SAME DEUTZ-FAHR
Il valore della qualità delle informazioni
Intervista a Giulio Milanesi e Carlo Rusconi
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Il progetto in sintesi |
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L’esigenza |
- Centralizzare i sistemi di analisi, precedentemente dispersi all’interno delle varie entità del gruppo - Fornire a tutto il gruppo informazioni univoche - Migliorare la disponibilità del dato in termini temporali e qualitativi |
Soluzione Tecnologica |
- BusinessObjects 6.5 versione Client/Server a livello centrale e Web Intelligence da remoto - A breve migrazione a XI Release 2 |
Vantaggi |
- Univocità del dato - Feedback in tempo reale dal mercato che permettono decisioni ed eventuali correttivi in tempi rapidi - Possibilità di analisi storiche sull’andamento dei prodotti |
Fondata a Treviglio nel 1927, Same Deutz-Fahr è una delle principali case costruttrici di trattori, motori, mietitrebbie e macchine agricole del mondo. Con un fatturato di 936,5 milioni di Euro nel 2005 e circa 3.000 dipendenti, la società è caratterizzata da una forte internazionalizzazione sia per la dislocazione produttiva che per una capillare distribuzione territoriale: circa 100 importatori in tutto il mondo e una rete di vendita e assistenza di 3.000 concessionari. Dal 2000 la business intelligence è diventata una realtà sempre più importante all’interno di Same Deutz-Fahr. Ne abbiamo parlato con Giulio Milanesi, attuale responsabile dei sistemi informativi e Carlo Rusconi, responsabile del progetto di business intelligence.
Quali esigenze vi hanno portato all’introduzione della business intelligence?
Giulio Milanesi: Raccogliere i dati di gruppo e fornire le informazioni era un’operazione complicata che richiedeva attività operative onerose: per fornire la reportistica standard erano necessari alcuni giorni, tempi che non erano più accettabili. Inoltre avevamo la necessità di un uso più flessibile delle informazioni, di nuove tipologie di analisi. I sistemi che avevamo non erano in grado di far fronte alle nuove esigenze…
Carlo Rusconi: Anche perché non avevamo un’unica piattaforma ma tanti sistemi diversi dislocati nelle diverse entità del gruppo. Inoltre, spesso i dati raccolti venivano successivamente caricati sui vari sistemi locali di analisi. In questo modo a livello centrale si perdeva la conoscenza e la capacità di gestione delle informazioni. Il primo obiettivo è stato quindi quello di centralizzare le informazioni.
Così avete creato un data warehouse. Che partner tecnologici avete scelto?
Rusconi: L’ambiente è Windows, per il data base abbiamo scelto Oracle, per il front end utilizziamo Business Objects.
Per quali funzioni di business?
Milanesi: Allo stato attuale praticamente tutte, ma si è trattato di uno sviluppo per passi successivi. Abbiamo iniziato con i dati sulle warranty, un settore la cui ottimizzazione avrebbe consentito saving consistenti. L’evoluzione successiva ha interessato la gestione dei ricambi, dei magazzini ecc…
Rusconi: Siamo poi passati al controllo di gestione. Precedentemente i margini sulle vendite venivano calcolati in access da diversi sistemi: oggi abbiamo un unico sistema centralizzato e quindi la certezza di un dato univoco, uguale per tutti.
Milanesi: Poi l’interesse per la business intelligence è esploso, e quindi siamo passati al settore commerciale con le analisi sulle vendite e sulle campagne marketing, ed ora stiamo sviluppando l’ambiente degli acquisti.
Rusconi: Inoltre abbiamo in animo di creare ambienti di analisi per la funzione Ricerca & Sviluppo: in pratica un sistema di simulazione per stabilire, nel caso della progettazione di un nuovo prodotto, l’impatto che le diverse variabili avrebbero sul costo del prodotto stesso.
Ad oggi quanti e quali sono gli utilizzatori della business intelligence?
Rusconi: Direi che praticamente tutti coloro che lavorano in azienda hanno – naturalmente a vari livelli – visibilità sulle informazioni fornite attraverso Business Objects, comprese le filiali e gli stabilimenti produttivi in tutto il mondo. Ormai lo consideriamo uno strumento direi indispensabile, anche a giudicare dal continuo aumento di richieste di utilizzo da parte dei colleghi.
Come avete lavorato all’implementazione dei vari progetti? Che tipo di interazione avete con le funzioni di business?
Rusconi: Il nostro metodo di lavoro prevede che, al nascere di ogni nuova esigenza, noi iniziamo a lavorare con quelli che chiamiamo i “key user”, persone del business che lavorano con noi allo sviluppo del progetto.
Quali sono le caratteristiche e i compiti dei key user?
Milanesi: Sicuramente devono conoscere bene i processi della struttura in cui operano, e devono essere in grado di aiutarci a individuare le informazioni chiave da estrarre per le analisi e i report. Sono chiamati quindi a validare le informazioni, ma il loro compito non finisce qui. È molto importante il supporto e la “sponsorizzazione” dello strumento all’interno della funzione. Abbiamo sperimentato che i nuovi strumenti non vanno “imposti” dai sistemi informativi: se c’è all’interno del gruppo un collega in grado di spiegare e aiutare – soprattutto nel primo periodo - l’accettazione e la diffusione degli strumenti sono sicuramente più rapide.
Sviluppi futuri?
Rusconi: Attualmente abbiamo la versione 6.5 di Business Objects. Abbiamo previsto di migrare a XI Release 2 entro la fine del 2006.
Altri progetti per il prossimo anno?
Vorremmo introdurre l’uso di Crystal Xcelsius e delle analitiche di Finance Intelligence.
Con quali obiettivi?
Rusconi: Per esempio omogeneizzare il front end. Attualmente ci sono utenti in modalità Client/Server e altri in modalità Web Intelligence. Le nuove funzionalità di Web Intelligence – equiparate a quelle Client/Server - ci permettono di passare tutti gli utenti in modalità Web Intelligence. In questo modo dovremo gestire un minor numero di implementazioni specifiche per singolo utente.
Altri progetti con Business Objects?
Milanesi: Stiamo studiando con loro un progetto di geomarketing, e stiamo anche valutando la possibilità di introdurre Business Objects Budgeting & Planning, che ha funzionalità superiori al nostro sistema di budgeting ma costa anche di più…
Avete valutato il ritorno sugli investimenti sostenuti?
Milanesi: Il ritorno è sicuramente positivo. Al di là degli aspetti di riduzione delle attività operative è il valore enorme della qualità delle informazioni l’aspetto più significato. Intanto perché oggi, in qualunque riunione a qualunque livello si analizzano dati univoci e validati, e non è cosa da poco. Senza contare che abbiamo fornito strumenti di analisi a tanti che prima avevano a disposizione solo dei report statici.
Le informazioni vengono inoltre rese disponibili in tempi estremamente rapidi. Basti pensare che prima, per la “chiusura” del mese, bisognava attendere il giorno 15 del mese successivo, e oggi siamo già pronti il 2 o il 3: la visualizzazione dei fenomeni e la verifica di allineamento dei dati rispetto alle previsioni avvengono quasi in tempo reale. Questo significa che il management è in grado di introdurre correttivi con due settimane di anticipo rispetto a prima. Prendiamo il caso di un nuovo prodotto lanciato sul mercato: per avere dei dati significativi prima dovevamo attendere i feedback dalla rete di vendita, quindi almeno un mese. Oggi abbiamo informazioni immediate.
Inoltre, poiché abbiamo caricato sul data warehouse informazioni relative a diversi anni, oggi è possibile fare significative analisi sull’andamento dei prodotti nel tempo.