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Bernard Liautaud
Insight e Customer Intelligence
Direttore Responsabile
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Gestire il futuro con
prudenza e fiducia

Intervista a Elserino Piol, presidente di Pino Venture


Tecnologia e creatività:
il Customer Relationship Management

Molti investono, pochi lo usano, qualcuno ci crede. Eppure nel nuovo mercato non se ne può più fare a meno
In libreria
"Il capitale relazionale" di Michele Costabile, docente senior area marketing presso la SDA Bocconi


Business Intelligence:
la tecnologia come strumento
del cambiamento

Intervista a Andrea Mercatali,
IS project manager di Kraft Food International


Banche e clienti online:
le nuove sfide della multicanalità

Nuovo studio dell'Osservatorio Net Economy Italia ad opera di Commercio Elettronico Italia e Mate


Lo chiamavano centralino… Tecnologia e fattore umano:
uno sguardo ai cambiamenti

Le nuove frontiere del Customer Relationship Management
Il Contact Center Unico di
Poste Italiane

Il ruolo strategico del contact center nell'affrontare nuove dinamiche di mercato
Come ottimizzare il proprio contact center
Le analitiche a servizio delle prestazioni

 



Il CRM, questo sconosciuto...

Tecnologia e creatività:
il customer relationship management.

Molti investono, pochi lo usano, qualcuno ci crede. Eppure nel nuovo mercato non se ne può più fare a meno.

L'utilizzo sempre più massiccio ed evoluto del computer e di internet sta modificando con estrema rapidità i comportamenti umani e sociali. Va da sé che le aziende si trovino di fronte ad un consumatore molto diverso da quello a cui si era finora abituato il marketing tradizionale.
Innanzitutto, più informato: la possibilità di accedere alle schede tecniche e di confrontare soluzioni e prezzi prima di contattare il retailer supplisce alla perdita del patrimonio informativo dei piccoli negozi specializzati, oggi sostituiti dalle grandi catene.
Questa necessità del "fai da te" ha reso quindi il cliente molto più attivo, e consapevole dei mezzi a sua disposizione per decidere gli acquisti. Ed è proprio il processo di acquisto ad avere subito una profonda metamorfosi: non è più il brand, del negozio o del prodotto, ad avere il primo posto, ma la valutazione delle opportunità. Questo significa che l'azienda si trova ad interagire con un cliente meno fedele, e alla ricerca di interlocutori efficaci. Questo significa anche che la vera concorrenza si gioca tutta sulla conquista, e soprattutto sulla capacità di soddisfazione, e quindi mantenimento, di ogni singolo cliente. Il consumatore va in primo luogo conosciuto e capito: questa è la prima sfida.

Una vera rivoluzione copernicana per le aziende, ma paradossalmente anche un ritorno al passato. Il barista sotto casa che ci prepara "il solito", il negoziante che il sabato ci tiene da parte il doppio del pane che acquistiamo usualmente possono sembrare forse démodé, ma costituiscono in realtà il modello più alto di conoscenza e cura del cliente, quello a cui le multinazionali ipertecnologiche vorrebbero arrivare. Come ottenere gli stessi risultati con centinaia, migliaia di clienti diversi per tipologia, provenienza, esigenze, capacità d'acquisto? Come conoscerli, classificarli, gestirli, tenere traccia dei loro comportamenti, comunicare con loro, suggerire a ciascuno le offerte più adatte?
La tecnologia è il supporto indispensabile per la risposta a questi interrogativi. Customer Relationship Management è la definizione che viene data a questo tipo
di approccio.
Negli ultimi tempi l'acronimo CRM ricorre sempre più frequentemente nelle comunicazioni aziendali, nelle riunioni, negli studi strategici, e le aziende investono sempre maggiori risorse in complesse - e costose - soluzioni informatiche. Tuttavia molto spesso si ha la sensazione che l'uso - o abuso talvolta - della sigla nasconda una comprensibile difficoltà a metabolizzarne il significato. Sensazione che nasce anche dalla constatazione della discrepanza fra la quantità - alta - di sistemi CRM acquistati, e il numero - molto più ridotto - di quelli effettivamente utilizzati dalle aziende; per non parlare dell'efficacia riscontrata, spesso difficilmente dimostrabile.
Alcuni studi internazionali dimostrano che le difficoltà non appartengono esclusivamente al mercato italiano, anzi. La Giga Information Group segnala che nel mondo:

  • Il 75% delle iniziative di CRM fallisce per mancanza di una strategia complessiva e di una corretta applicazione nel business; altre cedono per carenza di expertise tecnico, scelta di software sbagliati o cattiva gestione dei consulenti.

