Adecco

Report standardizzati a supporto dei cambiamenti strategici

Intervista a Stefano Abbiati e Matteo Prezioso, CIO e DBA di Adecco Italia S.p.A.

 

Il progetto in sintesi
L'esigenza
- Supportare con una maggiore disponibilità di informazioni i cambiamenti strategici e organizzativi della società
- Fornire report univoci e standardizzati con vari livelli di aggregazione e dimensioni di analisi
- Distribuire i report in modo rapido ed efficace a tutta la rete delle 500 filiali
La soluzione tecnologica - BusinessObjects XI e Web Intelligence
I vantaggi
- Eliminazione delle analisi individuali
- Accesso facile e immediato alle informazioni da parte di tutti
- Controllo puntuale della redditività del business per cliente / account
- Accrescimento dell’awareness sull’evoluzione del business
- Payback calcolato intorno ai 24-30 mesi sulla base dell’analisi di eventuali investimenti per prodotti sostitutivi

 

Il gruppo Adecco, presente in 70 Paesi con oltre 200.000 aziende clienti, è leader mondiale nella gestione delle risorse umane; in Italia Adecco è presente dal 1997 ed è distribuita su tutto il territorio italiano con circa 500 sedi - la centrale è a Milano. Con un fatturato 2006 stimato intorno a 1.200 milioni di euro e 2.100 dipendenti, dà lavoro a 50.000 lavoratori ogni mese impiegati presso le 10.000 aziende clienti. Di recente Adecco Italia ha vissuto un importante cambiamento strategico organizzando la propria struttura operativa in business lines specializzate nelle diverse aree aziendali: oltre alla macro-suddivisione in Office e Industrial, i servizi vengono suddivisi secondo sei unità di business (Engineering & Technical, Information Technology, Finance & Legal, Sales Marketing & Events, Medical & Science, Human Capital Solutions). Questa ristrutturazione ha portato con sé altre esigenze di cambiamento, e tra le più significative ci sono quelle relative alla qualità delle informazioni. Ne abbiamo parlato con Stefano Abbiati, CIO per l’Italia e la Svizzera e con Matteo Prezioso, Data Base Administrator.

Il mercato della cosiddetta somministrazione del lavoro presenta delle differenze da Paese a Paese? Le due realtà che Lei sovrintende – Italia e Svizzera - sono paragonabili?
Abbiati: Nel nostro settore la legislazione ha un peso fondamentale: le nostre attività sono fortemente regolamentate fin nei livelli più operativi, e le norme variano nei diversi Stati. In Italia i nostri riferimenti sono la legge 196/97 e la successiva riforma Biagi, quindi normative relativamente recenti. In Svizzera il sistema del lavoro temporaneo ha ormai oltre 50 anni e quindi il business è consolidato da tempo e non sente l’esigenza di rapidi cambiamenti organizzativi come quelli che stiamo vivendo. Anche i loro sistemi informativi sono ormai strutturati in modo definito da tempo.
 
Come sono strutturati i sistemi informativi in Italia?
Abbiati: Tutta la piattaforma è Microsoft, quindi abbiamo anche i data base Sql. Gli applicativi in uso nelle sedi sul territorio sono sviluppati in modalità asp, quindi su piattaforma web. In particolare i dati sono raccolti attraverso due principali applicativi: per l’aspetto gestionale abbiamo un sistema erp custom, dal momento che il nostro è un settore di nicchia e il mercato non offre soluzioni specifiche ed ottimali per le nostre esigenze di gestione commesse, raccolta candidature, contratti e infine fatturazione; tutti gli aspetti amministrativi e contabili sono gestiti da un applicativo PeopleSoft.

I dati non sono quindi dispersi, ma concentrati in due grandi sistemi. Da quali esigenze è nato allora il progetto di business intelligence?
Abbiati: Non avevamo una reportistica standard, né in generale un sistema di report adeguato alle nostre esigenze.
In primo luogo le necessità riguardavano il momento storico che il nostro settore sta vivendo in Italia: pur non essendo un business consolidato, il mercato è abbastanza vicino alla maturità, e questo significa in termini di bilancio che i margini dei singoli account sui clienti (particolarmente i grandi) si sono progressivamente ridotti e richiedono una maggiore attenzione. Per questo è necessario disporre di maggiori informazioni e di una notevole capacità di analisi dei dati, così da impostare azioni più mirate e più efficaci, in grado quindi di aumentare la redditività.
Inoltre la struttura così ramificata e la riorganizzazione per unità di business ha evidenziato la necessità di una reportistica adeguata alle nuove esigenze. L’obiettivo era dunque quello di facilitare al massimo la condivisione delle informazioni, dando la massima visibilità all’utente sui dati di propria pertinenza e facendo circolare i report velocemente e in modo capillare, così da dare a tutti la visibilità sui propri risultati, il rendimento puntuale degli account gestiti localmente. Il tutto senza penalizzare la rapidità delle analisi consolidate centralmente.

Quando ha avuto inizio il progetto e come si è sviluppato?
Abbiati: La software selection è dell’inizio del 2006 (abbiamo scelto Business Objects XI), l’avvio del progetto in primavera; il rilascio della prima fase a dicembre 2006/gennaio 2007 (la reportistica per le analisi commerciali) mentre a primavera 2007 la conclusione con il rilascio della reportistica contabile–amministrativa. Abbiamo iniziato dal mondo commerciale che aveva l’esigenza più forte, sia perché distribuito su tutto il territorio sia perché era il settore maggiormente impattato dalla nuova strategia.

Quali sono state le modalità operative?

Abbiati: Abbiamo formato un gruppo di lavoro: le persone del business si sono occupate di razionalizzare le richieste e lavorare alla formazione e distribuzione della reportistica, L’IT ha lavorato con i consulenti all’implementazione e messa in opera. Le risorse impegnate sull’area tecnica erano sia interne Adecco che consulenti Business Objects che hanno collaborato secondo una modalità che prediligesse il trasferimento delle competenze sacrificando, in alcuni momenti, la velocità di implementazione.

Come avete strutturato il sistema di profilazione?
Prezioso: È stato possibile: abbiamo creato una procedura per la replica della profilazione utenti presente nei nostri software direttamente su Business Objects. In questo modo gli utenti non hanno perso alcuna visibilità sulle informazioni, anzi per tutti i report creati accedono esclusivamente i dati di loro pertinenza.

Come avviene la distribuzione dei report?
Prezioso: Via web, infatti il portale BO è integrato nella intranet aziendale. I report sono distribuiti su base mensile, scelta obbligata perché siamo legati all’emissione delle buste paga: qualunque analisi parziale a metà mese rischierebbe di dare una visione falsata della realtà. Per adesso distribuiamo report navigabili secondo le nostre impostazioni, ma intendiamo dare - ad un numero più ristretto di utenti - l’accesso agli universi così da renderli autonomi nella creazione di nuovi report.

Avete fatto una valutazione del ritorno su questo investimento?
Abbiati: Dal momento che la business intelligence non andava a sostituire un prodotto già esistente non avrebbe avuto senso fare una valutazione comparativa a livello di bottom line dell’anno precedente. Abbiamo quindi fatto un’analisi esaminando i costi degli strumenti di cui ci saremo dovuti dotare nei prossimi anni se non avessimo scelto la soluzione unica di Business Objects. Il risultato dell’analisi è stata una valutazione del pay back a 24-30 mesi, quindi un indubbio vantaggio nel medio termine.

Smaller textLarger textPrint this page, properly formatted for paper

Risorse