecnologica di customer relationship management.
Il nuovo piano industriale, in particolare, esalta la centralità
dell’elemento umano, del promotore/consulente (gestore della
relazione con il cliente) nel sistema distributivo di Banca 121
e conferma, per i canali remoti e per il contact center, una funzione
di supporto nei confronti del promotore/consulente e di servizio
nei confronti del cliente finale. Un modello coerente con il ruolo
di asset gatherer sul segmento affluent attribuito alla banca
dal piano industriale del Gruppo MPS.
Al di là della situazione di Banca 121, questo cambiamento
può considerarsi emblematico di una situazione più
generale di ripensamento dell’economia di rete?
Direi di sì. Dopo gli eccessivi entusiasmi iniziali, si
è finalmente compreso che internet è un mezzo e
non un fine.
Ma la considerazione più importante è che bisogna
essere coerenti rispetto alle premesse strategiche: il modello
di servizio deve essere adeguato al target. Offrire servizi online
significa permettere al cliente di decidere ? se ne ha voglia
o quando gli è più comodo ? di fare le operazioni
base; ma per decisioni finanziarie importanti è imprescindibile
il ruolo del promotore specializzato in grado di anticipare, seguire
da vicino, consigliare il cliente. La tecnologia affianca questo
modello nel momento in cui permette al promotore di sapere quante
e quali volte il suo cliente si è rivolto autonomamente
al call center o alla filiale, e per quali necessità: la
circolazione e la disponibilità delle informazioni è
la grande opportunità per avere sotto controllo la situazione,
per prendere spunto dalle azioni del cliente e creare ulteriori
occasioni di contatto.
La piattaforma di CRM, i servizi online sono strumenti che non
devono esserci “a prescindere”, ma devono essere finalizzati
alla costruzione di una relazione stabile nel tempo tra il cliente
e, attraverso il gestore della relazione, la banca.
Il fattore umano diventa quindi determinante e strategico. Mail
salto culturale non è semplice. Il cambiamento richiede
acquisizione di conoscenze, convinzione, e soprattutto tempo.
Inoltre è necessaria un’adesione convinta e consapevole
da parte di tutti. La nostra nuova mission richiede un approccio
al business molto più proattivo ed impegnativo anche in
termini professionali: noi vogliamo produrre reddito e valore
con il collocamento di prodotti finanziari, offerti però
in un’ottica di pianificazione finanziaria e di corretta
ed equilibrata asset allocation (ottica di medio lungo periodo),
e attraverso queste modalità vogliamo costruire una relazione
forte e stabile con il cliente.
Il nostro programma di customer relationship management prevede
pertanto un’accuratissima formazione delle risorse, soprattutto
sotto forma di “training on the job”. Un modello molto
concreto, che abbiamo anche sintetizzato in un vero e proprio
manuale operativo che entra nei dettagli di ciò che il
promotore è tenuto a fare per gestire la relazione e generare
così valore per il cliente, la banca e se stesso.
Quali strumenti ha a disposizione un vostro promotore finanziario
nel suo tableau de bord?
Intanto, può selezionare i suoi clienti in base ad un gran
numero di parametri socio?demografici o comportamentali, con amplissime
possibilità di combinazione. Ciò gli consente di
gestire in proprio campagne specifiche e di suggerire azioni commerciali
alla sede centrale. Inoltre può verificare costantemente
lo stato del portafoglio e i risultati raggiunti in rapporto al
budget che lui stesso si è assegnato in accordo con il
management. Nelle schede ha a disposizione tutte le informazioni
su ogni singolo cliente. Di più: l’agenda integrata
lo informa in automatico sulle scadenze e sui compleanni dei clienti.
L’idea, che svilupperemo con la gestione di eventi sempre
più complessi, è quella del marketing “event
driven”. Infine, il promotore ha a disposizione tutti gli
strumenti necessari per erogare consulenza finanziaria ? il tool
di personal financial planning, il VAR, il portafoglio prodotti
? e impostare trattative di vendita. Insomma, la piattaforma fornisce
le informazioni, le idee e crea le opportunità in modo
che il promotore possa concentrarsi sulla sua attività
tipica: andare a cercare il cliente e formulare proposte.
La scelta di Business Objects
come partner tecnologico?
Nella distribuzione delle informazioni, WebIntelligence di Business
Objects ha una resa ottimale, così come
i tool per la misurazione delle performance del nostro contact
center; inoltre utilizziamo i prodotti Business Objects anche
nell’ambito del controllo di gestione.
La tecnologia è
dunque ormai indispensabile per gestire la complessità...
Sicuramente, è una sorta di segretaria perfetta, ma noi
siamo convinti che nessuna tecnologia potrà mai sostituire
il lavoro del venditore. Semmai gli fa risparmiare tempo: tempo
che può impiegare rivolgendo maggior attenzione ai suoi
clienti. Solo il lavoro nella costruzione della relazione permette
di legare il cliente in un’ottica di lungo periodo.
La gestione automatizzata delle informazioni permette di ampliare
il raggio d’azione oltre quel 20% di clienti coccolati perché
procurano l’80% del fatturato. Noi abbiamo dimostrato come
si possano ottenere ottimi risultati con clienti finora trascurati
e di cui si scoprono caratteristiche interessanti e bisogni inespressi
da soddisfare con certi prodotti: la facilitazione del lavoro
dovuta alla tecnologia libera risorse per la ricerca di nuove
opportunità.
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