  • Il 63% imposta le proprie iniziative di CRM sulla base dei processi interni aziendali, e non del cliente.

  • Il 40% delle aziende con CRM in corso di implementazione dichiara che l'iniziativa non è integrata con tutti i settori dell'azienda.

Nonostante gli investimenti spesso ingenti, solo il 10% delle aziende ha misurato l'impatto dell'iniziativa sul ROI.
Purtroppo la logica conseguenza di tanti insuccessi è un diffuso scetticismo nei confronti del CRM in quanto tale; un approccio più analitico al problema rivelerebbe che spesso, quello che viene acquistato ed implementato non può essere definito Customer Relationship Management.
Un equivoco costoso e penalizzante per l'impresa, ma comprensibile: spesso si è pensato che una serie di applicativi potessero sostituire l'apporto umano alla relazione con il cliente.
Il punto è che CRM non è semplicemente una soluzione tecnologica: CRM è un approccio manageriale che mette il cliente al centro del proprio interesse e della propria attività.
La Pepper&Rogers Consulting Group individua 4 stadi fondamentali per un corretto processo di CRM:

  • l'identificazione del cliente: la capacità di riconoscerlo ad ogni contatto, attraverso ciascun canale;

  • la capacità di individuare i suoi elementi di differenziazione: comportamento, redditività ecc.;

  • la capacità di interazione con il cliente attraverso la molteplicità di canali a disposizione;

  • la capacità di personalizzare le modalità di comunicazione e l'offerta, sulla base dei bisogni individuati di volta in volta attraverso l'analisi del comportamento e dei dati relativi ai singoli contatti. Raggiungere la visione a 360°del cliente, formula tanto citata quanto poco applicata, passa attraverso importanti fasi di "lavorazione", che coinvolgono problematiche diverse:

  • Concept: studio di fattibilità, ripartizione dei ruoli, composizione di un team interdisciplinare e valutazione dell'impatto economico globale.

  • Progettazione: vengono strutturate le informazioni e gli asset tecnologici. Un passaggio estremamente delicato, perché vanno delineate le rappresentazioni più esaustive possibili per cliente, prodotto, canale, processo...

  • Implementazione: viene realizzata e testata la base della conoscenza aziendale.

Dalla descrizione dei processi risulta evidente che il marketing e l'organizzazione aziendale rivestono un ruolo del tutto paritario a quello della tecnologia.
Il nodo centrale di tutta l'operazione è costituito dall'integrazione dei dati provenienti dalle diverse fonti aziendali (database con codifiche diverse, documenti cartacei, ecc.), e dalla definizione più ampia e strutturata possibile dei profili delle entità coinvolte e delle modalità di comunicazione, interna ed esterna.
La raccolta dei dati richiede però la disponibilità di tutti i settori di attività a condividere informazioni e conoscenze, e questo può rappresentare una prima criticità a livello organizzativo.
Il must dell'era di internet "share what you have", cioè il riconoscimento del valore nello scambio di conoscenze, è un'acquisizione relativamente recente, e non condivisa da chi ha fatto del possesso delle informazioni uno strumento di potere.
L'organizzazione deve essere in grado, in questo caso, di coinvolgere e motivare tutti i suoi elementi. Uno studio di Mate fa luce sullo squilibrio nella quantità di risorse impiegate in un progetto di CRM: nell'ottica "technology centric" si pensa che il miglioramento del sistema informativo aziendale sia l'obiettivo dell'intera operazione. In realtà l'integrazione dei dati, pur imprescindibile, costituisce il mezzo, il punto di partenza di un processo di orientamento al cliente.
Dosare in modo equilibrato l'investimento non significa necessariamente investire meno in tecnologia: significa piuttosto coinvolgere in modo massiccio l'intera struttura.
Il lavoro non finisce con la strutturazione del database: la relazione umana evolve nel tempo, in una dinamica di azione/ reazione. Questo implica che il sistema informativo tenga traccia di ogni contatto (inbound o outbound) per ogni canale e di ogni informazione nuova. Perché la conoscenza del cliente diventi patrimonio aziendale, e non personale, è necessario che queste informazioni siano rese disponibili in tempo reale a tutti coloro che sono addetti alla relazione con il cliente. Queste sono solo alcune delle funzionalità che
un buon sistema di CRM può fornire: un sistema evoluto è in grado di permettere analisi del business personalizzate ed estremamente particolareggiate, di sostituire i vecchi tabulati mensili con grafici "on demand", che illustrino anche su base quotidiana l'evoluzione del comportamento di segmenti anche minimi. Le risposte offerte dalla tecnologia sono innumerevoli: basta sapere cosa chiederle.